Angelo Grande
Introduzione
L'Angelo Grande è la seconda cima per altitudine nel sottogruppo Vertana/Angelo dell'Ortles-Cevedale. La catena settentrionale che divide la Val Venosta e quella di Solda è in gran parte selvaggia, il panorama che si gode da questa vetta rivela un mondo di rocce e ghiaccio ancora relativamente poco conosciuto e frequentato. E' una vetta molto elegante e caratteristica, facilmente riconoscibile per il curioso ghiacciaio sospeso che ne corona la regolare forma tondeggiante. Si può raggiungere senza grandi difficoltà e, soprattutto, senza dovere percorrere tratti ghiacciati. Il percorso è segnalato da strisce gialle e rosse fino in vetta. Come detto, si tratta di un belvedere privilegiato ed è raggiunto da un grande numero di escursionisti. Particolarmente impressionante la vista sulla vicinissima Cima Vertana e su tutto il sottogruppo omonimo con le belle cime superiori ai tremila metri tra cui spicca anche la Croda di Cengles.
Descrizione
Dall'arrivo della seggiovia si prende subito a sinistra un sentiero che rimonta un breve pendio e si dirige subito verso la valle di Zay. Il segnavia si mantiene sul fianco destro (senso di marcia) aggirando la base di sfasciumi di Cima Vertana. Dopo una decina di minuti di cammino, si abbandona la traccia che prosegue alta sul versante di questa valle e che è stata dichiarata pericolosa a causa di numerosi franamenti dalle cime soprastanti. Bisogna quindi proseguire prima a sinistra e in discesa, fino a raggiungere il centro del vallone e un bel ponte in legno su cui si guada il torrente. Oltre il corso d'acqua il sentiero continua sempre a sinistra a risalire il versante sinistro (sempre guardando) della vallata con numeroso tornanti ben tracciati. In cima a un gradino, di fronte, si vede il rifugio che viene raggiunto con una traversata orizzontale e poi con un breve faticoso strappo (circa 1,30 ore per raggiungere il Rifugio Serristori).
Immediatamente alle spalle del Rifugio Serristori si segue il sentiero [5] in direzione del Passo Zay/Angelo Grande/Croda di Cengles (cartelli indicatori). Tra erba e roccette si punta a un torrente. Appena attraversato il corso d'acqua si scorge un cartello indicatore "Angelo Grande" che punta a destra verso una valletta detritica. Si passa tra due minuscoli laghetti e si prosegue lungo la valletta con il sentiero n.2 sostituito poi da segni a strisce gialle e rosse avendo come obiettivo l'evidente sperone che forma l'avancorpo della cresta sudovest dell'Angelo Grande. Sempre su terreno detritico e rocce montonate si risale costantemente prima a svolte e poi direttamente (fare attenzione ai segnali!) fino a raggiungere la base dello sperone stesso. Lo si risale sempre seguendo i segni e superando i tratti più infidi con l'aiuto di qualche corda fissa (fare attenzione a eventuali tratti ghiacciati, lo sperone è in ombra!). Giunti alla sua sommità ci si ritrova su un breve ripiano roccioso alla base della cresta e immediatamente a destra del grande ghiacciaio sospeso che qui si presenta ardito e maestoso. (fino a qui circa 1 ora e 40 minuti). A fianco, sulla destra, la mole della Cima Vertana con il suo impressionante ghiacciaio (vedi escursione Cima Vertana. La risalita della cresta, in costante ma non ripida salita, non presenta particolari difficoltà ed è guidata dai segnali con sicurezza. Mano mano che si sale il panorama si va facendo sempre più grandioso. L'ultimo tratto di cresta in vista della vetta va percorso con una certa cautela, in particolare il breve passaggio tra l'anticima e la vetta stessa, particolarmente esposto sul versante del ghacciaio sospeso. Sulla vetta, spaziosa, è posta una curiosa croce di ferro.
Autore
- Consulta la pagina di Giovanni Consigli
Bibliografia
- Gino Buscaini: Ortles Cevedale - Guida dei monti d'Italia CAI-TCI Club Alpino Italiano, 1984
Cartografia
- Ortles Cevedale 1:25.000 - foglio 08 Editrice Tabacco - Udine, 2008
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