Cantine di Gandria
Introduzione
Breve gita panoramica a filo delle acque del Lago di Lugano, nel ramo di Porlezza. Si raggiungono man mano numerose cantine, antichi crotti ("grotti" in ticinese) dei paesi dell'opposta sponda del lago, attualmente trasformati in lussuose abitazioni o trattorie, e ormai frequentati prevalentemente in motoscafo. Alle Cantine di Gandria una caserma dismessa delle Guardie di Confine ospita un Museo delle Dogane.
Descrizione
A seconda del punto di parcheggio si sale o si scende lungo la strada comunale fino ad un tornante con indicazioni 310 m. Si attraversa il paesino fra belle abitazioni e poi, in lenta discesa nel bosco, si raggiunge la riva del lago in località Cantine di Caprino 273 m. Da qui il sentiero, sempre ben tracciato (e attrezzato con cavi corrimano dove è più scosceso o esposto), percorre in traverso - anche con notevoli saliscendi - le ripide pendici del Monte Caprino; si attraversano numerosi canali di frana (cartelli di pericolo in caso di piogge intense) alternati a case di pescatori e rimesse di barche. L'unico slargo ampio della riva corrisponde ad una dismessa cava di pietrisco calcareo che attualmente si caratterizza per la presenza nella boscaglia di estemporanee opere di land-art. Attraversate le terrazze di alcune trattorie (Grotto dei Pescatori, Cantine Crespi, Grotto Teresa, Grotto Descano) si giunge al termine del sentiero pedonale: oltrepassata un'antica bella villa rustica con orto e giardino sul passaggio, si arriva all'edificio del Museo delle Dogane (visitabile nel primo pomeriggio). Il viottolo è affiancato da una raccolta di cippi confinari di provenienza da ogni angolo della Svizzera e termina nei pressi di un approdo con antiche insegne.
Ritorno per la via di andata.
- Aggiungi un commento
- 0 Votes
