lunedì, 28 maggio 2012
Login

Cima di Piazzo

0
0
Autore
Autore: 
Benedetto Lorusso
Scheda
Via: 
normale dalla Culmine San Pietro
Foto: 
La cima di Piazzo © 2009 Benedetto Lorusso
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
WT2
Periodo Consigliato: 
dicembre, gennaio, febbraio, marzo
Tempo Complessivo: 
7h00'
Tempo di Salita: 
4h00'
Tempo di Discesa: 
3h00'
Esposizione: 
Sud
Quota di partenza: 
1100 m
Quota di Arrivo: 
2047 m
Dislivello: 
947 m
Distanza percorsa: 
20,00 km
Accesso: 

Con la SS 36 a Lecco, nuova strada per la Valsassina, dal colle di Balisio a Moggio poi la stradina (d'inverno spesso neve e ghiaccio) per il Culmine fino al piccolo parcheggio qualche centinaio di metri prima.

Dal piccolo parcheggio si segue l'interpoderale che in 8 km. porta ai piani di Artavaggio.
Possibili scorciatoie alleviano la noia del percorso che comunque si svolge in un ambiente spettacolare dal quale si possono osservare tutte le montagne "le più vicine a Milano".
Dai piani di Artavaggio si salgono i pendii cercando i più divertenti.
Dopo le orribili piramidi del rifugio Nicola, lasciato a sinistra il bel rifugio Cazzaniga si raggiungono i pendii finali con un traverso dopo aver superato un canalino (eventualmente direttamente, ripido).
Si risalgono questi pendii a piacere, la via più comoda sulla sinistra.

Si può anche salire da Moggio (da dove per i più pigri parte una funivia per i piani di Artavaggio)evitando il tratto automobilistico verso il culmine.
Si parcheggia nei pressi dell'ufficio postale, si segue per un tratto la via dietro lo stesso sino ad una ripida stradina (segnavia per il rifugio Cazzaniga) che raggiunge un interpoderale.
La si segue superando alcune baite sino ai piani di Faggio dove diventa un sentiero che supera lungamente il versante meridionale della montagna.
Lasciati a sinistra i sentieri per le baite Pesciola e il Prà Redont ci si innesta su un sentiero proveniente dal basso e si raggiunge l'ex rifugio Casari.
In questo tratto attenzione a ghiaccio e slavinette.
Dopo il rifugio si lascia a destra il sentiero per i piani di Artavaggio e (grosso ometto) si entra nel bosco che si risale sino ad un interpoderale che si segue verso sinistra per arrivare al bianco alltipiano dominato dalla rupe su cui sorge il rifugio Cazzaniga, uno dei luoghi più belli delle prealpi lombarde.
Ci si dirige verso il rifugio che si raggiunge con un tratto ripido finale, poi come per l'itinerario precedente.

Le relazioni su questa meta