lunedì, 28 maggio 2012
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Col Montagnaya

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Autore
Autore: 
Benedetto Lorusso
Scheda
Segnavia: 

Numero 15 sino all'Alpe Avoley

Data del rilievo: 
30/07/2011
Foto: 
Il colle tra i gendarmi della becca d'Arbiere e della punta Montagnaya
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
EE
Periodo Consigliato: 
Tutto l'anno (bella scialpinistica)
Tempo di Salita: 
4h30'
Tempo di Discesa: 
3h30'
Esposizione: 
Sud-Ovest
Quota di partenza: 
1691 m
Quota di Arrivo: 
2903 m
Dislivello: 
1302 m
Quota Massima: 
2903 m
Accesso: 

Si percorre la Torino-Aosta uscendo alla barriera di Aosta est e proseguendo in direzione del tunnel del Gran San Bernardo; appena usciti dalla seconda galleria si devia a destra in direzione della Valpelline. Si prosegue per alcuni chilometri sino a Bionaz dove, appena prima dell’abitato, si svolta a sinistra verso la diga di Places de Moulin, percorsi pochi chilometri si arriva alla località La Ferrera (1691 m) dove, in prossimità di un bivio, con una strada poderale si trovano le paline dell’inizio dell’itinerario e dove si può posteggiare l’auto nei piccoli slarghi adiacenti.

Il col di Montagnaya si apre tra la Becca d’Arbiere e la punta Montagnaya e mette in comunicazione Bionaz in Valpelline con il santuario di Cuney.
Il sentiero è segnato con segnavia 15 e segni gialli sino alla diroccata alpe Avoley, poi continua segnato con ometti sino ad una quota di 2600 m. dove continuano gli ometti.
A quota 2700 si è su un macereto dove gli ometti sono più difficili da individuare.

La salita comincia con una discesa, da La Ferrera m.1691 si scende a Poullaye m. 1602 dove si trovano le segnalazioni per i sentieri 14 (bivacco Chentre) e 15 (col di Montagnaya).
Dopo circa un’ora di cammino nel bosco su bel sentiero con alle spalle la veduta dell’Aouille Tseucca, si arriva al bivio.
Lasciato a sinistra il sentiero per il bivacco si prosegue nella comba di Montagnaya verso la bellissima catena con a sinistra la Becca del Merlo, passando sotto le imponenti pareti e i canaloni dell’Invergnaou, superando la diroccata alpe Ardamun e la tsa dell’Aquelou diventata ricovero di vitelli lasciati allo stato brado.
Si sale ora più ripidamente a sinistra per arrivare all’alpe Avoley, anch’essa diroccata, dove cessano i segni gialli.
Alle spalle la catena del Morion, il mont Gelè, la tour de la Tsa e il Cervo.
Si prosegue su sentiero incerto segnato da ometti, dominato dall’Ermite di Cuney a guardia del colle omonimo.
La via si divide a sinistra il sentiero è più marcato a destra si sale su un crinale erboso.
Sulla destra appare un laghetto
Poco oltre dove i due itinerari si riuniscono comincia il macereto e si vede il colle.
Trovare gli ometti tra tanti sassi è ora più difficile, conviene tenersi nel fondo del valloncello dove alcuni nevai facilitano il cammino sino alla rampa finale, alta una settantina di metri, non eccessivamente ripida che si può risalire dove si vuole o cercando le poche tracce (a sinistra sotto le pareti della becca d’Arbiere) e in breve si giunge al valico.
Per i panorami e l'ambiente, una delle passeggiate più belle della Valpelline.

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