lunedì, 28 maggio 2012
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Colle Superiore delle Cime Bianche

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sottotitolo: 
Belvedere sul Cervino (quando non ci sono le nuvole, cioè quasi mai ...)
Autore
Autore: 
Giovanni Consigli
Scheda
Via: 
da Saint-Jacques
Segnavia: 

6

Data del rilievo: 
07/07/2009
Foto: 
Una foto provocatoria che testimonia la rovina di un luogo stupendo come il Colle delle CIme Bianche ...
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
E
Periodo Consigliato: 
a giugno a settembre
Tempo Complessivo: 
6h30'
Tempo di Salita: 
4h00'
Tempo di Discesa: 
2h30'
Esposizione: 
Sud-Ovest
Quota di partenza: 
1690 m
Quota di Arrivo: 
2982 m
Dislivello: 
1292 m
Acqua: 
Abbondante lungo tutto il percorso
Accesso: 

Sull'autostrada Autostrada A5 Torino - Aosta uscire a Verrès e percorrere tutta la strada regionale n. 45 della Val d'Ayas fino al suo termine nella frazione Saint Jacques dove si parcheggia.

Introduzione

Raggiungere il Colle Superiore delle Cime Bianche partendo dalla Val d'Ayas è senza dubbio un'esperienza interessante per l'escursionista. La gita é lunga; molto lunga, anche se non eccessivamente faticosa; l'ambiente è solitario e affascinante, lungo tutto il vallone di Cortoz e caratterizzato da scenari panoramici davvero deliziosi. All'inizio della stagione, poi, soprattutto nei pianori che precedono l'Alpe Mase, lo spettacolo dei fiori, dei torrenti che punteggiano come nastri d'argento le basse erbe popolate da marmotte, dà una grande giustificazione emozionale e premiante alle 4 ore di cammino (sono ore segnalate nelle tabelle ufficiali e quelle che ho impiegato io, anche se ho incontrato due escursionisti che hanno impiegato esattamente metà tempo!) necessarie per raggiungere la meta. Prima di giungere al Colle, inoltre, ci si può fermare sulle rive del Gran Lago, un diamante incastonato tra le rocce e che, durante l'escursione qui descritta(primi di luglio), era ancora ghiacciato per la maggior parte. Ma la cosa più incredibile è che questo colle, che è un insuperabile belvedere sui versanti sud ed est del Cervino, svela, per chi sale dalla Val d'Ayas, la visione della "Gran Torre" solo all'ultimo istante, proprio nel momento in cui si mette piede sul pianoro sommitale del colle stesso. Un'esperienza mozzafiato e davvero indimenticabile (ovviamente quando il Cervino non è incappucciato dalle nuvole, evento che, purtroppo, non è molto frequente ...)
Detto questo, bisogna parlare però del lato "spiacevole" di questa gita: arrivare sul colle dopo tanto sforzo e vedere due enormi bulldozer al lavoro per sgomberare la neve, un autofurgone parcheggiato in mezzo al pianoro, piloni di funivie e impianti di risalita vari, stazioni intermedie e terminali di funivie, nonchè, in lontananza, la montagna ferita da strade e d'infilata i casermoni di Cervinia, fa davvero male al cuore e fa venire voglia di scappare a riimmergersi nella solitudine del vallone per il quale si è saliti. Io mi sono trattenuto sul colle meno di dieci minuti, giusto per osservare il Cervino (già coperto di nubi) e poi, nauseato, ho battuto in ritirata fermandomi a riposare e a rifocillarmi solo una volta raggiunto di nuovo il Gran Lago.

Descrizione

L'escursione parte dalla piazza della chiesa di Saint Jacques d'Ayas dove si parcheggia l'auto. Si continua sulla strada asfaltata in forte pendenza che attraversa l'abitato e raggiunge la frazione Blanchard ove si trasforma in mulattiera. Sempre con viva pendenza si entra nel bosco a fianco del torrente che precipita fragoroso puntando in direzione di Fiery (m. 1878). Questa località è resa famosa dal vecchio storico albergo Bellevue dove, negli anni '10 del XX Secolo soggiornarono il poeta crepuscolare Guido Gozzano, Edmondo De Amicis e, ancora più tardi, lo scrittore Giuseppe Giacosa, Salvator Gotta e Matilde Serao...
Alle spalle di Fiery il sentiero n. 6 continua nel bosco con salita regolare a svolte, supera una gradino e si porta in vista degli alpeggi di Ceucca oramai ridotti a ruderi. Sempre a svolte si rimonta il pendio (vi sono due sentieri paralleli che salgono, migliore è quello di destra) al cui sommo la pendenza si riduce mentre la vista si allarga a tergo sulla Valle d'Ayas e avanti, in piena luce, si presenta il lunghissimo vallone di Cortoz al cui termine si stagliano le tre Cime Bianche (Gran Sometta o Cemetta, Becca Carrè e Punta Sud) molto caratteristiche per il loro colore, bianco appunto, essendo costituite di rocce calcaree vagamente rassomiglianti alle Dolomiti. Comincia da qui un lunghissimo tratto in falsopiano che attraversa una zona straordinariamente ricca di acque e rivestita di bellissime fioriture. A destra il lungo ghiacciaio di Ventina con la Gobba di Rollin, poi il Palon di Tzere (il sentiero per il quale si lascia sulla destra dopo poco). Superato anche il bivio per il Bivacco Città di Mariano, spunta anche, a un certo punto, la testa del Cervino. Al termine di questi pianori sorge l'Alpe Mase anch'essa in pessime condizioni: chi scrive ricorda questo alpeggio funzionante e palpitante di vita e di attività quando lo raggiunse per la prima volta (era il 1969!). Come già rilevato per altri alpeggi sia in Ayas che altrove, in valle d'Aosta (vedi a es. questa escursione ), la condizione degli alpeggi è davvero miserevole. Abbandono, incuria e vandalismo hanno distrutto un patrimonio storico e umano di inestimabile valore ...
Immediatamente alle spalle della triste Alpe Mase si riprende la salita a tornanti presso l'incavo di un torrente che consente di guadagnare un altro ripiano attraversato il quale, si punta poi a un altro ripido strappo. Vinto anche quest'ultimo ci si trova su terreno morenico (molta neve a inizio stagione!). Si piega a destra e con salita regolare seguendo le tracce tra fini detriti e campi nevosi, si guadagna il Gran Lago a quota 2800 metri circa. Questo specchio d'acqua è una vera sorpresa e un vero gioiello, una sosta sulle sue rive è davvero obblilgatoria! Traversatone l'emissario si vince il pendio soprastante seguendo un ben marcato sentiero che si svolge a larghi tornanti, esegue una traversata orizzontale verso destra per portarsi sotto l'ultima salita ripidache mena a una delle depressioni all'inizio dell'altipiano del Colle, con vista sulla Gran Sometta e, ovviamente, su ogni sorta di piloni, impianti, stazioni di seggiovie, etc
Del colle, di quello che è oggi e quello che era una volta si è già detto ..

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