Culmine di Dazio
Introduzione
Si tratta di una serie di escursioni di difficoltà varia, ma mai eccessiva, che combinate a piacere secondo lo schema della mappa allegata portano a visitare un biotopo praticamente sconosciuto ai non locali, ma di grande interesse naturalistico. La massa rocciosa del Culmine ("Culmen de Dasc") è un insieme granitico molto antico, di formazione precedente alle più alte e vicine cime retiche, che attualmente non arriva a raggiungere 1000 metri di quota causa anche l'erosione subita nel tempo dal ghiacciaio dell'Adda. La disposizione geografica favorevole (praticamente l'asse maggiore della montagna si estende da oriente a occidente) presenta un ambiente a nord umido e boscoso e un versante sud secco e soleggiato di tipo mediterraneo. La flora e la fauna dei due versanti rispecchiano analoghe caratteristiche; da un lato abeti rossi e castagni rivestono canaloni alternati a piccole conche sospese che, stagionalmente allagate, offrono l'habitat più adatto alla riproduzione di tritoni e salamandre; dall'altro un ambiente molto roccioso con vegetazione prevalente a quercia ed erica arborea (ma anche qualche fico d'India!): a terra qualche innocuo rettile, come ramarri e saettoni. In tutta l'area è tipica la presenza di una nutrita colonia di cervi, che si spostano nei vari versanti a seconda delle stagioni e delle ore della giornata. Varie specie di piccoli rapaci diurni e notturni nidificano con ogni probabilità nei posti più impervi e sopprattutto nell'impraticabile versante orientale. Si evidenziano anche vestigia storiche tramite la presenza di medievali miniere di materiali ferrosi, due forni fusori e i probabili resti di fortificazioni (già ridotti a stato di rudere nel XVI secolo), ora probabilmente inglobati in edifici del demanio militare.
Descrizione
Sentiero 1-rosso. Il percorso principale che sale da Dazio alla cima del Culmine. Si tratta di una pista forestale che ricalca un percorso militare che conduceva alla postazione di avvistamento di vetta in uso durante la II guerra mondiale. La traccia sale con un traverso e una serie di tornanti nel bosco un po' sassoso del versante nord. Bel panorama verso la Val Masino e la Valtellina fino a Sondrio. Percorribile anche in MTB. Difficoltà T. Tempo 1 ora circa.
Sentiero 2-viola. Percorso di accesso da Dazio a Porcido, l'unico vero abitato - anche se ormai non più permanente - del Culmine. Pista forestale a tratti ripida fino a circa metà percorso: proseguendo oltre il piccolo parcheggio si segue la bella mulattiera secolare verso le baite radunate attorno ad una piccola chiesetta o sparse fra quello che rimane di vigneti e frutteti. Percorribile anche in MTB. Difficoltà T. Tempo 1 1/2 ore.
Sentiero 3-nero. La vecchia strada comunale da Morbegno - frazione Paniga - a Dazio: in uso fino ai primi anni '50, quando venne costruita l'attuale provinciale. Percorre il margine occidentale del Culmine, a tratti a picco sulla forra del torrente Toate. Si attraversa la frazione Torchi Bianchi, molto antica ed ora purtroppo parzialmente demolita come conseguenza ai danni subiti in un incendio dei primi anni '90. Difficoltà T. Tempo 1 1/2 ore circa.
Sentiero 4-verde chiaro. Accesso a Dazio con partenza dalla piana di Ardenno - frazione Pilasco -; una passerella attraversa il torrente Masino e subito una strada lastricata inizia a salire ripidamente nel bosco. Bruscamente finisce e si prosegue su un bel sentiero: in breve - sul progetto per ora abbandonato di un collegamento su pista forestale - si raggiunge l'imponente chiesa sconsacrata di S.Antonio (1700 circa) presso Regolido. Una strada asfaltata conduce a Dazio nei pressi dei parcheggi. Difficoltà T. Tempo 1 1/2 ore.
Sentiero 5-rosa. Bellissimo sentiero - forse il migliore - che percorre tutto il vasto crinale del Culmine. Si stacca dalla pista Dazio - Porcido (N°2-viola) poco dopo la seconda cappelletta: brevi tornanti nel bosco di betulle vanno a cercare il passaggio migliore fra le cenge del versante roccioso. In un tratto sono state recentemente posate delle catene a mancorrente (!?). Al termine della salita, il sentiero, a continui saliscendi, si insinua fra le vallette boscose del crinale sommitale: prima di raggiungere il punto più elevato si incontrano le miniere di materiale ferroso, un laghetto stagionale ("Lagunc" - lago sporco) e due belle torbiere. In corrispondenza della vetta si nota il rudere di una postazione di osservazione e, poco distante, una costruzione ("Casermetta") del demanio militare, ora ad uso privato. Difficoltà E. Tempo 1 1/2 ore.
Sentiero 6-giallo. "Sentèe del Tarci". Ripido sentierino che mette in comunicazione l'area di Porcido con la vetta. Poco prima del nucleo centrale di Porcido si stacca verso monte una piccola traccia che, dopo un lungo traverso, inizia ad arrampicarsi fra le rocce del versante sud. Si sbuca proprio nei pressi della "Casermetta". Fare attenzione ai sassi mobili. Difficoltà EE. Tempo 45 minuti circa.
Sentiero 7-marrone. Labile traccia che conviene percorrere solo in discesa: la più difficile su questa montagna. Dal sentiero N°5-rosa, nei pressi delle miniere, si cala lungo un canalone con roccette instabili e umide fino all'altezza della prima cappelletta sul sentiero N°3-nero. Difficoltà EE. Tempo 30 minuti.
Sentiero 8-arancione. Sentiero da percorrere con attenzione nell'umido e ripido bosco del versante nord. Dal sentiero N°5-rosa nei pressi delle miniere (poco lontano dal N° 7-marrone) cala fino al sentiero N°1-rosso nella zona del crotto (ex ristoro). Difficoltà E. Tempo 30 minuti.
Sentiero 9-verde scuro. Valida alternativa al tratto asfaltato del percorso N°4-verde chiaro: si mantiene nel bosco umido a lato dei prati da sfalcio compresi fra Dazio e Regolido, nei pressi di un ruscello. Difficoltà E. Tempo 30 minuti circa.
Sentiero 10-blu. Traccia alternativa al sentiero N° 5-rosa nel tratto fra l'inizio delle catene corrimano e il "Lagunc". Molto panoramico sulla Valtellina, percorre una comoda cengia parzialmente adattata con qualche scavo. Difficoltà E. Tempo 45 minuti circa.
Sentiero 11-blu tratteggiato. Esile sentiero che, dai pressi del Crotto, conduce poco a monte di Pilasco (N°4-verde chiaro). A tratti poco evidente, soprattutto in autunno con la caduta delle foglie. Difficoltà E. Tempo 45 minuti circa.
Sentiero 12-nero tratteggiato. Breve raccordo fra la zona del crotto e la prima cappelletta sul sentiero N°2-viola. Percorribile in MTB. Difficoltà T. Tempo 15 minuti.
Sentiero 13-azzurro. http://www.inalto.org/relazioni/escursionismo/vecchie_frazioni_di_morbegno
NOTA 1
I numeri e i colori identificativi dei sentieri servono solo come riferimento sulla cartografia allegata. Sul terreno si trovano i classici segnali CAI rosso/bianco e altre vernici (blu, giallo, arancione, argento, bianco...) applicate da qualche appassionato locale.
NOTA 2
Nella zona del Culmine sono presenti anche alcune altre tracce, oltre quelle descritte. Si ritiene di non darne descrizione in quanto si addentrano in zone molto probabilmente usate dai cervi come aree di riproduzione.
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