Finestra di Champorcher
Introduzione
Un itinerario classico, questo della Finestra di Champorcher, passaggio tra la valle omonima e il bacino di Cogne frequentato da tempo immemorabile. Si dice anche che la Valle di Cogne sia stata "scoperta" e, appunto, colonizzata da genti arrivate da questo valico. Vere o no che siano queste notizie, è certo che la Finestra rimane un transito importantissimo sull'alta via n. 2 della Valle d'Aosta, assai frequentato anche grazie al suo facile accesso da entrambi i versanti. Qui si descrive quello di Champorcher, con partenza da Dondenaz cui si perviene lungo una strada sterrata in pessime condizioni di manutenzione. La presenza dei rifugi Dondenaz e Miserin sul lato Champorcher e del rifugio Sogno di Berdzè verso Cogne permettono di compiere la traversata contando su ottimi punti d'appoggio. Naturalmente anche qui dobbiamo segnalare la parte più sgradevole dell'escursione che si svolge costantemente "all'ombra" di grandi elettrodotti i cui piloni punteggiano entrambi i valloni d'accesso con un pessimo effetto sul paesaggio. Viene da chiedersi come si siano potuti concepire delle simili brutture in un luogo così selvaggio dove resistono comunque moltissimi animali selvatici. Non dimentichiamo che in questi luoghi si svolgevano, nel XIX secolo, le "cacce reali" e buona parte delle mulattiere e dei sentieri utilizzati oggi dagli escursionisti sono ciò che rimane di quelle strade di caccia molto ben tracciate e in parte ancora ben conservate nonostante l'aggressione del tempo e degli elementi. Vi è da dire, comunque, che, per quanto riguarda l'inquinamento elettromagnetico della montagna, si sono fatte molte chiacchiere, ma nulla di concreto (cfr. elettrodotti e ambiente, e le più recenti disposizioni in materia della Regione Valle d'Aosta.
La salita è ingentilita anche dalla sosta presso il grande e celebre Lago Miserin sulle cui rive sorge un santuario in pietra presso il quale, il 5 agosto di ogni anno, si svolge la festa della Madonna della Neve.
Descrizione
Lasciata l'auto nei pochi spazi disponibili al termine della sterrata, si va in leggera discesa a valicare il torrente lasciando a destra un curioso edificio incastrato in un roccione e si prosegue sulla strada fino a una marcata curva vesro sinistra da dove si diparte un largo sentiero che va a rimontare ripidamente una groppa erbosa fino a sbucare nuovamente sulla strada nei pressi del Rifugio Dondenaz (fino a qui 15 minuti circa). Dal rifugio esiste anche un sentiero che evita la strada e che procede verso il lago Miserin, ma, tutto sommato, è meglio seguire quest'ultima che, larga e comoda, senza eccessive pendenze percorre il vallone pressochè nel suo centro. Lunghi tratti rettilinei si alternano a brevi risalite a tornanti fino a un piccolo ripiano dove si stacca la diramazione segnalata con il numero 8A che scende ad attraversare il torrente su un ponticello e prosegue in direzione del Monte Glacier (m. 3186) la cui maestosa piramide corona il lato sinistro idrografico della valle. Nel procedere lungo di essa non si può non notare gli orrendi piloni degli elettrodotti: uno di essi è stato piazzato proprio alla Finestra che si vede sullo sfondo come una larga apertura a sinistra della Torren Ponton. A destra di quest'ultima, invece, alla forcella di Pontonet, altri tralicci storpiano il paesaggio.
Dopo circa un'ora di salita si riceve da destra la mulattiera reale di caccia che si percorrerà al ritorno e si piega quindi a sinistra dapprima in piano e poi di nuovo in salita disegnando due tornanti. Al culmine di un contrafforte roccioso la strada termina e, in vista di un grande ometto di pietra, si diparte un sentiero che percorre gli ultimi metri per superare un piccolo dosso e sboccare proprio di fronte al grande specchio d'acqua del lago Miserin con il suo santuario e, a sinistra, il piccolo omonimo Rifugio. In totale la salita dal parcheggio richiede, fino a qui, circa un'ora e mezza.
Dopo una doverosa sosta presso il lago, se ne costeggia la sponda dove è stata eretta una piccola diga e, presso un fabbricato, si ritrovano i segni dell'alta via n. 2 e il sentiero che prosegue in direzione della Finestra attraversando macereti e tratti di pietraia, in diagonale sul versante destro idrografico e guadagnando quota con qualche tornante. In un paesaggio che va facendosi via via più aspro si continua la salita appoggiando sempre a sinistra e superando qualche invaso di torrente fino a un'ultima erta che conduce a pochi metri dal colle, proprio di fronte a un fabbricato in pietra addossato alla parete della Torre Ponton. L'arrivo sul colle (dove, come già accennato è stato posto un traliccio dell'alta tensione) è annunciato da un largo muro a secco e dai cartelloni che accolgono al Parco Nazionale del Monte Avic e del Gran Paradiso. Di fronte si apre la vista del profondo vallone che scende verso Lillaz sulla verticale del Rifugio Sogno di Berdzè. Anche sul versante cognino brutti tralicci e una strada sterrata levano poesia al luogo. Il panorama è comunque molto bello e aperto su tutto il gruppo del Gran Paradiso e fino alla Grivola e al Gran Nomenon.
Per il rientro è preferibile optare per la vecchia strada di caccia (segnavia 7B) che dalla finestra scende costeggiando l'edificio in pietra e poi esegue una lunga diagonale alla base della parete della sovrastante Torre Ponton. La mulattiera, usata durante le cosiddette "cacce reali" di Vittorio Emanuele II nel XIX secolo, è ancora in più che discrete condizioni di manutenzione, il tracciato molto ben disegnato e la massicciata ancora in posto. Con larghi e armoniosi tornanti si perde quota restando comunque nel versante del vallone opposto a quello risalito. Dove la pendenza diminuisce si va ad attraversare una zona di dossi entro i quali si celano due laghetti; il sentiero vi serpeggia a lungo e poi, al centro del vallone, va a raggiungere un bel pianoro erboso dove pullulano le marmotte. Si percorre tutto questo piano ritrovando un sentierino, già in vista della strada, il quale aggira un dosso ed esegue un arco per andare ad attraversare il torrente su un ponticello in legno alquanto insicuro. (45 minuti questo tratto di discesa). Con un'ulteriore discesa di circa un'ora si fa ritorno al Rifugio Dondenaz e quindi al parcheggio.
Autore
- Consulta la pagina di Giovanni Consigli
Bibliografia
- Massimo Martini e Luca Zavatta: Alte vie della valle d'Aosta Martini Multimedia, 2006
- Finco Naldo e Luca Zavatta: Parco naturale Mont Avic e dintorni L'escursionista editore, 2006
Cartografia
- 11 - Valle di Champorcher, Parco Mont Avic 1:25.000, L'Escursionista Editore, 2011
Galleria fotografica
- Aggiungi un commento
- 0 Votes
