Giro dei Cadini di Misurina
Introduzione
Affascinante itinerario ,lungo e molto ben segnalato; consente di attraversare tutto lo spettacolare gruppo dei Cadini di Misurina, una selva di guglie e pinnacoli di chiara marca "dolomitica". I "Ciadin" sono dei lunghi canaloni che si insinuano tra le ardite pareti delle varie punte (tra cui primeggiano le famose "Torre del Diavolo e "Torre Leo") creando un intricato labirinto lungo ilquale serpeggiano diversi sentieri attrezzati sui quali, soprattutto in presenza di neve, occorre prestare cautela.
Questo piccolo gruppo è posto in posizione geografica importamtissima: ai suoi piedi giace il famosissimo Lago di Misurina (da cui prende le mosse questo itinerario) ed è posto a mezza strada tra le celeberrime Tre cime di Lavaredo e le Marmarole, a fianco del Sorapiss. Ecco perchè queste ardite e gentili vette sono sempre visibili nel panorama di molte delle più note escursioni della zona.
Prevedere l'intera giornata per il giro completo. Si può accedere al Rifugio Fonda Savio anche dal Rifugio Auronzo.
Descrizione
Raggiunto con la seggiovia il Rifugio Col de Varda (2115m) si inizia a camminare sul sentiero intitolato ad Aldo Bonacossa (segnavia 117) avendo come obiettivo la stretta Forcella di Misurina che si raggiunge con una salita iniziale e un tratto in costa sotto lisce e verticali pareti e, infine, con ripidi tornanti su terreno piuttosto infido. Dalla forcella (2400m circa) ci si affaccia sul Cadin della Neve, sul quale si cala con un percorso a volte aereo e attrezzato con scalette e funi metalliche. Al suo fondo ci si trova nel cuore del Gruppo dei Cadini, dominati dalle imponenti guglie della Torre del Diavolo, della Torre Leo e del "Gobbo" I valloni che si incrociano (chiamati appunto ciadin) danno la sensazione di trovarsi in un vero e proprio labirinto dove solo la perfetta segnaletica consente di proseguire con sicurezza. Dopo un largo giro ci si innalza a ripide svolte e ci si indirizza a sinistra verso una stretta gola che si rimonta nell'ombra costante con l'ausilio di scale metalliche e funi fino a sboccare alla Forcella del Diavolo (2385m). Ci si affaccia qui sul Cadin dei Tocci e su una splendida visione del versante sud delle Cime di Lavaredo tra un'intrico di guglie e pinnacoli. La traccia si sentiero divalla prima sul versante sinistro e poi, attraversando a destra, percorre tratti ciottolosi e attraversa qualche lingua di neve che qui si mantiene grazie all'espozione a nord. Ci si congiunge per qualche minuto con il segnavia 115 che sale direttamente da Misurina e così, in circa due ore e mezza dalla seggiovia, si raggiunge il Rifugio Fonda Savio del Cai di Trieste a 2359m., ottimo punto di appoggio nel cuore dei Cadini. Una sosta è obbligata in questo fantastico mondo di rocce vertiginose.
Si continua, quindi, lasciata a sinistra la traccia che volge a sinistra per il Rifugio Auronzo, senza itinerario obbligato puntando il Cadin del Nevaio che si apre maestoso innanzi, occupato anche a tarda stagione, appunto, da un esteso campo nevoso. Si ritrova la targa che annuncia l'inizio del sentiero Durissini (segnavia 116) e si percorre tutto il Cadin sempre circondati da immense pareti (Ramo del Nevaio a destra e Ramo di San Lucano a sinistra. Al termine di questo vallone un'ultima salita, anch'essa facilitata da qualche attrezzatura artificiale, si va a sboccare alla Forcella del Nevaio (2623m), punto più alto dell'itinerario. Ora la salita è terminata e si deve puntare a valle discendendo per un altro ripidissimo canalino facendo attenzione a seguire i segni e servendosi ancora di molte attrezzature artificiali. Il percorso è lungo e anche un po' faticoso ma è ricompensato da belle vedute panoramiche. Più in basso il sentiero corre tra pietraie e i primi arbusti e pascoli annunciano il Rifugio Città di Carpi posto a quota 2110 metri. Il ritorno si effettua su una comoda strada tra boschi e cespugli di rododendri in vista del gruppo delle Marmarole: in circa un'ora si ritorna alla stazione superiore della seggiovia di col de Varda.
Autore
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Cartografia
- Cortina d'Ampezzo e Dolomiti Ampezzane, Carta Topografica, foglio 03, 1:25000, Casa Editrice Tabacco, 2006
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