Gran Cima - Monte Perrin
Introduzione
Nella Valle d'Ayas vi sono parecchie cime che, pur notevoli e ben caratterizzate, sono poco frequentate quando non addirittura neglette. Abbiamo già accennato alla Punta Piurè e proprio in questa zona ve ne sono diverse altre, vale a dire le cime che separano il Vallone di Macognaz da quello di Cuneaz (Monte della Nonna, Monte Pezzei, etc.) nonchè le due vette che trattiamo in questa escursione che si trovano sulla verticale dei laghi di Pinter e Perrin e alle quali si accede attraverso il grande canalone in partenza da quest'ultimo e già descritto nella escursione al Corno Vitello. La prima supera di poco i 3000 metri di quota, la seconda, a picco sul lago Perrin li sfiora (m. 2974).
Questa volta, però, rispetto all'ascensione del Vitello, è stata scelta una via leggermente diversa per la risalita del grande canale: questa passa più al centro del canale stesso e si fa largo tra grandi pietraie alternate da qualche breve ripiano. In complesso l'ambiente è più severo, ma il procedere sempre sicuro anche grazie ai numerosissimi ometti che punteggiano il percorso. Arrivati al colletto quota 2900 al sommo del canalone si è constatata la scomparsa del piccolo lago effimero descritto a luglio. Alcuni dei partecipanti a questa gita hanno salito anche il Corno Vitello, collezionando così tre vette in un giorno solo. Un bel record, non c'è che dire!
La descrizione dell'itinerario parte dal Lago Perrin qui già descritto dall'autore. Esso può essere raggiunto anche dai Laghi del Pinter come descritto nella già citata relazione di salita al Corno Vitello.
Descrizione
Dal lago Perrin (dal Crest ore 1,45 di cammino per raggiungerlo) ci si dirige subito all'ingresso del canalone. Una fila di ometti guida attraverso un primo pendio scabro con pochi massi direttamente al centro del canale. Come già accennato questa teoria di ometti consente di risalire il canale esattamente al suo centro, anzi, appoggiando anche a volte sulla destra e cioè verso la parete del Monte Perrin. L'impressione che ho avuto da questa salita, rispetto a quella più a sinistra seguita in occasione della gita al Corno Vitello, è che essa sia più rapida, diretta e anche semplice. In pratica si punta il culmine del canale, vale a dire la larga sella di quota 2900 metri circa aperta esattamente tra le due cime oggetto di questa escursione. La risalita del canale richiede circa un'ora e un quarto. Anche l'ambiente è più aspro, tutto sassi e pietraie alternate da qualche breve ripiano dove permangono pozze d'acqua di disgelo. Quasi al culmine del canale si ritrova una traccia di sentiero che conduce ripidamente al colle su fine detrito e sabbia. La larga sella, aperta sul vasto altipiano alla base del Vitello, è segnalata da un ometto di sassi ed è regno incontrastato dello stambecco.
Per raggiungere la Gran Cima si volge a sinistra e si risale un pendio misto seguendo tracce di animali ed eseguendo un movimento diagonale da destra a sinistra. Non vi sono segnalazioni nè ometti, ma la via è intuitiva e punta alla larga cresta a lame rocciose che si slancia verso la vetta. Piuttosto è consigliabile, data la natura del terreno, procedere alcuni metri al di sotto di tale cresta. Si prosegue attraversando placche rugose e solide e aggirando qualche spigoletto con brevi discese e risalite. Da ultimo, quasi arrivati sul filo della cresta, si deve attraversare una zona dove curiosamente le placche rocciose, coperte da abbondanti licheni, formano degli strati sovrapposti fortemente inclinati da destra a sinistra che obbligano a una certa cautela nel procedere. A poca distanza dalla cima bisogna letteralmente "saltare" da una di queste lame, rovesciata e inclinata sul vuoto, a quella seguente, con un passo deciso e fermo. la distanza tra le due lame è di poco meno di un metro, ma il passaggio risulta comunque abbastanza impressionante. Superatolo, ci si ritrova sulla vetta che è sorprendentemente ampia e caratterizzata, come di consueto da alcuni ometti. Circa 35 minuti sono necessari dal colletto 2900. Molto bella la vista perpendicolare sui sottostanti laghi del Pinter, sulla Testa Grigia, imponente a Nord e che nasconde i due Lyskamm, sulla Valle d'Ayas.
Si ridiscende al Colle 2900 m. percorrendo a ritroso la stessa via. Si attraversa tutta la larga sella tenendosi a destra e, in leggera discesa, facendosi largo tra blocchi e detriti si percorre un solco alla base di un breve contrafforte di rocce rossastre; si passa a fianco di una vecchia croce in legno e si arriva a un'altra sella quasi esattamente alla base della cresta che sale al Monte Perrin. Anche qui non vi sono segnalazioni nè tracce, ma la via da seguire è evidente, forse un poco complicata solo all'inizio quando si tratta di valicare una grande pietraia che fa quasi da avancorpo alla massa erbosa del Monte Perrin. La risalita di questa pietraia non presenta difficoltà di rilievo. Superatala, si ritrova anche qualche traccia e, come per la Gran Cima, si va verso la cresta tenendosi qualche metro sotto di essa preferibilmente sulla sinistra (alcuni ostacoli rocciosi di traverso possono comunque anche essere superati sulla destra). Si mette piede così sul grande dosso erboso finale al culmine del quale campeggia una lastra di pietra che segna la vetta del Perrin che viene raggiunta facilmente (all'incirca un'ora dalla vetta della Gran Cima). Anche questa vetta è larga e spaziosa e presenta un'ulteriore crestina con ometti verso sudovest di facile percorrenza. Questa volta siamo a picco e perpendicolari sul Lago Perrin che appare come una grande rettangolo blu incastonato nell'aspro paesaggio pietroso circostante. La vista sul Rosa è più completa di quella goduta dalla Gran Cima e anche interessante è il colpo d'occhio sul Vallone di Mascognaz e le cime che lo dividono da quello di Cuneaz. A oriente la massa triangolare e armoniosa del Corno Vitello.
Si ripercorre l'identico itinerario in discesa fino al colle 2900 e da qui, a ritroso nel canale, si fa ritorno al Lago Perrin.
Autore
- Consulta la pagina di Giovanni Consigli
Bibliografia
- Marco Soggetto, Le Vette della Val d'Ayas, L'Escursionista Editore, Rimini, 2008
- Luca Zavatta, Le Valli del Monte Rosa, L'Escursionista Editore, Rimini, 2003
Cartografia
- Val d'Ayas e Gressoney, Carta dei sentieri foglio 8, 1:25000, L'Escursionista Editore, 2008
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