giovedì, 24 aprile 2014
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Grande Rochère

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sottotitolo: 
Da Est
Autore
Autore: 
Benedetto Lorusso
Scheda
Via: 
da Planaval
Data del rilievo: 
10/08/2011
Foto: 
La Grande Rochere da sotto la capanna Bonalè
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
EE
Attrezzatura: 
Da escursionismo su detriti
Periodo Consigliato: 
Estivo
Tempo di Salita: 
4h30'
Tempo di Discesa: 
3h30'
Quota di partenza: 
1750 m
Quota di Arrivo: 
3326 m
Dislivello: 
1576 m
Quota Massima: 
3326 m
Pericolo Oggettivo: 
In caso di nebbia
Accesso: 

Autostrada Torino-Aosta uscita Morgex, tornare indietro a La Salle e da li sino a Planaval, grande parcheggio.

Dal parcheggio sotto l’albergo si prosegue per l’interpoderale che conduce all’alpe Ecules per abbandonarla quando si incontra un ponte che permette di passare sulla sponda sinistra del Torrent de Planaval dove si incontra un bel sentiero che poco dopo supera con bei tornanti un ripido valloncello per arrivare nei pressi della capanna Bonalè.
Lasciata a destra la capanna, si superano a sinistra dei dossi erbosi per portarsi a piedi del versante est della Grande Rochere per incontrare sulla sinistra la traccia con i primi ometti che superano un tratto erboso per poi passare su un tratto detritico a sinistra di un canalino.
Più in alto si attraversa il canalino, dove frecce bianche disegnate sulla roccia indicano il passaggio, questo tratto è chiamato da alcuni “passaggio chiave”, un innocuo passaggio di pochi metri su roccette e detriti.
Invece di attraversare si potrebbe continuare diritti, ci sono degli ometti, ma poi spariscono e faticosamente si arriva sotto la petite Rochere, ad un’ora dalla cima della Grande, sconsigliabile.
Dopo il “passaggio chiave” riprende la traccia con gli ometti che raggiunge una bella crestina da cui appare imponente l’Aiguille de Bonalè, e il colle omonimo dietro il quale appare il Dolent.
Alle spalle le montagne dal Cervino, al Rosa, alla Gran Paradiso, tutte le montagne della Val d’Aosta tranne il monte Bianco.
Si risale la crestina, poi su detriti sempre ben segnalati, si raggiunge il colle tra la petite e la grande Rochere.
Non resta che risalire l’innocuo crestone finale, dove l’abbondanza di tracce di salita e di discesa mostra che si può salire dappertutto.
Si arriva così sulla cima dove finalmente appare la catena del Bianco in tutto il suo splendore.