Grande Sassière
Introduzione
Forse è la più alta vetta delle Alpi raggiungibile, nel periodo più favorevole, su tracce di sentiero (difficoltà EE)! Per questo è molto frequentata. Ovviamente in presenza di neve o ghiaccio, soprattutto sul pendio terminale sotto la vetta, l'impegno richiesto per la gita è decisamente superiore e in linea con una cima di oltre 3700 metri. Visto il dislivello e il tempo necessario in auto dall'Italia, si consiglia di suddividere la gita in due giorni, bivaccando alla depressione a quota 3100 circa, dove si trovano muretti a secco che proteggono dalle eventuali brezze, rendendo in genere inutile la tenda e permettendo un bivacco sotto le stelle davvero suggestivo. Per chi ama un percorso più alpinistico e solitario è possibile la lunga traversata (4 km!) per le cresta E in salita (PD) e W in discesa, con partenza e arrivo nella medesima località di Saut.
Descrizione
Il sentiero, dal parcheggio di Saut, è perpendicolare alla strada, dopo un campo recintato per le mucche, e sale ripido nel prato conducendo al costone sud-ovest della Grande Sassière; dopo un primo salto, sempre su sentiero con ometti, la cresta spiana e la si segue integralmente fino ad una larga depressione a quota 3100, dove si può volendo bivaccare. Il giorno seguente si percorre la parte superiore del crestone, a volte usando le mani sulle roccette, ma sempre su sentiero ben marcato fino a saldarsi alla cresta ovest vera e propria della montagna; ci si mantiene sul fianco destro del ghiacciaio, a seconda delle condizioni su neve o detriti, in questo ultimo caso esiste traccia di sentiero a causa dei numerosi passaggi. Nell'ultimo tratto la cresta si impenna e il sentiero si fa via via più ripido fino in vetta (in caso di neve ghiacciata questo ultimo tratto può essere piuttosto problematico). Panorama grandioso.
Discesa per lo stesso itinerario.
Bibliografia
- A.Giorgetta, Alpi Graie Centrali, Guida dei Monti d'Italia, Milano, 1985
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