Grigna Settentrionale - Via del Nevaio
Introduzione
Stupenda escursione che consente di raggiungere la vetta della Grigna Settentrionale (Grignone) percorrendo il suo severo e pietroso versante Nord. Delle Vie escursionistiche che si sviluppano da questo lato della Grigna, quella del Nevaio è senza dubbio la più suggestiva e anche più varia. Lungo di essa si trova l'unico residuo nevoso permanente di tutto il gruppo, appunto un lungo nevaio che, peraltro, negli ultimi anni si è notevolmente rimpicciolito ed è destinato, purtroppo, a scomparire nel volgere di pochi anni (almeno se la situazione climatica globale non subirà dei cambiamenti verso temperature più fredde). Combinata con la discesa per la Via della Ganda (vedi Grigna Settentrionale - Via della Ganda, offre un percorso di grande interesse e soddisfazione anche dal punto di vista paesaggistico e, soprattutto, geologico, visto che si attraversa una zona di intensa attività carsica con doline e inghiottitoi e passando non lontano all'ingresso di una delle grotte più profonde del mondo (il famoso abisso "Viva le donne") nonchè presso la altrettanto famosa Ghiacciaia di Moncodeno, già menzionata da Leonardo da Vinci.
Descrizione
Subito alle spalle del parcheggio del Cainallo una mulattiera (segnavia 25) si inoltra nel bosco in direzione del versante settentrionale della Grigna che appare in lontananza e si innalza con alcuni tornanti e poi con falsopiani fino a un bivio segnalato da cartelli. Abbandonata la via che prosegue verso il rifugio Bietti (vedi Grigna Settentrionale - Via Guzzi), si prende a sinistra e si continua in un fresco boschetto alle falde di severi paretoni rocciosi giungendo così al culmine di un pendio da cui comincia una lunga discesa verso il fondo di Valle delle Lavine e che, purtroppo, fa perdere parecchio dislivello. A sinistra appaiono i curiosi Torrioni del Frate e della Monaca. Attraversato grazie a ponticelli artificiali (le opere di transito sono attualmente (2009) piuttosto malmesse) il canalone che precipita a valle, di rientra in piano nel bosco e si comincia a risalirlo con diverse svolte. Laasciato a sinistra un bivio per la Valle dei Molini, la salita porta all'aperto poco sotto un altro dosso ove sorge l'Alpe di Moncodeno che si raggiunge dopo avere effettuato un altro paio di tornanti. Da qui un'incerta traccia segnalata con sbiaditi bolli gialli porta alla Ghiacciaia di Moncodeno. Il sentiero prosegue in leggera salita su magri pascoli e rocce, supera una stalla puntando a un boschetto di conifere che viene risalito fino a sboccare al breve ripiano dove sorge il rifugio Bogani ,del Cai di Monza a quota m. 1816. Fino qui ore 1,20 circa. Ci troviamo al cospetto del versante settentrionale del Grignone verso il quale si punta, sempre con il sentiero n. 25 (Via della Ganda) immediatamente alle spalle del Rifugio. Dopo circa 5 minuti di cammino si giunge a un evidente bivio verso sinistra marcato con il n. 37. Il sentiero prende subito quota puntando a un valloncello che suddivide il versante della Grigna dal Pizzo della Pieve (detta anche "Grigna di Primaluna"). Lo si percorre tra erba e rocce fino all'altezza di un canale che a sinistra va a insinuarsi ripido e roccioso in direzione del Rifugio Riva. La via del Nevaio, invece, prosegue verso destra e ancora in salita (fare attenzione ai segnali!) ed entra decisamente nel grande bacino settentrionale del Grignone avendo di fronte aspre giogaie rocciose. Direttamente verso sud si guadagna quota in direzione del nevaio, grossa lingua di neve permanente rinserrata tra rocce in un paesaggio quasi lunare. Lo si risale senza difficoltà e se ne esce al culmine verso destra ritrovando i segni che guidano su una parete di roccette un po' malagevoli. Le si risalgono fino quasi a toccare il paretone finale del Grignone. Qui si piega con un largo giro a sinistra in direzione di una sella evidente sulla cresta che discende dalla vetta (Bocchetta diel Nevaio) e che viene raggiunta con un'ultima salita ripida. La Bocchetta fa da spartiacque tra il versante di Esino e quello della Valsassina ed è caratteristico notare l'estrema differenza di essi. Erboso anche se ripido quest'ultimo, roccioso e decisamente "alpestre" il primo. Siamo a quota 2300 metri circa. Gli ultimi cento metri di dislivello vengono superati stando sul filo dell'elegante cresta larga e comoda (in un tratto alcune catene, che sono più che altro dei corrimano, aiutano nell'ascesa). Si tocca così la cima del Grignone alle cui spalle, sul versante sud sorge il bellissimo Rifugio Brioschi del Cai di Milano. Il panorama è amplissimo e abbraccia tutto l'arco alpino dal Monviso all'Ortles-Cevedale, il lago di Como e le Prealpi.
Per la discesa si può seguire lo stesso itinerario o usare il sentiero n. 25 della Ganda, per rientrare al rifugio Bogani. Oppure si può calare sul versante est al rifugio Pialeral e quindi scendere in Valsassina al Colle di Balisio.
Autore
- Consulta la pagina di Giovanni Consigli
Bibliografia
- Eugenio Pesci: Grigne - Guida dei monti d'Italia CAI-TCI Club Alpino Italiano, 1998
Cartografia
- Gruppo delle Grigne 1:20.000 Touring Club Italiano, 1975
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