Lago di San Grato
Introduzione
La Valgrisenche è una delle più remote tra le laterali della Val d'Aosta. Ancora praticamente indenne dall'assalto turistico degli anni '70-'80 del Novecento e dalla selvaggia cementificazione e costruzione di impianti di risalita, offre un angolo di pace e di bellezza alpestre di grande godimento. La presenza di alcuni rifugi, tappe sull'Alta Via n. 2 della Val d'Aosta certo richiama molti escursionisti, soprattutto il rifugio Bezzi, durante la bella stagione, è spesso sovraffollato; comunque non mancano itinerari di pace e tranquillità, alla larga dai grandi concentramenti di persone, e l'escursione al Lago di San Grato è certamente uno di questi. Esso si svolge per un tratto su una larga e comoda strada carreggiabile, poi, abbandonata la storica mulattiera che porta al Col du Mont, punto di passaggio verso la Tarantasia e quindi la Francia, volge in un solitario vallone fino alla conca dove giace lo specchio d'acqua in un severo paesaggio roccioso, in vista del Rutor. L'utilizzo del sentiero n. 14A per il rientro costituisce un'interessante e gradevole variante lungo un tracciato aereo e panoramico, romito e costellato qua e là dai resti di antichi alpeggi che, purtroppo, oggi sono completamente in rovina. Ne risulta un itinerario suggestivo ed estremamente godibile che può occupare un'intera giornata.
Descrizione
Dal parcheggio sulla strada che conduce a Surier, prendere subito la strada carreggiabile che si innalza in direzione dell'evidente vallone di San Grato. In circa 20 minuti raggiunge un gruppo di baite alpeggio, le attraversa e continua sul fianco sin. idrografico del vallone stesso con lenta e costante salita, mai ripida. La direzione è quella del Col du Mont rimanendo alti sul fondo ove scorre il torrente e dove si trovano vasti pascoli popolati di bestiame durante la bella stagione. Dopo un tratto pianeggiante si raggiunge un'altra baita (chiusa). Poco dopo averla superata, con una leggera discesa, si attraversa un ponticello in legno, la carreggiabile termina e si trasforma in sentiero e lascia a sinistra la diramazione che prosegue verso il Col du Mont.
Segue un tratto erboso entro il quale la traccia si sviluppa in salita in direzione del vallone tributario di quello principale, al cui sommo si intravedono le rocce del Rutor. Dopo la prima salita ci si ritrova su un bel ripiano erboso, lo si percorre in leggera pendenza e, al suo termine, dopo una breve risalita, si va ad attraversare il torrente su un bel ponticello in pietra subito a valle di una cascatella. Da questo punto ci si manterrà alla sinistra del torrente. Risalito un poggio e raggiunto un secondo breve ripiano erboso, la traccia riprende per qualche minuto l'aspetto di una mulattiera carreggiabile. Al fondo di essa ci si ritrova in una conca cosparsa di massi, bene in vista della testata con l'orlo del ghiacciaio di Rutor e, alle spalle, con la testata di Valgrisenche. Il sentiero riprende la salita, più ripido dirigendosi verso un'evidente sella e tagliando obliquamente il pendio a rocce sulla sinistra. Retrospettivamente si gode una bella veduta del pianoro appena superato, attraversato dal torrente, luogo ideale di soggiorno per numerosissime marmotte.Poco prima di raggiungere la selletta il sentiero compie due brevi tornanti e arriva nei pressi di un baitello alle cui spalle si guadagna subito l'orlo della conca dove si trova il Lago, di colore lattiginoso. Dopo avere sostato in questo luogo davvero suggestivo si va all'estremità destra dello specchio d'acqua, se ne attraversa l'emissario che si scarica nel valloncello appena risalito e si percorre in leggera salita una groppa arrotondata a massi ed erba ritrovando il sentiero n. 14A. Questo percorre in quota con percorso divertente e in qualche punto esposto, tutto il versante del vallone di San Grato seguendo fedelmente la forma della montagna e quindi con qualche rientranza e l'attraversamento (fare attenzione) diqualche canalone sassoso. Più avanti com,incia a scendere tagliando il ripido pendio e raggiunge un alpeggio abbandonato (un altro!) e in cattivisisme condizioni. Qui si abbandona il 14A che prosegue a sinistra e si scende su tracce di sentiero non segnalate in direzione della strada carreggiabile percorsa all'inizio e che si trova all'incirca 150 metri più in basso. Si attraversano vastissimi cespugli di mirtilli e ci si fa largo sull'incerta traccia che va facendosi sempre più ripida, tra molti sassi e con percorso malagevole (il sentiero è assai vago e scomodo)si giunge su un ripiano esattamente sulla verticale della baita chiusa incontrata all'andata. Si cala su di essa con percorso non obbligato riguadagnando la strada e quindi facendo ritorno al punto di partenza.
Autore
- Consulta la pagina di Giovanni Consigli
Bibliografia
- Luca Zavatta: Le Valli del Gran Paradiso e la Valgrisenche L'Escursionista Editore, 2006
Cartografia
- Valgrisenche, Val di Rhemes, Valsavarenche Ovest 1:25.000, L'Escursionista Editore, 2010
Galleria fotografica
- Aggiungi un commento
- 0 Votes
