Mont Méabé
Introduzione
Un itinerario facile e panoramico, indicato anche a chi soffre di vertigini. Grazie all'esposizione favorevole e alla bassa quota il sentiero è sgombro dalla neve con qualche settimana d'anticipo rispetto alle altre cime della Valtournenche.
Descrizione
Si sale dritti in mezzo ai pascoli in direzione dell'alpeggio abbandonato di Fontarin desot (1914m) che si vede dalla partenza in mezzo ai prati. Alle sue spalle si attraversa la strada poderale che segue il tracciato del ru de Verrayes e si prosegue lungo il sentiero che sale leggermente sulla destra fino a passare davanti ad un secondo alpeggio ai margini del bosco.
Lo si supera e si raggiunge la piazzola ombreggiata da un vecchio larice dove termina la pista poderale, di qui parte il sentiero che con una breve salita porta alla radura dove in primavera compare un effimero laghetto alimentato dallo scioglimento delle nevi.
Si attraversa questo suggestivo angolo di pace tenendosi sulla sinistra lungo l'ampia traccia che rientra nel bosco e si prosegue all'ombra degli abeti fino ad arrivare al bivio segnalato da una palina (2048m, 0h30'). Qui si abbandona il sentiero intervallivo [105] che sale al Colle Finestra (La Fenêtre) e ci si dirige verso nord sulle pendici del Mont Méabé. L'aria è profumata di resina e il rumore dei passi è attutito dagli aghi delle conifere, man mano che si procede il bosco diventa meno fitto e ai lati del sentiero compaiono i primi ginepri.
Si arriva ad un tratto di pendio deturpato da una frana e lo si attraversa con alcune strette curve. Poco dopo si esce dal bosco e si sale lungo il fianco spoglio della montagna punteggiato da piccoli larici fino a raggiungere un larice possente cresciuto al riparo di una roccia. Si prosegue la salita tra le erbe e i fiori di alta montagna e arrivati nei pressi di un roccione che domina il sentiero si vede in alto la croce metallica che segnala la vetta. Pochi minuti dopo si arriva ad un piccolo pianoro dove il sentiero curva e si dirige verso sud. Si sale rapidamente di quota con alcuni stretti tornanti fino ad arrivare sulla cresta segnata da gigantesche fratture e si prosegue lungo l'ampia traccia che in breve conduce all'antecima dove è stata infissa una grande croce metallica.
La salita alla vetta vera e propria, che si raggiunge scendendo il colle e risalendo il ripido pendio verso nord, è caldamente sconsigliata perché prevede la traversata di una pietraia instabile sospesa su uno strapiombo e nulla aggiunge al bellissimo panorama che si gode dalla spalla sud. Oltre alla cime della Valtournenche, dal Grand Tournalin allo Zerbion, volgendosi verso ovest si riesce ad individuare in lontananza il santuario di Cuney e l'annesso rifugio del CAI, a nord-ovest spicca la sagoma inconfondibile della Becca di Luseney che domina la valle di Saint-Barthélemy.
Bibliografia
- Luca Zavatta, Le valli del Cervino, L'Escursionista Editore, Rimini, 2005
Cartografia
- Valtournenche, Monte Cervino e Val d'Ayas ovest, Carta dei sentieri foglio 7, scala 1:25.000, L'Escursionista Editore, Rimini, 2005
- Comunità Montana Monte Cervino - Foglio 2 - scala 1 : 25.000
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