lunedì, 13 febbraio 2012
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Monte Paterno

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sottotitolo: 
Paternkofel, Sentiero delle Gallerie
Autore
Autore: 
Giovanni Consigli
Scheda
Segnavia: 

sn, 104, 101, 103

Foto: 
Monte Paterno ©2007 Giovanni Consigli
Tipologia Percorso: 
Traversata
Difficoltà: 
EE
Periodo Consigliato: 
da giugno a settembre
Tempo Complessivo: 
6h30'
Tempo di Salita: 
3h30'
Tempo di Discesa: 
3h00'
Quota di partenza: 
2320 m
Quota di Arrivo: 
1526 m
Dislivello: 
494 m
Quota Massima: 
2476 m
Accesso: 

Una strada carrozzabile privata a pedaggio che inizia nei pressi del Lago di Misurina (raggiungibile da Cortina d'Ampezzo per il Passo Tre Croci, da Auronzo di Cadore o da Dobbiaco in Val Pusteria con la SS51 di Alemagna e la SR48bis) conduce con ripida salita al Rifugio Auronzo, alle falde meridionali delle Tre Cime di Lavaredo. Poiché il giro termina in Val Fiscalina, è consigliabile salire all'Auronzo utilizzando i servizi di autobus di linea.

Introduzione

Questo stupendo giro nel cuore delle Dolomiti orientali consente di prendere visione del vasto campo di battaglia che oppose le fanterie alpine italiane e austriache durante la prima guerra mondiale. Le testimonianze di quei lontani cimenti sono tuttora visibili, specialmente lungo i sentieri a gallerie costruiti dagli italiani sulle pendici e nelle viscere del Monte Paterno. I panorami sulle pareti settentrionali delle Tre Cime di Lavaredo sono spettacolari così come le viste che spaziano verso le Dolomiti di Sesto, teatro anch'esse di aspri scontri durante l'immane conflitto 1915-1918.

Descrizione

Si parte dal Rifugio Auronzo percorrendo una larga strada carrareccia che contorna il versante meridionale delle Cime di Lavaredo fino a una cappelletta e poi, con una breve salita verso sinistra (lasciando poco più in basso il Rifugio Lavaredo) alla forcella omonima (2454 m). Qui si apre la impressionante vista di taglio delle pareti nord delle Tre Cime, e ci si affaccia sul versante settentrionale in vista del Rifugio Locatelli. Senza prosegurie verso questo, si piega a destra e si risale un faticoso pendio utilizzando scarse tracce di sentiero che puntano verso la base di Croda del Passaporto. Presso le rocce di questa inizia lo scenografico e vertiginoso sentiero delle forcelle che guida verso forcella Passaporto attraverso cenge e gallerie scavate nella roccia con percorso spesso aereo e vertiginoso, facilitato dalla presenza di corde fisse. Con un passaggio delicato tra le cenge si passa alla forcella sul versante opposto alla base di un ripido pendio ghiaioso (Cadin del Passaporto) da cui si risale un po' faticosamente alla forcelletta del Camoscio (2647 m). L'ambiente è severo e selvaggio. Fare attenzione in caso di presenza di neve e ghiaccio. Subito a sinistra della forcella una sfilata di corde fisse indicano la stradada percorrere per accedere alla vetta del Monte Paterno. Queste attrezzature superano una ripida parete e conducono nei pressi della vetta che si raggiunge sempre seguendo le tracce di passaggio attraverso rocce rotte. Sulla vetta una croce ricorda la grande guida alpina tirolese Sepp Innerkofler che qui cadde per mano degli alpini italiani il 4 luglio 1915.
Ritornati alla forcella del Camoscio, si prosegue discendendo un vertiginoso stretto canalino spesso ghiacciato e attrezzato con funi e qualche gradino di ferro puntando verso il Rifugio Locatelli che si scorge in basso. Al suo termine, sempre non lungi dalla parete, si compie un semicerchio verso destra, trascurando un'altra forcella che si para proprio di fronte e ci si abbassa ancora fra asperità attrezzate che terminano alla cosiddetta Forcella dei Laghi che domina, appunto, i laghetti che si trovano immediatamente a fianco del Rifugio Locatelli. Da qui parte l'impressionante percorso in galleria (necessaria una torcia elettrica) costruito dagli alpini italiani tra il 1916 e il 1917 che conduce al Locatelli. Nell'estate 2006, a causa di alcuni crolli, l'accesso alle gallerie era vietato.
Si volge a destra attraversando un marcato sentiero che percorre il ghiaioso e friabile versante delle Crode dei Piani e va a sboccare in quello (segnavia 104) che dal Rifugio Locatelli porta alla base di un breve risalto roccioso che precede il Passo FIscalino alle spalle del quale, con un breve percorso appena al di sotto della cresta, si va a raggiungere il vicino Rifugio Pian di Cengia (2528 m). Qui si apre la vista sulle Dolomiti di Sesto, in particolare sulle aspre pareti di Cima Undici e Croda dei Toni (o Cima Dodici).
Tornati al Passo Fiscalino, seguendo il segnavia 101, si cammina ora su un facile sentiero che, con una ripida discesa a svolte, punta decisamente in direzione della sottostante Val Fiscalina fino a raggiungere il grande e accogliente rifugio Zsigmondy – Comici (2224 m) della sezione del CAI di Padova. Il rifugio è posto proprio al piede di queste impressionanti pareti e si può considerare punto terminale dell'escursione. Infatti, per riguadagnare la Val Pusteria , è sufficiente seguire il sentiero [103] e giungere al Rifugio Fondovalle in Val Fiscalina (1526 m), da dove una carrareccia, che poi diventa strada carrozzabile, guida a Moso (Moos - Valle di Sesto/Sexten) sulla strada SS52 Carnica a qualche chilometro da San Candido (Innichen).

Autore

Bibliografia

  • Giovanni Cenacchi, Dolomiti di Sesto e di Braies e dintorni. Il grande libro delle escursioni a piedi e in mountain bike in Alta Pusteria, Zanichelli editore, 1998

Cartografia

Galleria fotografica

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