Monte Scorluzzo - Filone del Mot
Introduzione
Questa escursione, lunga ma non faticosa, fa parte del ciclo di itinerari legati all'epopea della Grande Guerra sulle montagne. In genere quando si ricordano i fatti bellici del 1915-1917 sul teatro di guerra italiano, si parla prevalentemente di quelli svoltisi sulle Dolomiti (Tofane, Cima Undici, Paterno, Monte Piana etc.) o della "Guerra bianca in Adamello", dimenticando che anche nel gruppo dell'Ortles-Cevedale le fanterie alpine italiane e austriache si fronteggiarono in una durissima guerra di posizione alternata a momenti di intensi combattimenti per la conquista di posizioni chiave sugli spartiacque montani che oggi dividono la Lombardia dal Trentino Alto Adige ma che allora segnavano il confine tra l'Italia e l'impero austro-ungarico. In particolare la zona dello Stelvio rivestiva un'importanza strategica elevatissima. Una rottura di questo fronte (così come sarebbe potuto avvenire in Adamello o sugli Altipiani) avrebbe consentito alle truppe imperiali di prendere alle spalle l'esercito italiano schierato sull'Isonzo o agli italiani di raggiungere la Val Venosta e quindi Bolzano.
Descrizione
Per raggiungere la cima del Monte Scorluzzo si parte dal Passo dello Stelvio percorrendo una larga carreggiabile in direzione del ghiacciaio ove sono posti gli impianti per lo sci estivo (tutto il Passo dello Stelvio, con le sue costruzioni e, appunto, impianti, rappresenta un insopportabile insulto alla natura) abbandonandola poi in corrispondenza di un sentiero segnalato con il n. 13 che verso destra prende a salire con regolarità sulla dorsale detritica della montagna. Raggiunto un primo breve ripiano la salita prosegue più diretta e quindi a tornanti fino sotto la cima (m.3095). Dalla vetta il panorama è stupendo sulle punte del gruppo dell'Ortles, sul Monte Cristallo e la bellissima "scogliera" delle punte di Trafoi e Thurwieser con le loro severe pareti nord. E, sempre dalla vetta, si può coprire con un solo colpo d'occhio tutto l'itinerario che calando lungo la cresta opposta e poi nel bacino che divide il solco della Valle del Braulio (dove corre la strada statale dello Stelvio, versante lombardo) dalla Cresta di Reit e il bacino di Bormio. Da qui si procede lungo un itinerario guidato da numerose tabelle esplicative dei luoghi e dei fatti d'arme avvenuti qui negli anni 1915-1917. Non c'è numerazione, ma il percorso è guidato da numerosi "paracarri" verniciati di bainco e rosso. Le testimonianze (trincee, fortini, un villaggio militare) sono impressionanti e ancora ben conservate. Il primo tratto della cresta a spuntoni è fiancheggiato da opere di trinceramento austriache (la vetta dello Scorluzzo era in mano alle truppe imperiali). Seguono tratti di terreno ancora sconvolto e, dopo una discesa per mcontornare un altro fortino, si giunge alla zona che era occupata dagli italiani. In particolare il "Filone del Mot" è un lungo camminamento con feritoie e opere di fortificazione rimasto praticamente come era durante la grande guerra (Vedi foto iniziale). Percorrendo questa trincea ci si può rendere conto di quanto grandi fossero le difficoltà dei nostri alpini che dovevano attaccare gli austriaci "dal basso" e su un terreno praticamente scoperto. Seguendo la cresta prima e poi le segnalazioni sul terreno detritico si raggiunge la trincea, sotto la quale si trovano ancora impressionanti resti di un vero e proprio villaggio militare (quota 2773)si cala nella vasta conca che sovrasta la strada dello Stelvio che viene poi raggiunta in corrispondenza della 3^ Casa Cantoniera (a quota 2320 m.)
Autore
- Consulta la pagina di Giovanni Consigli
Bibliografia
- Escursioni tra fortificazioni e trincee in alta Valtellina , di Nemo Canetta e Giancarlo Corbellini, Centro Documentazione Alpina,1998
- Ortles Cevedale - Guida dei Monti d'Italia , di Gino Buscaini,CAI-TCI,1984
Cartografia
- Ortles - Cevedale, Carta Topografica, foglio 08, 1:25000, Casa Editrice Tabacco, 2000
Galleria fotografica
- Aggiungi un commento
- 0 Votes
