Monte Specie
Introduzione
Il monte Specie è solo un modesto rilievo nella giogaia che circonda il vasto bacino di Pratopiazza, posto a cavaliere tra la Valle di Braies vecchia e la Valle di Landro. Si può raggiungere con una camminata elementare. Ciò che lo rende meta frequentata è lo stupendo panorama circolare su tutte le Dolomiti Orientali che si può godere dalla sua vetta. La zona dove si svolge l'itinerario è stata teatro di guerra nel primo conflitto mondiale. La testimonianza più impressionante è data dalle rovine del Forte di Pratopiazza che si trova presso il Rifugio Vallandro all'estremità dell'altipiano che guarda verso la valle di Landro.
Descrizione
Dal parcheggio di Pratopiazza (1991m), poco discosto dall'omonimo rifugio di proprietà privata, percorrere lungo una larga e comoda strada sterrata (segnavia 37), tutto l'altipiano, immensa prateria circondata da pareti rocciose di gradevole e riposante aspetto. All'estremità opposta dell'altopiano stesso, presso il Rifugio di Vallandro, e poco discosto dal Forte di Pratopiazza, si stacca dalla strada che prosegue verso Carbonin una traccia segnalata con il numero 34 che rimonta un dosso su cui si alternano parti rocciose ed erbose con rade conifere. Dopo circa una mezz'ora di salita si prosegue aggirando un altro dosso avendo come direzione il vicino Picco di Vallandro (2839m) e salendo ancora brevemente a un vasto bacino pratoso dove si trova qualche resto di opere di guerra. Il Monte Specie appare da qui come una piccola groppa arrotondata sormontata da una grande croce. Si attraversa il bacino puntando leggermente a destra e si riprende la salita mai faticosa seguendo la costa che conduce al sommo del Monte che altro non è se non una modesta elevazione del crinale che separa il bacino di Pratopiazza dalla valle di Landro.
Il panorama dalla cima è circolare ed emozionante: Le Tre cime di Lavaredo spiccano con le loro eleganti pareti nord viste di taglio; proseguendo poi verso destra si notano i Cadini di Misurina (alle cui spalle spunta il Monte Civetta), le Marmarole e l'elegante versante nord del Monte Cristallo. Davanti a questo grandioso scenario, il Monte Piana, tristemente famoso per i feroci combattimenti lì consumatisi durante la Prima Guerra Mondiale. Proseguendo nel giro, si vedono la punta della Marmolada, il Monte Averau e le Tofane. Continuando verso ovest, in lontananza, i monti di Fundres dominanti la Val Pusteria poi, verticale sulla conca di Pratopiazza, la mole imponente della Croda Rossa d'Ampezzo e la Croda del Beco. Chiude il giro la vista dei monti che separano la Valle di Braies dalla Val Pusteria e la mole del vicino Picco di Vallandro.
Il ritorno si effettua sullo stesso itinerario di salita.
Autore
- Consulta la pagina di Giovanni Consigli
Bibliografia
- Stefano Ardito: A piedi sulle Dolomiti di Cortina. Iter Edizioni, 2001
Cartografia
- Dolomiti di Sesto 1:25.000 - foglio 010 Editrice Tabacco - Udine, 2008
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