Palon de Résy
Introduzione
Il Palon di Resy è una presenza ben nota nel panorama dell'alta Valle d'Ayas. Si staglia come un grande panettone verde davanti allo scenario dei ghiacciai del Monte Rosa in primo piano. Alle sue spalle lo scosceso Monte Rosso e, alla sua base, il minuscolo villaggio di Resy, ben visibile da Champoluc. I "Palon" in Valle d'Aosta sono "pendii lisci, pascoli scoscesi, dal latino PALA, pala" (cit. Saverio Favre) e ne ritroviamo qui in Valle d'Ayas (Tzère, Nannaz) ma anche nelle Alpi Centrali e Orientali (Plon de la Mare, Cima Palon sul Pasubio) etc. La sua salita, oltre che offrire un superbo panorama sul Monte Rosa, in prticolare sul bacino di Veraz può essere abbinata alla visita dei sette piccoli laghetti di Resy dai pressi dei quali parte l'escursione per il più impegnativo Monte Rosso di Verra.
Descrizione
Dalla Piazzetta della chiesa di Saint Jacques imboccare a destra il sentiero segnalato con il numero 9 (e con il triangolo dell'alta Via n. 1 della Valle d'Aosta) che prende subito a salire nel bel bosco prima piutosto ripidamente e poi a larghe svolte e incrociando più volte una larga strada forestale. Superate alcune case, l'ultima delle quali chiamata "Raccard" a quota m. 1911, si piega in direzione nord e con un ultimo strappo, di nuovo un po' ripido nella sua parte finale, si raggiungono le poche case e i due rifugi (privati) che formano il villaggio di Resy. Questo villaggio è stato per lunghi anni, nel secolo scorso, il più alto in Europa abitato tutto l'anno, ed è un altro tipico esempio di insediamento Walser in alta quota quale altri presenti in questa zona (A esempio, Cuneaz, vedi escursione alla Testa Grigia dello stesso autore, così come Soussun o Crest, raggiungibili da qui con un'amena passeggiata segnalata con il numero 13B).
Resy oggi non è stabilmente abitato per tutto l'anno e anche l'aura di isolamento e di vita d'alta montagna che si respiravano qui fino a qualche decennio fa è completamente scomparsa. A parte i due accoglienti rifugi Ferraro e Guide di Frachey, il primo ristrutturato su un edificio storico, non si può non notare, con molta amarezza, come il cosiddetto "progresso" al servizio dell'industria del denaro proveniente dal turismo invernale, abbia completamente devastato questa zona dell'Alta Val d'Ayas. Oltre alle innumerevoli strade che hanno sventrato tutto il Vallone della Forca fino al Colle di Bettaforca, che mette in comunicazione con Gressoney, si notano dappertutto, anche in direzione dell'Alpe Ciarcerio e del lago omonimo, nonchè, naturalmente verso il Crest, orribili costruzioni di servizio per gli impianti di risalita che deturpano in modo irrimediabile il paesaggio. Anche il solo fatto di vedere delle automobili a Resy così come mostra la galleria fotografica qui sotto, documenta come, in Valle d'Aosta, la preservazione dell'ambiente naturale e della montagna, dopo le cementificazioni selvagge degli anni '70 e '80 dello scorso secolo, sia rimasta lettera morta in omaggio solo al dio denaro e al profitto costi quel che costi.
Oltre il villaggio ci si deve quindi avviare su una strada carreggiabile (chi scrive ricorda la sua prima volta, nel lontano 1967, quando qui c'era solo un sentiero e nessuna traccia di strade, auto, seggiovie etc.) sempre seguendo i segnali dell'Alta Via per una quindicina di minuti quando, in vista dell'Alpe Forca inferiore, si nota un bivio verso sinistra contrassegnato con il numero 8C e che prende a salire nel bosco il quale va facendosi sempre più rado per cedere poi il posto a un terreno erboso, misto a roccette, sul quale il sentiero serpeggia con qualche altro tratto un po' ripido fino a portarsi alla base dell'esteso pendio terminale su cui si intravvede la croce di vetta. Il sentiero continua a larghissimi tornanti nell'erba e guadagna quota fino a raggiungere un bivio, poco sotto la cima, che, a destra, conduce ai minuscoli laghetti di Resy (segnavia 8D). Proseguendo invece direttamente, con un ultimo ripido pendio si arriva alla larga cima che sull'altro versante precipita invece con roccette e canaloni, contrassegnata appunto da una grande croce e dalla quale si gode un ampio panorama dell'alta Valle d'Ayas punteggiata dai suoi paesi, delle cime più lontane del Gran Paradiso e delle Graie centrali, dei valloni di Cuneaz e Mascognaz, del Vallone di Cortot e, soprattutto, con la parte occidentale del Monte Rosa, dal Breithorn al Castore, mentre i due Lyskamm sono nascosti dall'incombente vicina giogaia del Mont Rouge. Molto bella la prospettiva sul Pian di Verraz inferiore e sulle morene dell'omonimo ghiacciaio con in alto i Rifugi Mezzalama e Guide d'Ayas e, in basso, il bellissimo Lago Blu.
Il ritorno si effettua per il medesimo percorso di salita.
Autore
- Consulta la pagina di Giovanni Consigli
Bibliografia
- Marco Soggetto: Le vette della Val d'Ayas L'Escursionista Editore, 2008
Cartografia
- 8 - Monte Rosa Alte valli d'Ayas e del Lys, 1:25.000, L'Escursionista Editore, 2009
Galleria fotografica
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