domenica, 27 maggio 2012
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Palon de Resy

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Autore
Autore: 
Giovanni Consigli
Scheda
Segnavia: 

9, 8C

Data del rilievo: 
07/07/2009
Foto: 
La sommità erbosa e tondeggiante del Palon de Resy
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
E
Periodo Consigliato: 
Da Maggio a Ottobre
Tempo Complessivo: 
4h30'
Tempo di Salita: 
2h45'
Tempo di Discesa: 
1h45'
Esposizione: 
Nord
Quota di partenza: 
1690 m
Quota di Arrivo: 
2675 m
Dislivello: 
985 m
Quota Massima: 
2675 m
Acqua: 
Solo a Resy
Accesso: 

Sull'autostrada A5 Torino - Aosta uscire a Verrès e percorrere tutta la strada regionale n. 45 della Val d'Ayas fino al suo termine nella frazione Saint Jacques dove si parcheggia.

Introduzione

Classica escursione dalla Valle d'Ayas, balcone panoramico di prim'ordine, il Palon di Resy si fa preferire grazie al suo facile accesso e alla grandiosità dell'ambiente in cui si svolge l'ascensione. Il paesino di Resy, minuscolo villaggio walser, desta attensione anche se, come rimarcato più sotto, questa parte della Valle d'Ayas è quella che più ha sofferto delle devastazioni e della distruzione inferta dagli sbancamenti e le costruzioni di impianti per il cosiddetto turismo invernale. Allontanandosi dalla strada che sale al Colle di Bettaforca (che potremmo definire come il colle "martire" della Valle d'Ayas), però, si riguadagna un ambiente più marcatamente alpino e silenzioso, più consono a ciò che noi intendiamo per "escursionismo".

Descrizione

Dalla Piazzetta della chiesa di Saint Jacques imboccare a destra il sentiero segnalato con il numero 9 (e con il triangolo dell'alta Via n. 1 della Valle d'Aosta) che prende subito a salire nel bel bosco prima piutosto ripidamente e poi a larghe svolte e incrociando più volte una larga strada forestale. Superate alcune case, l'ultima delle quali chiamata "Raccard" a quota m. 1911, si piega in direzione nord e con un ultimo strappo, di nuovo un po' ripido nella sua parte finale, si raggiungono le poche case e i due rifugi (privati) che formano il villaggio di Resy. Questo villaggio è stato per lunghi anni, nel secolo scorso, il più alto in Europa abitato tutto l'anno, ed è un altro tipico esempio di insediamento Walser in alta quota quale altri presenti in questa zona (A esempio, Cuneaz, vedi escursione alla Testa Grigia , così come Soussun o Crest, raggiungibili da qui con un'amena passeggiata segnalata con il numero 13B).
Resy oggi non è stabilmente abitato per tutto l'anno e anche l'aura di isolamento e di vita d'alta montagna che si respiravano qui fino a qualche decennio fa è completamente scomparsa. A parte i due accoglienti rifugi Ferraro e Guide di Frachey, il primo ristrutturato su un edificio storico, non si può non notare, con molta amarezza, come il cosiddetto "progresso" al servizio dell'industria del denaro proveniente dal turismo invernale, abbia completamente devastato questa zona dell'alta Val d'Ayas. Oltre alle innumerevoli strade che hanno sventrato tutto il Vallone della Forca fino al Colle di Bettaforca, che mette in comunicazione con Gressoney, si notano dappertutto, anche in direzione dell'Alpe Ciarcerioz e del lago omonimo, nonchè, naturalmente, verso il Crest, orribili costruzioni di servizio per gli impianti di risalita che deturpano in modo irrimediabile il paesaggio. Una brutta novità osservata nel 2011 è la combinazione Frachey-Ciarcerioz (sul nuovo "trenino" appena inaugurato) con il successivo raggiungimento della seggiovia per il Colle Bettaforca (a metà del vallone della Forca) a bordo di un rombante e grottesco fuoristrada e, quindi, appunto in seggiovia, arrivo alla Bettaforca.
Una simile cervellotica e demenziale combinazione di mezzi per portare i turisti della domenica a un colle che può essere raggiunto con una tranquilla salita a piedi di circa due ore e mezza, dà la misura della bassezza a cui si è arrivati nella devastazione della montagna per spillare qualche spicciolo ai pochi turisti bolsi e pigri che non intendono usare le proprie gambe per andare in montagna. E non dimentichiamo che una seggiovia già raggiunge la Bettaforca partendo da Gressoney la Trinitè.
La prima parte dell'escursione è in comune con quella del Monte Rosso (per questa salita il sentiero diverge da poca distanza dalla vetta del Palon e si avvia sul sentiero 8D verso i Laghi di Resy): oltre il villaggio ci si deve quindi avviare su una strada carreggiabile (chi scrive ricorda la sua prima volta, nel lontano 1967, quando qui c'era solo un sentiero e nessuna traccia di strade, auto, seggiovie etc.) sempre seguendo i segnali dell'Alta Via per una quindicina di minuti quando, in vista dell'Alpe Forca inferiore, si nota un bivio verso sinistra contrassegnato con il numero 8C e che prende a salire nel bosco il quale va facendosi sempre più rado per cedere poi il posto a un terreno erboso, misto a roccette, sul quale il sentiero serpeggia con qualche altro tratto un po' ripido fino a portarsi alla base dell'esteso pendio terminale del Palon su cui si intravvede la croce di vetta.
Tutto questo primo tratto è alquanto ripido, il sentiero è ben tracciato e, dopo un breve pezzo nel bosco, ci si trova su terreno aperto. Superata una ripida costola si è alla base del panettone terminale tutto erboso e tondeggiante. Si risale il basamento con lunghi traversi e tornanti e ci si porta quindi all'inizio dell'erto pendio terminale, dove tra l'erba si notano anche alcuni cumuli di pietre. La risalita di questo ultimo tratto è ripida e un po' faticosa, ben presto si lascia a destra la diramazione 8D per i laghi e si continua puntando direttamente la croce in ferro posta sulla sommità che, sorprendentemente, si presenta come un'affilata crestina rocciosa disposta da Ovest a Est che si piega ad arco verso la sella divisoria con il Monte rosso e con precipiti pareti che sprofondano verso nord e verso Ovest sul Pian de Veràz inferiore. questa struttura ricalca un po', in modo più dolce, la stessa del Monte Rosso. Effettivamente, a seconda del punto di vista, il Palon si presenta con forme assai diverse (vedi le prime 4 foto della galleria).
Il panorama verso Nord è assai bello anche se parte delle vette del Monte Rosa rimangono nascoste dall'incombente Monte Rosso. Interessante la vista delle morene del Grande Ghiacciaio di Verra che terminano presso il coloratissimo Lago Blu e amplissimo anche il colpo d'occhio sulla Valle d'Ayas e sulle sue cime principali tra cui spiccano la Piurè, il Bussolaz, le Dames di Challand ...
Il rientro avviene con il medesimo itinerario della salita.

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Cartografia

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