lunedì, 28 maggio 2012
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Pizzo Castello

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Autore
Autore: 
Giancarlo Beretta
Scheda
Segnavia: 

A51

Foto: 
Pizzo Castello ©2008 Giancarlo Beretta
Tipologia Percorso: 
A/R
Periodo Consigliato: 
aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre
Tempo Complessivo: 
4h00'
Tempo di Salita: 
2h30'
Tempo di Discesa: 
1h30'
Esposizione: 
Est
Quota di partenza: 
553 m
Quota di Arrivo: 
1622 m
Dislivello: 
1069 m
Accesso: 

Si percorre la [A26] sino al suo termine a Gravellona Toce e si continua sulla superstrada del Sempione uscendo allo svincolo di Piedimulera. Si seguono le indicazioni per la valle Anzasca-Macugnaga; si percorre per circa tre chilometri la strada e si trova una deviazione sulla destra, segnalata, per Cimamulera e si seguono i cartelli indicatori per la “Località Madonna”, che si trova a circa un paio di chilometri dalla deviazione, dove si può parcheggiare l’auto.

Introduzione

Escursione adatta ai periodi di attesa del disgelo alle quote più alte. La lunga cresta che scende dalla sua cima divide nella parte più bassa la Valle Anzasca con l’ampia vallata centrale dell’Ossola. Punto veramente panoramico per la valle Anzasca e le vicine prealpi ossolane.

Descrizione

Dal parcheggio si sale alla sua destra, palina segnaletica, per qualche decina di metri su una stretta stradina asfaltata che termina nei pressi di una presa d’acqua dove inizia, ben indicato, il sentiero. Salendo per un fitto bosco di castagni e betulle si incontra un primo bivio con due indicazioni che indirizzano all’alpe Propiano: conviene seguire quella di sinistra che è più battuta e segnata; dopo pochi minuti si passa davanti ad una cappelletta ben ristrutturata e successivamente tra alcune baite un po’ diroccate per giungere, dopo circa 30 min. di cammino, all’alpe Sarciera. Si passa tra le poche case e si riprende il sentiero sempre ben segnalato dai segnavia bianco-rossi che sale nel bosco e si arriva quindi all’alpe Ceresole: un bell’alpeggio posto su un promontorio molto panoramico. Proseguendo sul sentiero, che ora si fa un po’ più ripido, si giunge in prossimità dell’arrivo di una teleferica da cui si vede proprio in fondo di fronte a noi la cima da raggiungere; dalla teleferica, scendendo di poco, si percorre l’ampia insellatura su cui sembra adagiata l'alpe Propriano inferiore e poco oltre quella superiore; in corrispondenza di quest’ultima si trova una palina che ci indica di proseguire sulla sinistra per contornare, salendo a mezzacosta, la tozza cima boschiva che la sovrasta (Testa del Frate) ed arrivare così alla successiva alpe La Piana. Si continua a destra di questa e si passa, dopo una ventina di minuti, tra le due baite che formano l’alpe Castello per risalire faticosamente, con tratti ripidi ma mai pericolosi, la parte finale della dorsale che scende direttamente dalla cima e che attraversa un bel bosco di faggi all’interno del quale si trova un bivio con una palina con l’evidente segnalazione di deviare un po’ a sinistra; all’uscita del bosco si vede la croce di vetta che si raggiunge in breve superando un piccolo colletto e, senza difficoltà, alcune rocce adagiate sugli ultimi metri del crinale.

Autore

Cartografia

  • Domodossola e Val Formazza, Foglio 11, scala 1:50.000, Istituto Geografico Centrale

Le relazioni su questa meta

AllegatoDimensione
La partenza © 2008 Giancarlo Beretta107.29 KB
Bivio © 2008 Giancarlo Beretta169.67 KB
Alpe Propriano superiore © 2008 Giancarlo Beretta79.33 KB
Cappelletta © 2008 Giancarlo Beretta129.03 KB
Alpe Sarciera © 2008 Giancarlo Beretta141.19 KB
Alpe Ceresole © 2008 Giancarlo Beretta154.36 KB
Alpe Piana © 2008 Giancarlo Beretta96.18 KB
Alpe Castello © 2008 Giancarlo Beretta105.91 KB
Tratti ripidi © 2008 Giancarlo Beretta164.42 KB
La cima © 2008 Giancarlo Beretta41.39 KB
Uscita dal bosco © 2008 Giancarlo Beretta76.52 KB