lunedì, 28 maggio 2012
Login

Pizzo della Sancia

3
0
Autore
Autore: 
Marco Bonati
Scheda
Segnavia: 

bianco/rosso

Data del rilievo: 
28/08/2011
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
EE
Periodo Consigliato: 
giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre
Tempo Complessivo: 
6h00'
Tempo di Salita: 
3h30'
Tempo di Discesa: 
2h30'
Esposizione: 
Sud-Est
Quota di partenza: 
1560 m
Quota di Arrivo: 
2718 m
Dislivello: 
1158 m
Accesso: 

Da Milano a Campodolcino lungo la statale 36; oltrepassati i parcheggi della funicolare per gli impianti sciistici di Madesimo, si svolta a sinistra in direzione di Starleggia. Raggiunta la piccola frazione, si parcheggia senza eccessive difficoltà in appositi slarghi.

INTRODUZIONE
Vetta di secondaria importanza facilmente raggiungibile nonostante le severe apparenze. Data la posizione isolata, si tratta di un belvedere particolarmente interessante su tutti i monti della Valle Spluga e sullo stretto solco della svizzera Valle Mesolcina. Fare attenzione, giunti sulla sommità, a non dare confidenza al precipite versante elvetico: alcune spaccature nella roccia - residui della frana del 1993 - suggeriscono condizioni di instabilità.

DESCRIZIONE
Da Starleggia 1560 m, seguendo le indicazioni, si attraversano le poche case per andare a raggiungere una fascia di prati ormai incolti in direzione di una fitta foresta di abeti. Oltrepassatala, in vicinanza di una isolata torre-campanile, si sbuca nella splendida conca di San Sisto 1769 m. Il sentiero prosegue in lieve salita fra i pascoli in direzione delle poche case di Gusone 1890 m: senza raggiungerle si svolta gradualmente a sinistra fino a poter varcare il torrente su di un ampio ponte; in breve si è fra le baite di Morone 1860 m. Un pendio alle spalle dell'alpe è solcato da due evidenti sentieri: si sceglie quello più basso e lo si segue fino alle strutture della presa d'acqua della Valle della Sancia 2010 m. Si incontrano subito evidenti segnalazioni di un bivio a terra su di un sasso: da qui in avanti però il sentiero si riduce a vaga traccia e le marcature a vernice diventano rare e scolorite. Si prosegue lungo una costolatura erbosa fino ad entrare in una valletta caratterizzata da franamenti calcarei: siamo sulla linea di un canalone di pietrisco che va risalito sul margine destro su traccia franosa. Al suo culmine si raggiunge la costruzione del Bivacco Cà Bianca 2572 m (recente - 1997 - riadattamento di un edificio di servizio dell'adiacente cava di beola dismessa). Si prosegue per un vago avvallamento fino alla cresta di confine (segnali a vernice svizzeri): si volge a sinistra attraverso una sorta di altopiano pietroso a lastronate e ci si mantiene - fra massi accatastati - nei pressi della facile cresta. In breve si raggiunge la piatta ed erbosa cima del Pizzo della Sancia 2718 m ("Piz de Montagnìa" secondo la CNS, "Pizzot" per i locali). Contrariamente al dolce pendio del versante italiano, il lato elvetico è una verticale instabile di alcune decine di metri. Il pizzo della Sancia è anche una poco conosciuta meta scialpinistica: fare attenzione alle cornici del tratto terminale e al canale di accesso al bivacco.
Ritorno per la via di andata.

Le relazioni su questa meta

Commenti