lunedì, 28 maggio 2012
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Punta Beltovo di Dentro

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Autore
Autore: 
Giovanni Consigli
Scheda
Data del rilievo: 
26/08/2004
Foto: 
In cima alla Beltovo (alle spalle il Cevedale)
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
E
Periodo Consigliato: 
Da giugno a settembre
Tempo Complessivo: 
5h30'
Tempo di Salita: 
3h30'
Tempo di Discesa: 
2h00'
Quota di partenza: 
1910 m
Quota di Arrivo: 
3325 m
Dislivello: 
1415 m
Quota Massima: 
3325 m
Acqua: 
No, solo nei rifugi
Accesso: 

Da Bolzano per Merano e la Val Venosta raggiungere, lungo la strada statale 38 dello Stelvio la frazione Gomagoi da cui si stacca la carrozzabile che porta a Solda (Sulden). Gomagoi può essere raggiunto anche dalla Valtellina (Bormio) scavalcando il Passo dello Stelvio.

Introduzione

Splendido belvedere sul gruppo Ortles-Cevedale, la Punta di Beltovo ha il pregio di avere un accesso escursionistico che consente di raggiungere una quota superiore ai 3300 metri con una camminata priva di qualsiasi difficoltà. Proprio questa alta quota e la sua posizione ortogonale rispetto al nodo centrale del gruppo ne fanno uno dei più apprezzati e frequentati punti panoramici della regione. La larga sommità, durante la stagione estiva, ospita assai spesso decine di escursionisti. Questa relazione tratta la salita dal versante Solda transitando per il rifugio Città di MIlano (Schaubach-Hütte). Il raggiungimento del Passo del Madriccio dalla Val Martello è descritto in questa relazione.

Descrizione

Da Solda al Rifugio Città di Milano si può procedere lungo la strada carreggiabile che risale alla testata della valle con qualche tornante e giunge al ripiano dove sorge la stazione intermedia della funivia per il rifugio stesso. Il transito è interdetto ai veicoli privati. Fino a qua è meglio usare una stradetta asfaltata che si stacca in fondo al paese, nei pressi di un tornante, poco prima dell'Hotel Cornelia, procede tra alcuni fabbricati e termina in un vasto parcheggio presso la caserma dei vigili del fuoco. Qui si stacca un sentierino (segnavia n.2) che continua verso il fondo della valle, traversa il torrente, continua in un boschetto e, stando sulla fiancata sinistra del vallone,rimonta in diagonale tra bassi cespugli e rada vegetazione il fianco stesso. Più oltre il sentiero si raddrizza con numerose svolte e va a sboccare nuovamente sulla strada appunto nei pressi della stazione intermedia della funivia. Panorama bellissimo sulle cime che ornano la testata della Val di Solda e sul vicino incombente Gran Zebrù. Si tralascia a destra un sentierino che scende a un ponticello e prosegue poi verso il rifugio Coston e si continua sulla strada in direzione del già visibile Rifugio Città di Milano, costruito su uno spalto morenico al centro della Valle. Sulla destra le grandiose morene e i detriti di falda che ornano le basi dell'Ortles e del Gran Zebrù, a sinistra il pendio di sassi ed erba che la strada risale ancora in diagonale e poi, proprio sotto il poggio del rifugio, con alcuni larghi tornanti. Fino alla stazione intermedia circa 40 minuti, altrettanti per raggiungere il Rifugio. Senza raggiungerlo, si piega a sinistra in direzione della stazione di arrivo della funivia, la si lascia sulla destra e si continua su una strada che risale alcuni dossi alle spalle della stazione e si infila nel lungo Vallone del Madriccio in ambiente aperto, con magrissimi pascoli e depositi di pietrame. Si tratta di una vastissima conca che orla le basi dei ghiacciai e delle cime sulla testata della Valle, in particolare interessante la lunga costiera rocciosa che dalla Punta del Lago Gelato, attraverso la Punta del Madriccio degrada sul Passo omonimo.
Si procede nel Vallone sempre su larga traccia puntando direttamente il Passo in ambiente apertissimo, privo di vegetazione e piuttosto spoglio e brullo. A quota 2800 metri circa si lascia a sinistra una diramazione per il vicino moderno Rifugio Madriccio (di proprietà privata) e si continua lungo la strada. Tutto il vallone è cosparsi di brutti impianti di risalita (durante la stagione estiva essi non sono funzionanti). Si passa di fianco ad alcune stratificazioni rocciose e, a inizio stagione, si può trovare ancora parecchia neve nella conca che precede il valico. In genere il sentiero si inerpica dapprima sulla sinistra di questa conca, la risale a zigzag su fine detrito e termina alle paline segnaletiche poste sul passo. Se c'è neve è possibile risalire direttamente i pendii al centro della conca e toccare la larga sella spostandosi a sinistra proprio verso la Punta di Beltovo.
Bellissimo il colpo d'occhio che si apre sulla Val Martello e sulle cime del sottogruppo Sternai-Venezia-Gioveretto. In fondo, molto lontano, il rifugio Corsi. Dal Rifugio Città di Milano, circa un'ora e un quarto.
L'ultima mezz'ora di salita si effettua ancora su tracce di sentiero sempre tra detriti risalendo il largo dosso a forma di cono che precede alla vastissima calotta terminale a quota 3325. La cima è larghissima e, come già detto, assai panoramica. In complesso un'escursione facile ma di grande soddisfazione che porta comunque a un'altitudine notevole, insolita per questa regione, dove, a tale quota, si incontrano in genere ghiacciai e difficoltà alpinistiche.
Il ritorno avviene sulla stessa strada di salita.
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Bibliografia

Cartografia

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