mercoledì, 22 febbraio 2012
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Punta della Valletta e Lago Citrin

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Autore
Autore: 
Giovanni Consigli
Scheda
Data del rilievo: 
27/08/2011
Foto: 
La Punta Valletta dal Vallone di Citrin
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
E
Impegno Fisico: 
discreto
Pendenza max: 
45°
Periodo Consigliato: 
luglio - sttembre
Tempo Complessivo: 
6h00'
Tempo di Salita: 
3h30'
Tempo di Discesa: 
2h30'
Quota di partenza: 
1485 m
Quota di Arrivo: 
2810 m
Dislivello: 
1335 m
Quota Massima: 
2810 m
Pericolo Oggettivo: 
nessuno
Tratti Esposti: 
Ultimo tratto di cresta
Acqua: 
Agli alpeggi superiori (Citrin damon)
Accesso: 

Da Aosta prendere la strada statale 27 per il Traforo del Gran San Bernardo. All'ingresso del villaggio di St. Rhémy abbandonarla e andare a sinistra per raggiungere la frazione di San Leonardo da cui, lungo una stretta stradina in discesa, si guadagnano le poche case di Pont oltre le quali, presso uno spiazzo sulla destra, si parcheggia (pochi posti disponibili). L'inizio del sentiero si trova sul lato opposto della strada.

Introduzione

Affascinante escursione in un luogo solitario e peculiare, lunghissima e mai monotona, estremamente variegata nei suoi aspetti naturalistici, come molte altre escursioni in Valle d'Aosta, presenta purtroppo un lato negativo: il bellissimo Vallone di Citrin è orribilmente segnato dalla trafila di tralicci per l'alta tensione che dal basso giungono fino al Colle omonimo, con grave nocumento del paesaggio. Non ci soffermiamo più di tanto a commentare l'ennesimo scempio dell'ambiente, rimandando a quanto già ampiamente dibattuto nella relazione della Finestra di Champorcher, e cercheremo di concentrarci sugli aspetti naturalistici più belli di questo percorso. Non possiamo tuttavia non aggiungere (e anche qui il tema è già stato sollevato più volte) che i begli alpeggi che punteggiano il bel Vallone di Citrin versano in disastrose condizioni di abbandono.

Descrizione

Dal parcheggio, appena attraversata la strada presso le paline indicatrici,(quella che segnala la Punta Valletta riporta 5 ore, decisamente un tempo sovrastimato) si prende una stradetta che piega subito a sinistra e poi si rivolge nuovamente a sud salendo presso un muretto a secco in direzione di un rudere (ex alpeggio di Mériby) proseguendo quindi su sentiero che si innalza in un bel bosco di larici, compie alcune svolte e raggiunge una strada carrabile. Nel bosco ora meno fitto questa prosegue verso l'impluvio del Torrente Citrin che viene poi raggiunto più in alto nei pressi di un bivio. Qui le indicazioni a frecce gialle possono trarre in inganno (se confrontate con la carta al 25.000 citata sotto). In ogni caso bisogna seguire il ramo di destra segnalato con il numero 8D. Si prosegue così sempre nel bosco, abbastanza ripidamente con bel percorso, innalzandosi presso il vallone ove scorre il torrente e scostandosene mano mano appoggiando quindi sulla destra. In circa 40 minuti si giunge così al bivio per la fonte ferrugginosa di Citrin (raggiungibile verso destra con una deviazione di pochi minuti). Poco oltre il bosco si fa più rado e si raggiunge un poggio erboso piuttosto inclinato al cui culmine si trovano gli alpeggi di Citrin de Metien (quota 2020 m.) che versano in patetiche condizioni di abbandono. Si possono notare, nei caseggiati semidiroccati, ancora parecchie suppellettili che fanno ripensare al tempo in cui questi luoghi erano vivi, abitati, e palpitanti di fervore e attività...
Si lasciano alle spalle i fabbricati con una nuova conversione a sinistra, una risalita a tornanti tra l'erba e quindi più direttamente in direzione sud all'ingresso del vaghissimo vallone di Citrin, superando alcuni gradini e passando e ripassando sotto gli orribili tralicci dell'alta tensione. Di fronte il panorama si apre e, in fondo a destra, appare la nostra punta con davanti un avancorpo roccioso, mentre alle spalle il panorama si allarga sul Mont Velan e la zona del Gran San Bernardo. Si percorre un breve crinale erboso, parallelo a una lunga fila di conifere e si traversano gli ultimi gruppetti di alberi risalendo un poggio ripido al cui culmine ci si trova esattamente sotto la file di piloni citati più sopra. Lasciatili a sinistra si continua la salita ora su terreno aperto, già in vista in lontananza della Punta Valletta e, seguendo le frecce gialle, si va a risalire un nuovo gradino erboso, attraversando magri pascoli lungo i quali il sentiero serpeggia per poi risalire allo spiazzo con fontana dove sorge l'Alpe Citrin damon a metri 2315. Anche questo alpeggio versa il condizioni di spaventevole abbandono ... una fontana offre refrigerio all'escursionista. Si lasciano presto alle spalle i poveri fabbricati proseuendo in falsopiano nel vallone e sempre puntando la larga insellatura del col Citrin alla testata fino a un evidente bivio segnalato ove si volge verso destra sul sentiero 8A abbandonando la via per il colle e procedendo in direzionde della Punta Valletta che ora ci sovrasta: si cammina su terreno solcato da numerose tracce di animali da pascolo e si risale un aperto pendio che raggiunge in Piccolo specchio d'acqua del Lago Citrin in corrispondenza di un breve sbarramento di pietre sull'emissario. Si continua, lasciando il lago sulla sinistra e facendo attenzione ai segni (la traccia appare e scompare tra idetriti) ora più ripidamente in direzione di una conchetta che precede un altro piccolo laghetto. Se ne attraversa l'emissario svoltando a sinistra e risalendo in direzione di un corridoio che proviene dalla cresta di fronte in corrispondenza di una marcata sella alla quale ora si punta. La traccia, ancora ben marcata, raggiunge un'altra minuscola conca ai piedi della sella e volge nuovamente a sinistra, in diagonale, alquanto al di sotto della cresta che poi raggiunge assai ripidamente all'estremità sinistra (guardando) della sella suddetta. Lo stretto intaglio non viene propriamente raggiunto, ci si mantiene sempre qualche metro al di sotto della cresta. Qui il terreno si fa ripidissimo, malagevole e un po' difficile anche a causa dell'erba olina e dei detriti, nonchè delle segnalazioni che si fanno più rare e vanno accuratamente cercate. Sempre con forte pendenza si continua a costeggiare la cresta fino a un ripiano di fronte a gruppi di rocce che precede il tratto finale. Si procede in diagonale, faticosamente, ricercando uno dopo l'altro i segni e tenendosi costantemente presso la linea di cresta. Dove la pendenza diminuisce ci si ritrova in un breve avvallamento orlato di rocce a destra, lo si supera entrando in una breve valletta erbosa che adduce a una selletta alla cui sinistra si trova la sommità della nostra montagna. Dalla selletta prosegue per un centinaio di metri verso sud un'esile crestina che conduce a un'altra elevazione, di qualche metro più bassa.
Il panorama è splendido sulla Grivola, su tutto il gruppo del Gran Paradiso e in lontananza sil Monte Rosa nonchè, a nord, sul Mont Velan e su tutte le cime del comprensorio Gran San Bernardo/Valpelline, sul Monte Emilius e la media Valle d'Aosta.
Il ritorno avviene per il medesimo itinerario di salita.

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Cartografia

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