mercoledì, 22 febbraio 2012
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Raye Chévrère

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Autore
Autore: 
Massimo Martini
Scheda
Via: 
da Veulla
Segnavia: 

(6A)

Data del rilievo: 
26/10/2011
Foto: 
Raye Chevrère ©2009 Massimo Martini
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
EE
Periodo Consigliato: 
giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre
Tempo Complessivo: 
7h15'
Tempo di Salita: 
4h30'
Tempo di Discesa: 
2h45'
Esposizione: 
Est
Quota di partenza: 
1300 m
Quota di Arrivo: 
2703 m
Dislivello: 
1422 m
Distanza percorsa: 
15,00 km
Accesso: 

Lasciata l'autostrada all'uscita di Verrès si svolta a sinistra, all'altezza di una rotonda, imboccando la SS26. Dopo 1,8 km si raggionge il bivio per Champdepraz: si svolta a sinistra attraversando la Dora Baltea. Si prosegue attraversando il capoluogo di Champdepraz ed iniziando la tortuosa risalita verso la valle del Chalamy. Dopo circa 11 km si raggiunge Vëulla: al termine della strada si trova un piazzale ove è possibile parcheggiare l'auto.

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Introduzione

Valico poco transitato ma di sicuro fascino, abbinabile senza troppi sforzi alla salita alla più nota vetta del Mont Avic.
Raye Chévrère mette in comunicazione le vallate di Clavalité e del Chalamy permettendo di effettuare interessanti, benché lunghi, itinerari circolari.

Descrizione

Dal parcheggio che precede Veulla (1300m) imboccare la comoda strada lastricata, segnavia che dopo una breve salita passa nei pressi della chiesetta. Superato il villaggio proseguire lungo un tratto pianeggiante sino a raggiungere un piccolo ponticello; la strada vira a sinistra e, dopo una breve salita, raggiunge il bivio con il sentiero per Praz Oursie ed il Mont Barbeston.
Trascurare la deviazione a destra e proseguire diritti sulla strada che si addentra nel Parco Regionale del Mont Avic (vi sono dei pannelli esplicativi lungo il cammino); senza particolare sforzo si raggiunge un crocevia nella località detta Magazzino (1461m, 0h30').
Seguire sempre le indicazioni del sentiero per il Lac Gelé ed imboccare il sentiero che diparte a destra: risalire in direzione nord-ovest il bosco di pino silvestre e qualche bel esemplare di Pino uncinato, specie endemica nel parco. Il sentiero volge ad ovest, poco prima di incontrare un paio di passerelle in legno utili a varcare un piccolo torrentello. Dopo un breve tratto pressoché pianeggiante si incontra il Ru de Montjovet (altra passerella). Da qui in avanti si inizia a salire con più costanza: si supera un bel tratto di mulattiera ai piedi di una ripida parete rocciosa e, sempre nel bosco, si entra lentamente nel Vallone del Lago Gelato. La vegetazione ad alto fusto lentamente digrada e si incomincia a vedere qualche scorcio sul vallone, sul Bec de l'Espic e sul percorso ancora da affrontare. Sempre a mezza costa sotto le pareti rocciose si fuoriesce dal bosco
e, dopo ancora un tratto di sentiero sotto le pareti, si inizia una serie di svolte che permettono di prendere decisamente quota. Il sentiero raggiunge un breve colletto (preceduto normalmente da un piccolo nevaio ad inizio stagione): poco dopo la mulattiera diviene decisamente spettacolare, una vera e propria opera d'ingegno costruita ai tempi delle estrazioni di minerale. Si segue la mulattiera che attraversa una piccola comba e, dopo un'ampia svolta a sinistra, prosegue con un lungo diagonale che precede una serie di rapide svolte che permettono di raggiungere la zona delle miniere e, poco oltre, il Lac Gelé (2599m, 3h30').
Giunti al lago si incontra un bivio: proseguire a destra seguendo il segnavia (6A) per il Col de Raye Chevrère. Risalire un promontorio dove si incontra un casotto delle miniere e proseguire in direzione nord seguendo i bolli gialli tra roccette e tracce di sentiero. Ci si abbassa leggermente prendendo la direzione nord-ovest. In questo tratto si possono trovare alcuni nevai, ma la segnaletica orizzontale è ben realizzata e si riesce agevolmente a tenere la linea del percorso. Dopo alcuni saliscendi su pietraia si risale brevemente un'ampia valletta che conduce praticamente ai piedi del colle. Si percorre interamente il pianoro prima di affrontare la breve salita al valico (2703m, 4h15').

La discesa avviene sul medesimo itinerario percorso all'andata (2h45').

Bibliografia

Cartografia

  • Valle di Champorcher Parco del Mont Avic, Carta dei sentieri foglio 11, 1:25000, L'Escursionista Editore, 2008

Ci sono stato!

Data Via Tipo Partecipanti Visite
1 09/08/2009 via normale da Veulla Alpinismo Ermanno Panara, Massimo Martini, Rita Tarussello, Silvia Deplano 1.844

Tracce GPS

Titolo Tipo gita Data del rilievo Autore Ritratto Visite
1 Raye Chévrère Escursionismo 09/08/2009 Massimo Martini
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