Riva del Ger
Introduzione
Breve ma interessante passeggiata all'interno della Riserva Naturale Speciale della Bessa. Questo itinerario fa parte di una serie di percorsi segnalati con pannelli esplicativi utili alla comprensione di questo particolare ambiente; la segnaletica del sentiero di "Riva del Ger" pone in risalto la flora, la vegetazione, la fauna, le attività agricole e la gestione della Riseva Naturale.
Descrizione
Lasciata l'auto ci si incammina per alcune decine di metri sulla stradina percorsa dalla GTB (Grande Traversata del Biellese), sino ad incontrare il primo pannello esplicativo dell'itinerario Riva del Ger. Si comincia il percorso seguendo la segnaletica gialla su sfondo verde numerata progressivamente; dopo alcuni minuti si svolta a sinistra avvicinandosi alla prima grande peculiarità di questa area: i ciottoli. Ci troviamo infatti nei pressi di quella che si ritiene una grande vasca d'accumulo utilizzata dalla miniera romana. Si prosegue attraversando una "striscia" di ciottoli sino a confluire sul sentiero che si percorrerà al ritorno. Si prosegue in leggera discesa lungo l'evidente percorso segnalato, bordato da piccoli muretti in pietra. Dopo una decina di minuti si svolta a sinistra e si inizia a discendere costeggiando ancora i residui delle attività minerarie. Si raggiunge il punto più basso del percorso (324m, 0h25') e si svolta a destra risalendo il sentiero che in questo punto attraversa un tratto di bosco più folto. Pochi minuti di marcia ci conducono alla Fontana di Acquarola: sorgente di acqua che sgorga dal terreno proprio nei pressi del sentiero (328m, 0h30'). Lasciata la fonte si svolta a destra e si inizia a risalire il percorso a ritroso, si ripassa lungo gli enormi depositi di ciottoli - utilizzati nelle attività estrattive - sino a congiungersi con il sentiero percorso all'andata. Lasciate le lontane vedute sulla Colma del Mombarone, si è ormai prossimi al termine dell'itinerario: si raggiunge l'ampia area attrezzata ed infine il parcheggio (360m, 1h00').
Furono le popolazioni autoctone di origine celto-ligure a scoprire per prime discrete quantità di oro sottoforma di pagliuzze all'interno del terreno dell'altopiano della Bessa.
Quando la zona fu conquistata dai Romani (140 a.C.) vennero impiantate vere e proprie miniere a cielo aperto per la ricerca dell'oro (Aurifodinae). E fu proprio questa attività mineraria che sconvolse tutta la zona restituendoci un paesaggio molto particolare e una zona archeologica estremamente ampia ed interessante.
Lo strato alluvionale venne scavato separando le sabbie aurifere dai ciottoli che furono ordinatamente impilati, in cumuli alti anche più di 10 metri, alle spalle del fronte di scavo. In tal modo prese forma il paesaggio più caratteristico della Bessa, la zona dei cumuli di ciottoli (terrazzo superiore della Bessa).
Autore
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Bibliografia
- Vaudagna A., Bessa, Edizioni Leone & Griffa, Ivrea
Cartografia
- Il Biellese Sud-Ovest, Carta dei sentieri 1:25000, foglio 3, Provincia di Biella, 2004
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