lunedì, 28 maggio 2012
Login

Strada degli alpini - Forcella Giralba

0
0
sottotitolo: 
Storia e alpinismo: un museo all'aperto
Autore
Autore: 
Giovanni Consigli
Scheda
Segnavia: 

100, 124, 101

Data del rilievo: 
14/03/2012
Foto: 
Inizio della Strada degli Alpini a Forcella Undici © 2008 Giovanni Consigli
Tipologia Percorso: 
Circolare
Difficoltà: 
EEA
Impegno Fisico: 
Abbastanza elevato
Impegno Psichico: 
Serve costante attenzione nel percorso attrezzato
Pendenza max: 
60°
Attrezzatura: 
Casco e imbrago
Periodo Consigliato: 
Solo nei mesi estivi e in assenza di neve/ghiaccio
Tempo Complessivo: 
9h30'
Quota di partenza: 
1914 m
Quota di Arrivo: 
2297 m
Dislivello: 
869 m
Quota Massima: 
2651 m
Tratti Esposti: 
lungo le cenge della via attrezzata
Acqua: 
No, solo nei rifugi
Accesso: 

Da San Candido (Innichen) in Val Pusteria si prende la SS52 Carnica in direzione del Passo Monte Croce di Complico. Superato il paese di Sesto (Sexten) si raggiunge Moso (Moos). Dal centro di questa località si prende a destra una stradina asfaltata che si dirige verso la Val Fiscalina (Fischleintal). A circa un chilometro dal bivio, a sinistra, c'è la stazione di partenza della cabinovia che porta al rifugio Prati di Croda Rossa (ampio parcheggio).
Si può accedere alla strada degli alpini anche dal Rifugio Berti risalendo il Vallone che conduce al Passo della Sentinella o, percorrendo all’incontrario il tracciato qui descritto, dal Rifugio Zsigmondy-Comici o dal Rifugio Carducci attraverso Forcella Giralba.

Introduzione

Percorrere la Strada degli Alpini non è solamente una questione di “trekking in montagna” ma, soprattutto, un esercizio mentale e psicologico di profondo significato, nonché un’esperienza storico-culturale di portata unica. A mio avviso non è possibile cimentarsi su questo percorso senza avere affrontato prima un’adeguata preparazione non solo leggendo almeno parte della sterminata bibliografia esistente sull’argomento e, in particolare, sulla guerra italiana 1915-1918, ma recandosi dapprima nelle vallate che circondano i gruppi calcarei delle Dolomiti di Sesto per cogliere, almeno a largo giro di orizzonte, le caratteristiche dell’ambiente ove la guerra si svolse e visitando, ove possibile, gli innumerevoli piccoli musei a essa dedicati sparsi nella Valli Pusteria, nella Valle di Sesto e nel Comelico. L’epopea della Grande Guerra in montagna riguarda molti altri importanti e famosi gruppi montuosi (in particolare l’Adamello e l’Ortles-Cevedale) ove si possono vivere indimenticabili esperienze di memoria storica, ma nessun itinerario può, come questo, rendere in modo vivo e completo il significato dello sforzo, del coraggio e anche della rassegnazione con cui i protagonisti che vissero lassù le estati e i durissimi inverni di guerra, illustrarono questo particolare periodo del grande conflitto. Si può rimanere increduli, transitando per gli arditissimi sentieri, le opere artificiali create a scopo offensivo e difensivo, ma ciò che lascia più strabiliati è il constatare come degli uomini, pur coraggiosi, abbiano potuto sfidare, oltre al loro avversario, gli elementi della natura su un terreno che, con uno scontato e comune eufemismo, si può semplicemente definire come “inospitale” . L’autore rimanda, perciò, anche a una scorsa di altri itinerari da lui inseriti nell’elenco delle escursioni di In Alto, segnatamente a quelli di Monte Piana, Monte Paterno, Alta Via Carnica, Croda Rossa di Sesto, Rifugio Berti e Tofana di Rozes che sono racchiusi in quell’universo di rocce ove si compirono i fatti d’arme del periodo 1915-17 fino alla ritirata dell’esercito italiano sul Piave in seguito alla rotta di Caporetto.

Descrizione

Dalla stazione di arrivo della cabinovia si prende il segnavia [100] in direzione della Via ferrata della Croda Rossa di Sesto. Ai piedi del Coston della stessa croda Rossa lo si abbandona e si continua con percorso dapprima pianeggiante, poi in leggera discesa, fino a incrociare il sentiero [124] che sale dal fondo della Val Fiscalina. Lo si segue ignorando un’incerta traccia che a sinistra dirige verso il Passo della Sentinella continuando su terreno detritico e desolato puntando decisamente al ripidissimo costone che culmina con la forcella Undici (2650m). La risalita di questo tratto è estremamente faticosa, sia per la forte inclinazione, sia a causa del terreno franoso che non agevola il procedere. Giunti alla Forcella, in un paesaggio severo di rocce e ripide pareti, si trovano le segnalazioni che danno inizio alla Strada degli Alpini propriamente detta, segnavia [101]. A sinistra un tratto attrezzato conduce al Passo della Sentinella e quindi al Rifugio Berti, il nostro percorso, invece, prosegue su un sistema di cenge in parte attrezzate che si sviluppano lungo tutto il fianco occidentale della vertiginosa parete di Cima Undici (Elfer), una delle più contese crode dolomitiche durante la Prima Guerra Mondiale. Transitando presso resti di baraccamenti e opere di guerra, con l’ausilio di attrezzature artificiali ci si inoltra in questo tetro anfiteatro sempre più profondamente, con effetto scenografico mozzafiato, mentre verso destra il panorama si apre verso Cima Una (teatro della impressionante valanga rocciosa precipitata a valle il 12 ottobre 2007), la Val Fiscalina, con il Rifugio Comici e l’altipiano alla base del Paterno e delle Tre Cime di Lavaredo con il Rifugio Locatelli. Si aggira quindi la Torre Undici alla sua base e, con una discesa abbastanza viva, si punta al caratteristico passaggio detto della “Busa di fuori” che consiste in un canalone molto ripido ove, a inizio stagione si può trovare neve e anche ghiaccio vivo, a causa della scarsa esposizione al sole; lungo la cengia, ora più larga, si continua a seguire il profilo della montagna: continui cambi di scenario rendono questo tratto emozionante: bisogna fare attenzione poiché in alcuni punti la cengia va restringendosi e richiede grande cautela nel procedere. E’ la famosa “Cengia della Salvezza” ove si trova anche il caratteristico passaggio a semicerchio che entra in una profonda spaccatura della parete e ne esce sul versante opposto con ardita traccia ove è necessario procedere quasi a carponi per un tratto. (anche qui fare attenzione alla neve e al ghiaccio). Oltre questo passaggio si va in direzione della Busa di dentro continuando tra opere artificiali sulla parete della “Spada”. Aggiratane la base, ed entrati nella Busa di Dentro terminano le difficoltà e ci si ritrova nuovamente su terreno aperto. Con un po’ di dislivello si riguadagna quota avendo di fronte la meta, cioè l’ampia Forcella Giralba (2431m) ove l’itinerario termina. Anche su questo Passo, notevoli e impressionanti i resti di fortificazioni e opere di guerra. Dal Passo si può scendere in circa 20 minuti con il sentiero 103 al bello e accogliente Rifugio Carducci della Sezione CAI di Auronzo di Cadore.
Per rientrare a Sesto (Sexten) e a San Candido (Innichen) in Val Pusteria, è necessario risalire a Forcella Giralba e quindi, sempre seguendo il segnavia [103], scendere dapprima nel vasto bacino ghiaioso alla base di Torre Undici e risalire brevemente al Rifugio Zsigmondy-Comici (della Sezione CAI di Padova) da cui si fa ritorno alla Capanna Fondovalle di Val Fiscalina attraverso il normale sentiero di accesso già descritto nell’escursione del Monte Paterno.

ATTENZIONE!
Le attrezzature artificiali (scalette, corde fisse, ponticelli) lungo la Strada degli Alpini sono normalmente in loco dalla fine di giugno alla metà di settembre, poi vengono rimosse. Informarsi presso il rifugio Comici (Tel. 0474/710358) o negli info-point di Sesto, Moso o San Candido dell’effettivo stato del percorso

Autore

Bibliografia

  • Giovanni Cenacchi, Dolomiti di Sesto e di Braies e dintorni. Il grande libro delle escursioni a piedi e in mountain bike in Alta Pusteria, Zanichelli editore, 1998

Cartografia

Galleria fotografica

Le relazioni su questa meta