lunedì, 28 maggio 2012
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Tête de Cou

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Autore
Autore: 
Massimo Martini
Scheda
Segnavia: 

Sentiero n° 4

Foto: 
Tête de Cou ©2006 Massimo Martini
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
E
Periodo Consigliato: 
marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre4
Tempo Complessivo: 
4h00'
Tempo di Salita: 
2h30'
Tempo di Discesa: 
1h30'
Quota di partenza: 
594 m
Quota di Arrivo: 
1410 m
Dislivello: 
816 m
Distanza percorsa: 
10,80 km
Acqua: 
partenza, fontanile a metà percorso
Accesso: 

Lasciata l'autostrada A5 all'uscita di Verrès si svolta a destra in direzione di Torino. Si supera l'abitato di Verrès e, dopo qualche chilometro, si raggiunge Arnad. All'altezza della chiesa romanica San Martino si svolta a sinistra e si prosegue seguendo le indicazioni per Machaby. Dopo circa 1 km si incontra un bivio, si svolta a destra, sempre in direzione di Machaby sino ad incontrare la partenza del nostro itinerario: dopo circa un centinaio di metri, al termine della strada, si trova un ampio parcheggio ove lasciare l'auto.

Introduzione

Posizionata all'ingresso della Valle d'Aosta, la Tête de Cou si erge sulle strette gorge di Bard. L'itinerario qui proposto permette di assaporare natura, storia e spirito: dai bellissimi boschi di castagno e faggio lungo gli itinerari militari che nel XIX secolo servivano a fronteggiare l'avanzata napoleonica, al silenzioso santuario di Machaby dedicato alla Madonna delle Nevi.

Descrizione

Si ridiscende la strada sino ad incontrare una palina segnaletica riportante il sentiero Sentiero n° 4: qui si svolta a sinistra e si imbocca l'ampia mulattiera lastricata che conduce a Machaby. Si incontra subito un "tzapelet" (antico oratorio con affreschi usato nelle processioni) e si prosegue superando un torrente su di un ampio ponte in legno. Si prosegue lungo la stradina lastricata entrando nel bosco di castagno (Castanea sativa), dopo una svolta a destra si prosegue per qualche minuto sino a raggiungere il Santuario di Machaby (691m, 0h15'): l'eduificio, eretto nel XV secolo è dedicato alla Madonna delle Nevi con festa annuale ogni 5 agosto.
Si prosegue lungo la stradina ed in pochi minuti si raggiunge, nei pressi di un altro oratorio, la località detta "Pradouegne" (ampio pianoro sotto castagni secolari) e al villaggio di Machaby: è consigliata una breve visita al villaggio per osservare i caratteristici Dzerby.
Ritornati a Pradouegne si può approfitare di una pausa eno-gastronomica all'agriturismo "Lo Dzerby" di Cesarino Bonin per poi proseguire il percorso verso i resti della fortificazione del Tenente Lucini (717m, 0h25'). Poco dopo il ricovero si incontra il bivio per discendere verso Bard: attualmente tale sentiero è chiuso da un'ordinanza del sindaco di Arnad per rischio frane. Si procede lungo la comoda strada che con una serie di tornanti si addentra nuovamente nel bosco; ogni tanto si aprono scorci panoramici, soprattutto sul non lontano Paretone, culla del free-climbing valdostano. Lentamente si raggiunge una piccola radura dove sono presenti i resti di altre fortificazioni militari su di un pianoro nel quale sorgeva il villaggio di Arbeadze (824m, 0h50'). Qui si abbandona la stradina e si inizia a procedere lungo la bellissima mulattiera lastricata. Lungo la salita si incontrano ancora un paio di casolari ristrutturati per poi entrare nuovamente nel bosco di castagno. Dopo alcuni tornanti si incontra un bivio (899m, 1h05'): una flebile traccia di sentiero diparte sulla destra di un tornante per raggiungere la base del famoso Pilastro Lomasti. Ovviamente si trascura questa deviazione e si procede ancora all'interno del bosco ove la mulattiera compone una serie infinita di svolte, sempre sorretta da impeccabili muri a secco. Superati i mille metri il castagno lascia posto al faggio (Fagus sylvatica) e alla betulla e, poco dopo, la mulattiera lascia il passo ad una stradina erbosa. Lentamente ci si avvicina al colle e la vegetazione si dirada sino a raggiungere l'ampia radura che precede il villaggio di La Cou. Si supera un piccolo fontanile in legno e si raggiunge infine La Cou (1379m, 2h20'). All'altezza di una casa ristrutturata si svolta a destra e si percorre un sentierino che, con una serie di saliscendi, raggiunge infine la nostra meta: la Tête de Cou (1410m, 2h30')
Dalla cima si può godere di interessanti scorci panoramici sull'alto Canavese, la bassa valle e tutto il corollario montuoso dal Bec Renon al lontano Grand Combin.
Il ritorno avviene per la medesima via dell'andata (1h30').

Il santuario non sempre è aperto al pubblico a causa dei numerosi furti avvenuti nel corso degli anni e si può visitare in occasione dei riti religiosi (il 5 agosto festa patronale con processione e messa). All'interno le pareti e le volte sono affrescate e ricoperte da stampelle e bastoni ex-voto. All'esterno si può percorrere un Rosario seguendo i dipinti nelle nicchie in pietra.

Autore

Bibliografia

Cartografia

  • Basse Valli d'Ayas e Gressoney, Carta dei sentieri foglio 12, 1:25000, L'Escursionista Editore, 2008

Le relazioni su questa meta

AllegatoDimensione
La partenza dell'itinerario © 2005 Massimo Martini49.12 KB
La bella mulattiera lastricata © 2005 Massimo Martini46.13 KB
Machaby © 2005 Massimo Martini31.74 KB
Oratorio a Pradouegne © 2005 Massimo Martini50.04 KB
Dzerby a Machaby © 2005 Massimo Martini40.63 KB
Ricovero Tenente Lucini © 2005 Massimo Martini38.5 KB
Il Paretone © 2005 Massimo Martini41 KB
Ruderi ad Arbeadze © 2005 Massimo Martini43.97 KB
La Cou © 2005 Massimo Martini38.64 KB
Verso la Tête de Cou © 2005 Massimo Martini25.68 KB