lunedì, 28 maggio 2012
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Tête de la Tronche

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Autore
Autore: 
Giancarlo Beretta
Scheda
Via: 
Via normale da Villair
Segnavia: 

43 e 42

Data del rilievo: 
19/08/2008
Foto: 
Tête de la Tronche ©2008 Giancarlo Beretta
Tipologia Percorso: 
Circolare
Difficoltà: 
E
Periodo Consigliato: 
giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre
Tempo Complessivo: 
6h30'
Tempo di Salita: 
4h00'
Tempo di Discesa: 
2h30'
Esposizione: 
Ovest
Quota di partenza: 
1374 m
Quota di Arrivo: 
2587 m
Dislivello: 
1213 m
Acqua: 
Rifugio Bertone
Accesso: 

Dall’autostrada Autostrada A5 si supera la barriera di Aosta Est e si prosegue sino al suo termine all’uscita di Courmayeur. Si entra in paese subito alla prima rotonda e da questa si seguono le indicazioni per Villair che si raggiunge dopo aver attraversato qualche piccola frazione. Da Villair la strada diventa molto stretta tanto da consentire il passaggio di una sola auto ma dopo qualche centinaio di metri si trova sulla sinistra un comodo slargo sterrato dove lasciare l’auto.

Dall’autostrada A-5 si supera la barriera di Aosta Est e si prosegue sino al suo termine all’uscita di Courmayeur. Si entra in paese subito alla prima rotonda e da questa si seguono le indicazioni per Villair che si raggiunge dopo aver attraversato qualche piccola frazione. Da Villair la strada diventa molto stretta tanto da consentire il passaggio di una sola auto ma dopo qualche centinaio di metri si trova sulla sinistra un comodo slargo sterrato dove lasciare l’auto.

Dall’autostrada A-5 si supera la barriera di Aosta Est e si prosegue sino al suo termine all’uscita di Courmayeur. Si entra in paese subito alla prima rotonda e da questa si seguono le indicazioni per Villair che si raggiunge dopo aver attraversato qualche piccola frazione. Da Villair la strada diventa molto stretta tanto da consentire il passaggio di una sola auto ma dopo qualche centinaio di metri si trova sulla sinistra un comodo slargo sterrato dove lasciare l’auto.

Introduzione

Classico “anello” della zona di Courmayeur per gli amanti dei paesaggi che, dalla vetta e per buona parte del ritorno, consente di avere una vista stupenda sui ghiacciai, sulle vette e sulle pareti soprattutto del vicino Monte Bianco e Grandes Jorasses. Indispensabile è il binocolo ed una cartina per i poter meglio identificare rifugi, bivacchi e le varie vie di salita che hanno fatto la storia dell’alpinismo.

Descrizione

Dal parcheggio si prosegue sulla poderale che, superato subito un torrente, si alza con comodi tornanti sulla sinistra (destra orografica) della Val Sapin. Si tralascia sulla sinistra il sentiero per il Rifugio Bertone, si prosegue senza eccessiva pendenza attraversando il villaggio di La Trappe (1505m) e si giunge a Tsapy (1619m) dove termina la poderale e da dove si vede già, in fondo al vallone la nostra meta. Di fronte alle case si stacca sulla destra il sentiero, ben segnalato con una palina e con le indicazioni anche su di una pietra, che sale a tornanti nel bosco con pendenza che aumenta notevolmente. Guadagnando subito quota si sale su di un costone che poi, uscendo per poco dal bosco, lo si contorna e si rimonta ancora sino a raggiungere un bivio per La Suche che si lascia a destra come poco dopo anche il bivio per il col Licony segnalato da una palina. Durante questo tratto di salita iniziano a fare capolino le immacolate vette del Bianco e delle Grandes Jorasses che ci fanno presagire di ciò che potrà essere la visuale una volta arrivati in cima. Appena oltre il sentiero perde quota per pochi metri ed attraversa il colatoio di un torrente per proseguire con qualche saliscendi in piano contornando in basso le pendici della Tête de Licony. Si scavalca un poco marcato colle, si passa una breve zona detritica e si attraversa ancora un ultimo torrente dirigendosi sopra il vecchio alpeggio di Curru (1964m); passato ancora un traverso a mezza costa la pendenza aumenta notevolmente per risalire a tornanti i ripidi pascoli che scendono da Col Sapin che si raggiunge superando faticosamente al suo termine il filo di una piccola morena erbosa. Giunti al Col Sapin si prende la traccia sulla sinistra che con pendenza meno accentuata ci permette in poco più di una decina di minuti di raggiungere la vetta della Tête de la Tronche. Il panorama è veramente mozzafiato ed è garantito tale anche per buona parte della discesa: la catena del Bianco, dall’Aiguille des Glaciers al Mont Dolent, è proprio vicina e di fronte a noi dal versante opposto della sottostante Val Ferret. Per la discesa il percorso parte dalla vetta e si segue la traccia evidente che scende verso Nord, si dirige ad un colletto e compie un traverso a mezza costa sotto la cima della Testa Bernarda. Dopo una breve discesa si prosegue verso le ondulazioni del verde crinale del Mont de la Saxe che si superano con numerosi saliscendi: in questo tratto vale la pena soffermarsi ancora per godere ancora dei panorami sulla catena del Bianco visti però da un’altra angolazione. Al termine dei dossi erbosi inizia la discesa, un po’ ripida, verso un colletto dove si trova una tavola orientativa e appena sotto è ubicato il Rifugio Bertone (1977m). Ora, proprio di fronte al rifugio, la traccia scende nel bosco larga e comoda con numerosi tornanti che, con pendenza moderata, conducono al bivio sulla poderale superato durante l’andata e, svoltando a destra, ci si ritrova in breve al punto di partenza.

Bibliografia

Cartografia

Le relazioni su questa meta