Traversata Alta delle Grigne
Introduzione
Per effettuare la Traversata Alta si può partire indifferentemete dalla Grigna Settentrionale o da quella Meridionale. Nel primo caso avremo un dislivello in discesa di 605 metri e di 372 in salita; viceversa nel caso opposto. Il percorso è stupendo e di grande soddisfazione in entrambi i casi e consente una veduta completa di questo affascinante gruppo montuoso delle Prealpi lombarde che sovrasta il lago di Lecco. Panorami estesissimi e ambiente quanto mai "alpino" fanno di questa grande cavalcata di cresta uno dei percorsi più apprezzati dagli escursionisti che frequentano le Grigne. Numerosi tratti attrezzati rendono sicuri i passaggi più impegnativi. La presenza del Rifugio Brioschi sulla vetta della Grigna Settentrionale consente di percorrere agevolmente l'itinerario nel pomeriggio per godere poi del tramonto dalla vetta più alta. Nelle notti di luna piena, poi, la Traversata Alta diventa un'esperienza entusiasmante e indimenticabile. (è necessario, in questo caso, tempo stabile e assenza di neve, meglio la luna piena di settembre o, meglio, se non è ancora nevicato, quella di ottobre).
Descrizione
Descrizione senso Sud - Nord
Immediatamente alle spalle del Bivacco Ferrario, posto sulla cima della Grigna Meridionale, alcune catene metalliche indicano la direzione da prendere. Esse calano verticalmente verso un intaglio. Seguirle in arrampicata (la parete offre appigli e gradini in abbondanza), traversare l'intaglio lasciando a destra la traccia n. 1 che scende ai Piani Resinelli per la cresta Sinigaglia e affacciarsi sul tetro Canalino della Federazione che sprofonda nel versante settentrionale della Grignetta. Ancora con l'aiuto di qualche catena e scendendo su grossi blocchi di roccia con passaggi di I grado, si arriva al fondo del canale stesso dove si origina la cresta della Federazione che divide il versante Valsassina da quello di Val Scarrettone. Seguendo la cresta per un breve tratto verso destra si arriva in breve alla Bocchetta del Giardino (m. 2004) e si lascia a sinistra la traccia che scende nella Val Scarrettone verso il rifugio Rosalba. Il sentiero, sempre segnalato con bolli rossi e con il n. 7, perde quota con numerose svolte e arriva al fondo del circo terminale della parete nord della Grignetta tra pietraie. Si prosegue sul sentiero ora largo e comodo avendo di fronte la grande parete dello Scudo Tremare e la catena Sasso Cavallo - Sasso dei Carbonari tra erba e radi pini mughi esattamente sul filo raggiungendo infine la massima depressione della traversata, la Bocchetta del Campione, detta localmente il "Buco di Grigna" (m. 1805). Cartelli indicatori guidano leggermente a destra, appoggiando sul versante Valsassina in leggera discesa e lasciando a sinistra una traccia per il Rifugio Elisa, quindi una brusca e ripida risalita a tornanti porta proprio contro la parete dello Scudo Tremare che qui si presenta ardita e apparentemente invalicabile. La traccia aggira la base di questa parete verso sinistra e riprende la salita sulle roccette del suo versante occidentale di nuovo con l'aiuto di qualche corda fissa. Usciti dalla parte più impegnativa, tra erba e folti cespugli il sentiero si porta nuovamente a ridosso del filo di cresta, la raggiunge e la risale pressochè sul filo fino alla vetta dello Scudo (m. 1940). Di fronte si erge ora la parete del secondo Scudo (detto "Zucco dei Chignoli") che di nuovo propone qualche passaggio interessante di arrampicata su solida roccia calcarea, comunque facilitato sempre da catene metalliche. In ambiente quanto mai severo si transita poco sotto una paretina e si guadagna una stretta forcelletta sul versante meridionale dello Zucco Chignoli e riaffacciandosi sulla Valsassina. Le difficoltà terminano qui. Si procede verso sinistra su uno stretto sentierino che taglia tutto il versante erboso dello Scudo (vedi foto di copertina) e poi, con una leggera conversione a sinistra, si riporta sulla cresta ora larghissima e priva di difficoltà già in vista della meta finale. Il sentiero si allarga ancora e punta alla vicina Bocchetta della Bassa (m. 2144) dove è stato costruito un ricovero di fortuna (Bivacco Merlini). Qui ci si ricongiunge con le vie dei Chignoli (in arrivo dal Rifugio Elisa) e con la via normale del Grignone proveniente dal Rifugio Pialeral. Di fronte si erge il bastione terminale della Grigna settentrionale con il resto dell'itinerario e il rifugio Brioschi già ben visibili. Si prende ora la larga e sassosa mulattiera segnata con il n. 33 procedendo comodamente con salita regolare fino alla Bocchetta di Releccio (m. 2263 - qui ci si ricongiunge con la Via Ferrata CAI Mandello della Cresta Carbonari e con la Via del Caminetto) e, con un ultimo gruppo di tornanti fino al Rifugio Brioschi poco discosto dalla cima della Grigna Settentrionale (m. 2410).
Descrizione senso Nord - Sud
Dal rifugio Brioschi scendere velocemente sulla mulattiera segnalata con il n. 33 della via normale al Grignone puntando la sottostante Bocchetta della Bassa (m. 2144) dove si trova un ricovero di fortuna (Bivacco Merlini). Qui si abbandona la traccia che prosegue in discesa verso la Valsassina e si prosegue diritto per andare ad aggirare alla base lo Zucco dei Chignoli che da qui si presenta come un panettone erboso triangolare con il nostro sentiero che ne percorre la base sulla sua sinistra (guardando). Si prosegue la traversata sul sentiero che va via via restringendosi, innalzandosi leggermente ma senza raggiungere la vetta dello Zucco. Terminata la traversata, con una breve conversione a destra si tocca una forcelletta da cui ci si affaccia sul precipite versante di Releccio e ci si ritrova improvvisamente in un mondo di rocce calcaree in parte ricoperte di vegetazione.
Valicata la forcella ed effettuato un breve traverso a destra i segni della Traversata Alta (n.7) guidano verso una paretina che si discende con l'aiuto di alcune catene. Questo tratto va percorso con cautela, alla base della paretina si punta nuovamente diritto e si percorre una crestina di erba e sassi in discesa diagonale su un bel sentiero che sta proprio sul filo verso sud tra pini mughi e si tocca la piatta sommità dello Scudo Tremare (m.1941). Da qui una ripida discesa su erba sempre sul versante che guarda Releccio,con precipiti canaloni che puntano in direzione di Mandello del Lario, visibile in lontananza. Dapprima a destra, per evitare la parete verticale che incombe dalla vetta appena toccata, la discesa, dapprima semplice, si fa un po' più difficoltosa: si aggira uno sperone roccioso e si continua su un sentierino che rimane all'inizio in costa e poi, dopo questo tratto orizzontale, discende ancora su una paretina più semplice della precedente e ancora con l'aiuto di una corda fissa. Si giunge così proprio alla base della grande parete dello scudo Tremare e ce ne si allontana ancora in discesa su erba in direzione della larga sella della Bocchetta del Campione (detta localmente "il Buco di Grigna") che viene raggiunta al termine di una breve risalita. E' questo il punto più basso della Traversata (m. 1805). Da qui il sentiero riprende largo e comodo proprio sul filo dello spartiacque tra la Valsassina e la Val Meria (a destra una traccia scende verso il rifugio Elisa) in moderata pendenza e poi con salita più marcata fino a raggiungere una conca pietrosa alla base della severa parete nord della Grignetta. La conca viene risalita con alcuni larghi tornanti tra pietre per raggiungere nuovamente il filo di cresta in corrispondenza della Bocchetta del Giardino (m. 2004) che divide il versante di Valsassina da quello di Val Scarettone. Si ignora la traccia che scende in quest'ultimo vallone e si attacca la Cresta della Federazione, rocciosa su tracce di sentiero e poi infilandosi in un tetro canale ingombro di grossi blocchi che vengono risaliti seguendo fedelmente i bolli rossi. Qualche catena aiuta a superare un risalto e conduce a un primo terrazzino sotto una paretina che viene agevolmente risalita (ancora catene) fino a un secondo pulpito, in realtà una stretta forcella da cui si stacca a sinistra la traccia della Cresta Sinigaglia che conduce al rifugio SEM. Di fronte si erge l'ultimo salto della Grignetta, una paretina rocciosa alta una trentina di metri da risalire anch'essa con facili passaggi di I grado e con l'aiuto di altre catene metalliche. Si tocca così la vetta della Grigna Meridionale in corrispondenza del curioso Bivacco Ferrario.
Autore
- Consulta la pagina di Giovanni Consigli
Bibliografia
- Eugenio Pesci: Le Grigne Guida dei Monti d'Italia CAI-TCI, 2006
- G.C Mauri: Le Grigne - I sentieri e l'alta via Tamari editori, Bologna, 1988
- Angelo Sala: Il sentiero delle Grigne Bellavite editori, 2005
Cartografia
- Gruppo delle Grigne 1:20.000, Touring Club Italiano, 1977
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