martedì, 14 febbraio 2012
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Val Travenanzes

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Autore
Autore: 
Giovanni Consigli
Scheda
Segnavia: 

412, 402, 404, 401. 408

Foto: 
Travenanzes valley © 2007 Giovanni Consigli
Tipologia Percorso: 
Traversata
Difficoltà: 
E
Periodo Consigliato: 
Da Maggio a Settembre
Tempo Complessivo: 
6h30'
Tempo di Salita: 
2h30'
Tempo di Discesa: 
4h00'
Quota di partenza: 
1985 m
Quota di Arrivo: 
1293 m
Dislivello: 
574 m
Quota Massima: 
2331 m
Acqua: 
Torrenti
Accesso: 

Da Cortina d'Ampezzo si prende la Strada Regionale 48 del Dolomiti in direzione del Passo di Falzarego. Circa 2 km prima del Passo si arriva a una piazzola presso il Bar "Ra Nona" dove si può parcheggiare (Se si lascia l'auto all'Albergo Fiames, punto di arrivo della gita, si possono anche utilizzare i bus locali per arrivare a Ra Nona).

Introduzione

La Val Travenanzes è uno dei luoghi più incantatevoli delle Dolomiti Orientali. La natura incontaminata, il paesaggio di aspra montagna, la conformazione geologica e i ricordi della Grande Guerra ne fanno un luogo carico di interesse dove l'escursionista può trovare soddisfazione e appagamento grazie a una perfetta rete di sentieri ben segnalati. Le varianti possibili sono moltissime e consentono di raggiungere i gruppi Dolomitici entro i quali la Valle, come un grande canyon, è scavata. Il culmine della Valle, a forcella Col dei Bos è poco discosto dalla grande Strada delle Dolomiti e dal Passo Falzarego, Qui, presso il Castelletto, roccioso avancorpo della Tofana di Rozes, si trovano testimonianze impressionanti risalenti al primo conflitto mondiale. Gli effetti dello scoppio della grande mina dell'11 luglio 1916, che mandò in frantumi la Sella del Castelletto, sono tuttora visibili. così come prossochè intatte sono molte postazioni di guerra nei dintorni. Nella parte più bassa, lasciati alle spalle le Tofane e il gruppo di Fanis, la valle si va restringendo e si arricchisce di vegetazione. La Malga Travenanzes (1965 m) costituisce un ottimo punto di sosta durante l'escursione che, pur non faticosa, è molto lunga. Per godere tutta la selvaggia bellezza della Val Travenanzes è consigliabile scegliere un periodo fuori dalle ore di punta estive quando la frequentazione di questi sentieri è addirittura eccessiva. Il mese di giugno può essere considerato il periodo ideale.

Descrizione

Dallo spiazzo di Ra Nona, alle spalle dell'edificio, si va a imboccare un sentierino (cartelli indicatori) che, con salita costante e moderata in un rado bosco, rimonta il fianco della montagna fino a sboccare sulla larga carrareccia militare che sale dalla strada delle Dolomiti iniziando qualche chilometro prima del nostro punto di partenza. Seguendo questa strada, larga e comoda, si percorre una breve galleria e si continua, con pendenza più accentuata (numerose accorciatoie) puntando verso la Tofana di Rozes, la cui imponente parete va scoprendosi di fronte. Dopo alcuni tornanti e lasciato a destra il sentiero che va verso il Rifugio Dibona, il segnavia N° 412, inoltrantesi in un vasto e brullo circo proprio alla base del Castelletto, avancorpo della Tofana, prosegue tra residui di opere di guerra fino alla Forcella Col dei Bos (2331 m) in un paesaggio aspro e di grande suggestione. Da qui La Val Travenanzes si offre in una visione d'insieme spettacolare: essa appare come un grande canyon, sprofondantesi tra le catene rocciose in direzione nord-est, rinserrata tra le vertiginosi pareti delle Tofane a destra e il Monte di Laguazoi con il gruppo di Fanis a sinistra, piuttosto arida in alto e verdeggiante di prati e boschi più oltre. Poco più avanti si trova la sorgente del Rio Travenanzes, che scorre con piccole cascatelle tra le rocce e i massi dove si nascondono numerosissime marmotte. Appena dopo la forcella vi è un nuovo bivio. Si prende qui il sentiero n° 404 che si inoltra nella valle e discende discostandosi dal torrente in ambiente grandioso e solitario. Il percorso è piacevole, mai monotono e non difficile. Si lascia a destra un altro bivio che conduce, tramite la "Scala del Menighel", breve ma vertiginoso percorso attrezzato (segnavia Sentiero n° 403), al Rifugio Giussani (vedi escursione Tofana de Rozes) e si continua,costeggiando impressionanti detriti di falda, ritrovando i primi alberi, verso le distese prative dove è posto il Cason de Travenanzes (1965 m). Lo si raggiunge dove il sentiero 404 va a sboccare nella traccia segnata con il Sentiero N° 401 che proviene da Lagazuoi e Forcella Travenanzes. Qui si può sostare godendo di un panorama delizioso e idilliaco e si trova anche una fonte per dissetarsi.
Continuando la discesa, tenendosi sempre sulla destra idrografica, la valle ora più boscosa ma più stretta e intagliata a volte nella roccia, conduce con una curva più marcata verso nord-est e attraversa alcuni ghiaioni, costeggiando ancora roccioni verticali da cui precipitano fresche cascate.
La traccia procede più all'aperto, sulla destra della valle più pianeggiante con a fianco i displuvi di grandissimi ghiaioni che fanno da letto del torrente. Costeggiatili, e poi attraversato il torrente e giunti sul versante opposto, il sentiero scende ancora tra le macchie di alberi fino a ripassare il torrente presso il ponticello allo sbocco di un vallone e chiamato "In Po Ra Ola". Da qui il sentiero Sentiero N° 401 prosegue verso una radura e si trasforma in una stradina sterrata che porta verso la strada statale di Alemagna (Cortina - Dobbiaco) presso il bivio della carrareccia che sale a Ra Stua. Nell'escursione qui descritta, invece, si abbandona il solco di Val Travenanzes e si segue il sentiero Sentiero n° 408 che, ripidissimo, conduce attraverso un bosco assai fitto, alla Forcella di Posporcora (1720 m) che mette in comunicazione la Valle del Boite con la Val Travenanzes. Si scende ora su una comoda mulattiera a larghi tornanti perdendo quota rapidamente e puntando al fondovalle dove il Torrente Boite scorre impetuoso. Per attraversarlo bisogna percorrere la carrareccia di fondovalle fino nei pressi del Campeggio Olimpia. Da qui, in poche centinaia di metri lungo la strada statale, si fa rientro all'Albergo Fiames.

Autore

Bibliografia

  • Stefano Ardito: A piedi sulle Dolomiti di Cortina. Iter Edizioni, 2001

Cartografia

Galleria fotografica

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