lunedì, 28 maggio 2012
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Rifugio Grassi

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sottotitolo: 
Invernale dalla Val Biandino
Autore
Autore: 
Rita Tarussello
Scheda
Segnavia: 

sentiero n. 40

Data del rilievo: 
07/02/2010
Foto: 
Arrivo al rifugio dal Passo del Camisolo
Tipologia Percorso: 
A/R
Impegno Fisico: 
Alto
Impegno Psichico: 
Medio
Periodo Consigliato: 
Dicembre, gennaio, febbraio, marzo
Tempo Complessivo: 
7h30'
Tempo di Salita: 
4h30'
Tempo di Discesa: 
3h00'
Esposizione: 
Nord-Est
Quota di partenza: 
600 m
Quota di Arrivo: 
1987 m
Dislivello: 
1440 m
Quota Massima: 
2040 m
Pericolo Oggettivo: 
Nessuno. In caso di valanghe la strada di accesso viene chiusa.
Tratti Esposti: 
no
Acqua: 
sì, a circa 1000 m
Accesso: 

SS36 da Milano a Lecco. Prendere direzione Valsassina SP62. Alla rotonda di Ballabio girare a destra per Introbio. Al centro del paese sulla destra seguire indicazioni per la Val Biandino parcheggiando appena possibile.

Introduzione

L’escursione invernale al rifugio Grassi è generalmente praticata per la Val Biandino, a cui si accede attraverso una lunga strada agro-silvo-pastorale che diparte da Introbio (m 587) in Valsassina.
In estate è possibile accorciare il percorso portandosi con l’auto fino al parcheggio posto a sinistra appena prima di attraversare il primo ponte sul torrente Troggia, 150 m di dislivello più in alto. In inverno è necessario salire a piedi o con un fuoristrada.

Descrizione

La salita avviene in una stretta valle dapprima sul lato destro idrografico del torrente fino al ponte suddetto, dove nei pressi di una sbarra si prende un sentiero sulla destra che taglia alcuni tornanti. Dopo dieci minuti circa si ritrova la strada e appena dopo una fontana. Poco più avanti si incontra nuovamente un ponte che riporta sulla sinistra del torrente. Si supera un agriturismo e più avanti una costruzione dedicata al capitano Pietro Magni.
La strada si fa un po’ più ripida e dopo qualche tornante raggiunge la Bocca di Biandino (1493 m).
Finalmente la stretta valle, percorsa interamente in ombra, fa posto a un magnifico pianoro contornato da monti innevati: siamo nella Val Biandino. A sinistra è posto il rifugio Tavecchia (1496 m), a destra il rifugio Bocca di Biandino, di fronte le tracce sulla neve proseguono dritte per il rifugio Madonna della Neve e per il rifugio Santa Rita.
Di fronte al rifugio Tavecchia, nei pressi di un ponticello di legno che attraversa il torrente Troggia, si trovano le indicazioni per il rifugio Grassi.
Ora il sentiero si inerpica serpeggiante e ripido dentro un bosco di larici, da cui esce a quota 1688 presso la casa alpina Pio X. Qui il pendio si fa più dolce ed è possibile osservare buona parte del sentiero di salita che, più o meno ripidamente, prosegue in direzione sud est fino al Passo di Camisolo (2040 m). Poco prima si comincia a intravvedere la punta del Pizzo Tre Signori, incontrastato re della zona.
Giunti al Passo si è ormai in vista del rifugio, posto poco più sotto (1987 m) in un ambiente suggestivo e di grande effetto.
Il rifugio Grassi è gestito da una giovane coppia (Anna e Peter Bortoletto) ed è noto per la grande ospitalità dei rifugisti nonché per la cucina genuina ed appetitosa.
Per la discesa utilizzare il percorso di salita.

Galleria fotografica

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Grassi da Giuseppe Mancini