mercoledì, 19 giugno 2013
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www.inalto.org, sci-alpinismo

Valgerola skialp

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Autore
Autore: 
Marco Bonati
Scheda
Data del rilievo: 
24/02/2013
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
MS
Periodo Consigliato: 
inverno
Tempo Complessivo: 
3h30'
Dislivello: 
946 m

INTRODUZIONE
Gita molto particolare e decisamente di ripiego per le giornate di maltempo o con pericolo valanghe molto elevato. Il tracciato si svolge quasi del tutto su pista forestale attraverso una splendida abetaia, lontano dal traffico, sul versante opposto della valle rispetto alla strada carrozzabile; il tratto terminale si percorre a margine delle piste della piccola stazione sciistica di Pescegallo. In questa località, in contrasto con le vigenti leggi della Regione Lombardia, è consentito ufficiosamente risalire i bordi delle piste prestando naturalmente la massima attenzione alle manovre dei discesisti. Inoltre, in caso di copiose nevicate in corso (e di conseguente scarso affollamento), le piste non vengono battute e i tracciati si trasformano in un terreno ideale per gli scialpinisti. Il percorso - di buon dislivello - è ben noto e molto frequentato dai locali come allenamento alle gare.

DESCRIZIONE
Dal parcheggio 1045m si va ad imboccare la pista forestale che si stacca dalla provinciale fra la stazione funiviaria ENEL e il torrente Bitto di Gerola; la traccia sale in breve a raggiungere un lungo traverso che si addentra provvisoriamente in Valle della Pietra prima di retrovertere tornando definitivamente nella valle principale. Oltrepassato un ponte su di una conduttura idroelettrica, pianeggiando, si raggiungono le prime case di Fenile 1253m: da qui parte la maggior parte degli escursionisti su questo percorso. Si prosegue nella medesima direzione affiancando con regolarità le strutture estive di un percorso-vita; dopo un ponticello che evita un guado spesso non sufficientemente innevato, una serie di ripide curve fa guadagnare quota prima del rettilineo che introduce agli ampi spazi dei pascoli di Pescegallo 1454m. Ci si avvicina alla stazione della seggiovia e, dopo aver risalito brevemente il margine destro della pista (pista "Rocca", rossa), si individua sull'altro lato la traccia di servizio per il battipista e gli escursionisti (ammessi pedoni, slittini, racchette e pelli di foca): la si segue lungo i numerosi tornanti cogliendo l'occasione per individuare itinerari alternativi alla pista per la discesa. La salita termina all'arrivo nell'anfiteatro terminale della Valgerola: una piccola stazione meteo anticipa le strutture di Salmurano, rappresentate da seggiovia, skilift e Rifugio 1750m. Seguendo il percorso dello skilift, in poche centinaia di metri, se ne raggiunge la stazione a monte 1991m. Se si è scelta questa gita per condizioni nivo-meteorologiche sfavorevoli, risulta fortemente sconsigliabile proseguire sia sulla destra verso il Passo Salmurano 2017m sia verso sinistra al Passo dell'Avaro (non cartografato) per consistenti pericoli di valanga.
Il ritorno avviene lungo il percorso di andata, tenendo presente che normalmente ogni più piccolo spazio di questa area può venire percorso in "fuoripista" con ragionevole margine di sicurezza.

Passo di Sona

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Autore
Autore: 
Marco Bonati
Scheda
Data del rilievo: 
10/02/2013
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
MSA
Attrezzatura: 
normale da sci-alpinismo
Periodo Consigliato: 
gennaio, febbraio, marzo, aprile
Tempo Complessivo: 
5h45'
Dislivello: 
1060 m

INTRODUZIONE
Gita di lungo percorso, semplice, pochissimo conosciuta e da percorrersi solo quando i pendii siano già scaricati. Al rilassante e panoramico fondovalle segue, dopo la risalita di un facile dosso, il percorso di un vastissimo e splendido altopiano compreso fra le Cime di Lemma Orientale e Occidentale, a margine della ondulata cresta di confine col ramo di Val Brembana facente capo alla stazione sciistica di San Simone.

DESCRIZIONE
Dal piazzale presso la Biorca 1140m si inizia a percorrere la pista forestale che si inoltra in Valle Corta, seguendo il torrente fino ad un ponte pedonale che lo attraversa. Sull'altra riva, lungo il passaggio obbligato di uno stretto sentiero, ci si porta ai prati della Contrada Barbera 1298m, e li si risale fino alle baite di Sciucada 1415m; qui si ritrova la pista forestale (che aveva fatto un ampio e devastante giro nella foresta di abeti dell'altro versante) e la si segue molto lungamente sorpassando poche baite isolate e - sulla destra - la deviazione per il Giardino Botanico del Parco delle Orobie. Giunti alle costruzioni e alla teleferica di Sona Bassa 1582m, la pista si trasforma in sentiero e prosegue con tracciato meno regolare: oltre la baita di Lemma Bassa 1691m si attraversa un vasto pendio proprio nella zona di accumulo delle valanghe scivolate dal soprastante Pizzo della Scala 2427m. In questa posizione si deve trovare il ponte di neve corrispondente al guado estivo del sentiero per la casera di Lemma Alta 1986m; una serie di comode serpentine risale il ripido dosso fino a portarsi in vista della casera: da qui si traversa a sinistra in direzione del poco distinto Passo di Lemma (localmente "Pas de Carnera") 2137m fino a raggiungere l'altopiano che costituisce la testata della Valle di Lemma. Seguendo il percorso più comodo (necessaria ottima visibilità) ci si dirige ora verso Ovest in direzione del Passo di Sona 2200m circa (senza nome nè quota e mal rappresentato sulla cartografia): ampia e vasta sella nevosa compresa fra le minime elevazioni della Cima di Lemma Occidentale ("Piz de Cavisciöla") 2266m a sinistra e i canaloni rocciosi del Pizzo del Vallone 2249m a destra.
Ritorno per la via di andata, con velocissime scivolate lungo il fondovalle.
Oppure è possibile completare il giro del Pizzo del Vallone lungo questo itinerario:http://www.inalto.org/relazioni/sci-alpinismo/passo_di_sona, con maggiore necessità di neve abbondante e pendenze più accentuate.

Monte Ponteranica Centrale

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Autore
Autore: 
Marco Bonati
Scheda
Data del rilievo: 
03/02/2013
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
BS
Pendenza max: 
35°
Attrezzatura: 
normale da scialpinismo
Periodo Consigliato: 
gennaio, febbraio, marzo
Tempo Complessivo: 
4h00'
Dislivello: 
918 m

INTRODUZIONE
Gita classica che affianca la vicina e più popolare salita al Monte Salmurano, ma in ambiente più suggestivo e con percorso più tecnico e divertente. Necessita di neve ragionevolmente sicura (molto da valutare localmente in caso di pericolo valanghe 3/5). Grandissimo panorama su tutta la cerchia delle Alpi Retiche. NOTA. Della zona non esiste cartografia recente, e il poco reperibile è sommario e schematico con scarsità di toponimi.

DESCRIZIONE
Dal piazzale di parcheggio 1454m ci si dirige verso la stazione della seggiovia, ma, nei pressi di un ponte sul torrente e di un ultimo edificio (ex-albergo), si prende verso sinistra una stradina innevata e si comincia a risalirla. Dopo poche decine di metri, in corrispondenza di un vasto pendio (ex-pista non più battuta), la si abbandona e si comincia a dirigersi con vari traversi a zigzag verso le due baite della Casera Pescegallo. Alle spalle delle costruzioni si imbocca la pista forestale per il Lago Pescegallo. Una serie di ampi tornanti consente di risalire il pendio radamente boscoso: oltrepassato un ampio vallone e alcuni paravalanghe, si affianca la Casera Pescegallo Lago e si arriva in vista delle costruzioni della diga ENEL 1839m. Appena prima di raggiungerle si devia a destra in comoda salita sugli aperti pendii diretti verso il Monte Salmurano; guadagnate alcune decine di metri di quota, ci si dirige verso sinistra portandosi paralleli al lato occidentale della conca del lago (in inverno quasi sempre vuoto). Si traversa - ancora a sinistra - sotto le pareti rocciose della Cima Pescegallo 2328m e si prosegue risalendo con attenzione i ripidi pendii di un dosso-costone fino a raggiungerne il culmine all'imbocco del vallone di Ponteranica. In ambiente molto suggestivo, fra grossi massi ricoperti di neve, si prosegue verso un avancorpo che sembra chiudere la valle: aggiratolo sulla destra, si raggiunge una vasta conca circondata dalle vette dei Ponteranica (da destra Ponteranica Occidentale, il Dentino, Ponteranica Centrale e Ponteranica Orientale). Si segue un facile piano inclinato verso sinistra che, oltrepassata una valletta proprio alla base delle rocce di cresta, in pochi metri raggiunge una bocchetta senza nome esattamente interposta fra Monte Ponteranica Orientale 2378m e Monte Ponteranica Centrale 2372m. Lasciati gli sci, risulta semplice seguire la cresta di destra per poche decine di metri fino alla vetta Centrale.
Discesa lungo il percorso di andata. Con neve favorevole, si può percorrere un canalone diretto sotto la Cima Pescegallo, posto a fianco (Ovest) del dosso-costone salito all'andata.

Col de Crête Seche

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Autore
Autore: 
Giancarlo Beretta
Scheda
Data del rilievo: 
24/03/2012
Foto: 
colle e mont gelè
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
MS
Periodo Consigliato: 
gennaio,febbraio,marzo,aprile
Dislivello: 
1204 m
Distanza percorsa: 
12,32 km

Introduzione

Questa escursione raggiunge un panoramico colle confinante con la Svizzera e situato sullo spartiacque compreso tra i Dents d’Oyace ad ovest e la Trouma des Boucs ad est. La salita inizia con l’attraversare una bella zona boschiva per giungere su pendii sempre più aperti con alcuni brevi tratti un po’ sostenuti al limite con la difficoltà indicata. Bello è il colpo d’occhio una volta giunti nella conca del Plan de la Sabbia e quello dal colle verso il vicino Mont Gelé, il Grand Combin e la vallata che scende in territorio elvetico. Vista l’esposizione a sud di gran parte dell’itinerario è possibile, in stagione avanzata, che si debbano portare gli sci nello zaino per parte della poderale. L’escursione è da intraprendere con neve ben assestata per pericolo di scariche nel pendio tra la strada ed il rifugio e nel canale che porta al colle; per la salita possono essere utili i coltelli.

Bocchetta della Zocapèl

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Autore
Autore: 
Marco Bonati
Scheda
Data del rilievo: 
11/03/2012
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
BSA
Attrezzatura: 
Normale da scialpinismo + rampant
Periodo Consigliato: 
marzo, aprile, maggio
Tempo Complessivo: 
2h30'
Dislivello: 
545 m

INTRODUZIONE
Gita che, presa a sè stante, risulta una meta di mezza giornata da iniziare presto e concludere prima che il firn ceda. In realtà si tratta di una variante di accesso italiana alla normale svizzera al Pizzo Suretta: è un vallone a tratti molto ripido - e nell'alto anche stretto - che accede alla linea di confine nei pressi dei Laghi Azzurri, per poi proseguire fra Mittler-Schwarzhorn e Inner-Schwarzhorn fino al Surettajoch. La zona è molto battuta dai venti da nord e spesso il canale di accesso alla bocchetta risulta ghiacciato. Vasto panorama sia verso l'Italia (Valle Spluga, Madesimo e i loro monti)che verso i Grigioni della Valle del Reno ("Dolomiti di Splügen", Platta).

DESCRIZIONE
Dai parcheggi si torna lungo la strada fino alle prime case isolate di Montespluga 1905m, non lontano dal ponte-viadotto sul lago artificiale. Qui si sale sui pendii a sinistra che si rimontano con attente diagonali fino a portarsi su di un terrazzo nei pressi di alcuni piccoli paravalanghe: a questo punto il percorso risulta evidente. Si prosegue nel vallone intervallando tratti ripidi a zone più riposanti fino a raggiungere l'anfiteatro terminale ai piedi del Pizzo della Casa: si volge nettamente ad est (possono essere visibili i segnali del sentiero estivo) ad imboccare il destro di due pendii-canale. Il vento costante e l'eventuale scarsità di neve possono lasciare scoperte placche di ghiaccio: fare attenzione all'esposizione sottostante.
Ormai si è raggiunta la Bocchetta della Zocapèl 2450m circa: un altopiano sassoso piuttosto vasto e desolato che ospita i Laghi Azzurri, presso la linea di confine italo-svizzera coincidente in questa area col displuvio fra Mare Mediterraneo e Mare del Nord.
Ritorno per la via di andata.

Col Serena

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Autore
Autore: 
Giancarlo Beretta
Scheda
Via: 
da Mottes
Data del rilievo: 
12/03/2012
Foto: 
al colle
Tipologia Percorso: 
Parzialmente Circolare
Difficoltà: 
MS
Periodo Consigliato: 
gennaio, febbraio, marzo, aprile
Dislivello: 
870 m
Distanza percorsa: 
10,82 km

Introduzione

Classica gita sci alpinistica della Valle d’Aosta dove si sale, e si scende, su bei pendii panoramici mai troppo ripidi; sul percorso si incontrano alcuni alpeggi e, superato il rado bosco, larghi pianori panoramici intervallati da dolci ondulazioni. La frequentazione fa sì che la traccia sia quasi sempre presente sull’itinerario dove, in caso di manto nevoso instabile, bisogna prestare attenzione nella parte alta dove scaricano i ripidi versanti delle cime circostanti.

Fenêtre d’en Haut

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sottotitolo: 
Col de Fonteite
Autore
Autore: 
Giancarlo Beretta
Scheda
Data del rilievo: 
04/03/2012
Foto: 
verso il vallone che adduce al colle
Tipologia Percorso: 
Parzialmente Circolare
Difficoltà: 
MS
Periodo Consigliato: 
dicembre, gennaio, febbraio, marzo
Dislivello: 
1164 m
Distanza percorsa: 
15,32 km

Introduzione

La Fenêtre d’en Haut, conosciuta anche come Col de Fonteinte, è una dei tanti valichi che permettono il passaggio dall’Italia verso la Val Ferret in territorio elvetico. Questa salita si svolge nel bellissimo vallone che porta al Colle del Gran San Bernardo alternando la salita, a seconda dell’innevamento, sia sui pendii mai troppo ripidi che su brevi tratti di strada. L’escursione può essere presa in considerazione quale valida alternativa agli itinerari, molto più gettonati, della zona Mont Fourchon essendo appunto sempre meno frequentata; la traccia si trova quasi sempre ben battuta sino ai pressi delle baite di Baou mentre oltre può essere che non lo sia ma l’itinerario è comunque logico e ben evidente.

Col du Tour Noir

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Autore
Autore: 
Giancarlo Beretta
Scheda
Data del rilievo: 
03/03/2012
Foto: 
ultimi metri
Difficoltà: 
MSA
Periodo Consigliato: 
febbraio, marzo, aprile
Dislivello: 
1027 m
Distanza percorsa: 
21,57 km

Introduzione

Questa salita si caratterizza sia per un dislivello normale che consente di raggiungere una quota elevata sia per l’entusiasmante discesa che si sviluppa in oltre 2300 m di dislivello; l’escursione si svolge in ambienti grandiosi di alta montagna nel comprensorio di Chamonix dapprima sul vasto ghiacciaio di Argentiere e successivamente su una sua diramazione, il ghiacciaio di Amethystes, passando in rassegna alla sequenza delle più impegnative pareti nord del comprensorio: Aiguille du Triolet, les Courtes, les Droites ed Aiguille Verte; le pendenze non sono mai eccessive ma, all’andata, bisogna prestare attenzione ad eventuali crepacci e blocchi di ghiaccio sia sulla ripida discesa dall’abbandono della pista da sci sino al fondo del ghiacciaio che sulla parte superiore dell’itinerario nei pressi delle seraccate. La terminale al colle è, di solito, ben accessibile e una volta raggiunta la sommità il panorama diventa ancor più eccezionale estendendosi in territorio svizzero con prospettive inusuali su Grand Combin, Crevino ed i numerosi 4000 di Zermatt. Per la salita possono essere utili i coltelli sui pendii adiacenti alle due seraccate mentre per il ritorno bisogna prestare molta attenzione alla parte bassa del ghiacciaio d’Argentiere dove il superamento delle zone seraccate richiede una buona capacità di valutazione dei passaggi che sono comunque stretti. Un’informazione senz’altro utile può essere che sul ghiacciaio d’Argentiere, sotto la nord dell’Aiguille Verte, si trova un posto di chiamata di soccorso alimentato con pannelli solari ben visibile per il piccolo traliccio su cui sono montati questi ultimi funzionante nel periodo invernale durante la chiusura del rifugio.

Col Fenêtre

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Autore
Autore: 
Giancarlo Beretta
Scheda
Via: 
da Vetan per il vallone di Verrogne
Data del rilievo: 
08/02/2012
Foto: 
col fenetre e mont fallere
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
MS
Periodo Consigliato: 
gennaio,febbraio,marzo,aprile
Dislivello: 
1122 m
Distanza percorsa: 
15,19 km

Introduzione

Lunga escursione (oltre 15 km tra salita e discesa) con la quale si risale il vallone di Verrogne in tutta la sua interezza passando tra numerosi dossi e da un bel rifugio in fase di ultimazione; raggiunto poi il colle il panorama è veramente bello sia sul vallone di salita sia sul versante opposto dove si trova il vallone del Mont Flassin e, più a nord, le cime del comprensorio della zona del Gran San Bernardo. Le difficoltà si possono incontrare nei traversi iniziali sulla stradina e nella risalita dell’ultimo ripido tratto verso il colle dove possono essere utili i coltelli anche in caso di pendio non ghiacciato. Al ritorno, a parte il primo ripido tratto, si cercano in seguito i pendii migliori tra i vari dossi per evitare di dover spingere in alcuni brevi tratti e, volendo prolungare un po’ la discesa, si può scendere ancora oltre la stradina dell’andata per prendere un’altra stradina che si trova anch’essa sulla destra. Da questa si contorna ancora la fiancata della montagna e, raggiunta la pista di fondo, si passa sotto un alpeggio e si raggiunge infine il boschetto dove si trova il parcheggio.

Becca di Pré d'Ament - Il Sigaro

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sottotitolo: 
colletto quota 2793 m
Autore
Autore: 
Giancarlo Beretta
Scheda
Data del rilievo: 
25/01/2012
Foto: 
la guglia del sigaro
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
MS
Periodo Consigliato: 
Dicembre, Gennaio, Febbraio, Marzo, Aprile
Dislivello: 
1007 m
Distanza percorsa: 
13,47 km

Questa salita è gettonatissima dagli escursionisti invernali per gli incantevoli pendii superiori su cui si sviluppa e per il bellissimo panorama che si gode sul gruppo del Rutor; infatti, superato il primo tratto degli alpeggi, ci si apre davanti un ampio e splendido vallone contornato da belle cime che racchiudono innumerevoli dossi immacolati mai eccessivamente ripidi. Gli eventuali pericoli si trovano nel percorrere la stradina che costeggia dall’alto il lago di Beauregard; in questo tratto la presenza di coni di valanghe possono rendere problematico il loro attraversamento per la forte esposizione sui corti pendii ripidi. Per il resto l’escursione si svolge in un ambiente che trasmette rilassatezza e senso di pace.

Descrizione

Dalla diga si imbocca la stradina che in piano costeggia a mezzacosta il sottostante lago di Beauregard superando alcune piccole slavine che, a volte, creano coni nevosi da superare con traversi brevi ma esposti. Dopo qualche minuto si arriva ad una piccola galleria che si attraversa e, subito dopo, si svolta decisamente a destra per rimontare il breve pendio che la sovrasta arrivando ad una stradina (questa si raggiunge anche proseguendo diritti dopo la galleria e al primo bivio si devia a sinistra); si percorrono alcuni tornanti e, superato un bivio, si raggiungono le vicine baite ben visibili al di sopra sulla destra. Rimontato dunque il breve pendio si lasciano alla sinistra le baite di Rocher (1896 m) e si risale il ripido pendio alle spalle di esse per poi tenere la destra e, con una salita diagonale, raggiungere le panoramiche baite di Prariond (2045 m). Continuando ancora la salita nella stessa direzione si arriva in vista di una chiesetta che non si raggiunge ma, piegando a sinistra, si arriva alle baite di Bois (2140 m). Qui si rimonta il pendio soprastante spostandosi gradatamente verso sinistra sino a raggiungere l’alpeggio di Catin (2309 m); a questo punto il vallone si apre in tutta la sua vastità e, con la pendenza che ora diminuisce sensibilmente, ci si inoltra in esso dirigendosi verso i numerosi dossi della sua parte alta. Questi si raggiungono dopo un tratto in leggera pendenza e si superano sia direttamente che passando nei punti di minor pendenza avvicinandosi sempre più alla ormai ben visibile sagoma del “sigaro”. Ancora un paio di dossi da superare e, piegando leggermente a destra, si arriva al colletto appena sotto la guglia.