sabato, 11 febbraio 2012
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Rifugi

Rifugio Benigni

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Autore
Autore: 
Marco Bonati
Scheda
Segnavia: 

rosso/bianco

Data del rilievo: 
11/10/2011
Foto: 
Da sx: M.Disgrazia, P.Roseg, M.Scerscen, P.Bernina, Cresta Guzza, P.Argent, P.Palù
Tipologia Percorso: 
Circolare
Difficoltà: 
E
Periodo Consigliato: 
maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre
Tempo Complessivo: 
4h30'
Dislivello: 
768 m

INTRODUZIONE
Sicuramente non si tratta dell'itinerario più breve e logico per raggiungere il rifugio, ma permette un "giro turistico" molto esaustivo nella conoscenza dei vari ambienti dell'alta Val Gerola. Si passa dai pascoli alle dighe, ai laghi naturali, fra pietraie e guglie rocciose, con anche la possibilità di incontrare branchi di stambecchi.

DESCRIZIONE
Da Pescegallo 1454m, a fianco della stazione della seggiovia, ci si dirige a destra verso una baita isolata dove alcune segnalazioni ci indirizzano nella soprastante abetaia. Risalitala con alcuni tornanti, si raggiunge la baita del Dossetto all'imbocco della solitaria Val Tronella; oltrepassato il fondovalle, si percorre a tornanti il versante alla base del Pizzo di Tronella per portarsi poi in piano al poggio del Pich 1835m con baita e micro-laghetto. Una larga mulattiera più o meno pianeggiante (risalente ai tempi dei lavori idroelettrici) consente di avvicinarsi rapidamente al Lago di Trona 1805m, ma, senza raggiungerlo, all'inizio della discesa - al bivio nella pietraia - si volge a sinistra per un lungo traverso ascendente a mezzacosta sopra il medesimo Lago di Trona e il contiguo Lago Zancone. Dopo un incremento della salita, un nuovo bivio ci fa lasciare a destra la traccia per il Lago Rotondo indirizzandoci alla visibile Bocchetta di Val Pianella 2224m: ci troviamo al confine fra le province di Sondrio e Bergamo. Il sentiero, ormai pianeggiante, percorre il bordo di una conca sassosa per poi imboccare la parte terminale di un incassato canalone (senza nome sulle carte, detto "di Val Pianella", che termina nel ripiano pascolivo della baita del Piano 1855m). La traccia - molto sassosa e a tratti franosa - si sposta verso Nord fino a convergere nel percorso proveniente dalla Val Brembana: poche decine di ripidi metri e ci si ritrova sull'ampia spianata del Lago dei Piazzotti 2224m e del Rifugio Benigni 2222m. Prima di intraprendere la discesa è conveniente raggiungere - verso nord - un poggio panoramico verso la Valtellina attrazzato con una tavola identificativa dei monti all'orizzonte. Si torna sui propri passi a riprendere il sentiero che scende in Val Brembana: è molto ripido e con sassi mobili - specialmente lungo uno stretto canale di un centinaio di metri - fino a raggiungere un bivio. Si prende a sinistra una traccia a mezzacosta lievemente ascendente diretta allo stretto valico del Passo di Salmurano Occidentale 2017m. Di nuovo sul versante valtellinese, in breve si raggiugono le strutture a monte della stazione sciistica di Pescegallo 1991m, e, seguendo sul pascolo la linea dello skilift, si scende al Rifugio Salmurano 1750m. Due le possibilità per tornare al punto di partenza: seguire la pista di servizio agli impianti (più comoda, ma lunga) oppure portarsi verso sinistra a percorrere il tracciato della Pista Rocca (più breve, ma ripida e sassosa nella parte alta).

Rifugio Barbustel

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Autore
Autore: 
Massimo Martini
Scheda gita
Data della gita: 
15/01/2012
Relazione Gita: 
Rifugio Barbustel
Via: 
da Mont Blanc per il Col de la Croix
Foto: 
Al rifugio! ©2012 Massimo Martini
Difficoltà: 
WT2
Tempo Complessivo: 
4h00'
Dislivello: 
816 m
Distanza percorsa: 
9,80 km
Avvistamenti
Affollamento: 
Molto affollato
Condizioni
Condizioni meteo: 

sereno

Condizioni neve: 
discontinua sino al Lac Muffé, poi continua con constistenza variabile
Scala di pericolo: 
1 - debole

Rifugio Fonda Savio - Cadini di Misurina

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Autore
Autore: 
Giovanni Consigli
Scheda gita
Data della gita: 
10/12/2011
Relazione Gita: 
Giro dei Cadini di Misurina

Rifugio Barbellino

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Autore
Autore: 
Sergio Santini
Scheda gita
Data della gita: 
15/11/2011
Foto: 
Rifugio Barbellino
Difficoltà: 
E

Giass della Mosche Rif. Remondino

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Scheda gita
Data della gita: 
16/08/2009
Foto: 
rifugio Remondino
Avvistamenti
Avvistamenti faunistici: 

stambecchi, ermellino

Rif. Quintino Sella M. Losetta

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Scheda gita
Data della gita: 
09/08/2010
Via: 
tour del Monviso
Foto: 
In vetta alla Losetta con i Biker
Difficoltà: 
E
Tempo Complessivo: 
6h30'
Dislivello: 
1737 m
Distanza percorsa: 
22,63 km
Avvistamenti
Affollamento: 
Discreto
Condizioni
Condizioni meteo: 

buone

Condizioni sentiero: 
buono
Condizioni segnaletica: 
buona

Rifugio Gastaldi Punta Adami

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Autore
Autore: 
Sergio Santini
Scheda gita
Data della gita: 
10/11/2011
Difficoltà: 
F-
Tempo Complessivo: 
3h00'
Dislivello: 
620 m
Distanza percorsa: 
5,75 km
Condizioni
Condizioni meteo: 

nuvoloso

Alta Via N. 1 delle Dolomiti, tappe nn. 1,2,3

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sottotitolo: 
Dal Lago di Braies al Rifugio Lagazuoi
Autore
Autore: 
Giovanni Mazzolani
Scheda
Via: 
dal Lago di Braies, Pragser Wildsee
Segnavia: 

1, 6, 7, 10, 11, 20b, 20, Alta Via N. 1

Data del rilievo: 
18/07/2007
Foto: 
Fanes e Tofane dal Rifugio Lagazuoi
Tipologia Percorso: 
Traversata
Difficoltà: 
E
Periodo Consigliato: 
15 giugno, 15 settembre
Durata: 
4 giorni
Tempo Complessivo: 
15h30'
Dislivello: 
2252 m
Distanza percorsa: 
29,00 km

Introduzione
Siamo giunti al Lago in autobus provenienti da Cortina d'Ampezzo, con cambio a Dobbiaco. a Cortina abbiamo lasciato l'auto per il ritorno. Sono circa le 11 e fa caldo. Perdiamo un pò di tempo per trovare il sentiero che si trova sulla destra del Lago.

Relazione

1° GIORNO Domenica 15 luglio
Il sentiero n. 1 inizia salire e diventa sempre più ripido. Il lago occhieggia sempre im mezzo ai baranci, quasi a ricordarci che la meta è lontana. Finalmente cessa la vegetazione, in uno scenario di enormi massi la porta Sora al Forn e più sotto il rifugio Biella.Un gruppo di giovani spagnoli ci supera. Li troveremo al rifugio. La Domenica parte il tour dell'Alta Via. Il rifugio è affollato. Le guide consigliano il menù e lo stile di vita per i giorni successivi.
Tempo impiegato ore 5, previsto 3,30. Dislivello salita 921 m., discesa 101 m.,6,7 km.

2° GIORNO Lunedì 16 luglio
Per la comoda stradina segnata con il n. 6 il sentiero scende dolcemente per 5 km. al Rifugio Sennes (ore 1,15). Nel vasto Pian della Lasta una famiglia di maialini ci accoglie, e per un pò ci segue.In fondo al Pian il sentiero (sempre n. 7) lascia a sinistra per il Rifugio Fodara Vedla. Infine imbocca lo stretto canalone che divalla rapidamente, gli ultimi tornanti in cemento sono sdrucciolevoli per il ghiaino che si deposita, giunge al Rifugio Pederù (ore 1,30 dal Rifugio Sennes).Ci fermiamo per uno spuntino, fa caldo davanti a noi la scorciatoia del sentiero n.7 che porta al piano dove si trovano il Rifugio Lavarella e Fanes. Molte persone salgono, è ripido e decidiamo di di chiamare la jeep del Rifugio Lavarella dove pernottiamo.
Tempo impiegato ore 2,45, previsto 2,30. Dislivello salita 70 m., discesa 846, 7,6 km.

3° GIORNO Martedì 17 luglio
Abbiamo deciso di spezzare la terza tappa nella programmazione della gita. Attraversiamo il piano, percorso da numerosi rivoli di acqua, che ci separa dal Rifugio Fanes (ore 0,20). Si prende la stradina segnata con il n. 10/11 che, superati in salita tre stretti tornanti, si immette sul pianoro lunare che conduce al Passo di Limo e al Lago di Limo. Prima del lago a sinistra il sentiero n. 10 porta in Val di Fanes e a Cortina d'Ampezzo. Si continua a destra con il segnavia n. 11 a Malga Fanes Grande (ore 0,55 dal Rifugio Fanes). Superata la malga ci troviamo sul Gran Pian dove ci sono cavalli al pascolo. Finisce la stradina bianca e inizia il sentiero 20b che sale deciso alla Forcella del Lago 2486 m.(ore 2,1o da Malga Fanes)fra la Torre del Lago e la Cima Scotoni. La forcella e affollata, non c'è un sasso per sedersi, poi fa freddo, un vento gelido. Inizia la discesa con stretti tornanti (costruiti e rafforzati con tronchi di alberi dal servizio sentieri della provincia di Bolzano). Siamo al Lago Lagazuoi 2182 m. (ore 0,50 da Forcella del Lago). Le guide dei sentieri indicavano la discesa come un ripido ghiaione franoso. Dopo il lago giriamo a destra per scendere al Rifugio Scotoni. Il sentiero scende per ripidissini scalini in legno con a destra il monte e a sinistra il ruscello che precipita fragoroso fino al piano dove si trova il Rifugio Scotoni (0,30 dal lago).
Tempo effettivo ore 4,30, previsto 3,20. Dislivello in salita 584 m., in discesa 643 m., 10,2 km.

4° GIORNO Mercoledì 18 luglio
Dal Rifugio Scotoni ripercorriamo in salita il sentiero fino al Lago Lagazuoi (ore 0,40 dal Rifugio Scotoni). Il sentiero n. 20 percorre la suggestiva Monte de Lagazuoi, con il Gruppo di Fanis a sinistra a numerosi residui bellici, fino a Forcella Lagazuoi 2573 m. Da questa si sale al Rifugio Lagazuoi 2752 m. (ore 2,30 dal Lago Lagazuoi).

Pernottiamo al rifugio per vedere la storica alba a 360°. Sono le 5 del mattino. Albeggia ma la foschia impedisce la visibilità. Scendiamo in funivia al Passo Falzarego, e in bus a Cortina d'Ampezzo.

Rifugio Malghera

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Autore
Autore: 
Franco Franzini
Scheda
Data del rilievo: 
05/11/2011
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
E

Visitate il sito :http://www.rifugiomalghera.it/webcam.html

Rifugio Frassati

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Scheda gita
Data della gita: 
31/10/2011
Relazione Gita: 
Rifugio Piergiorgio Frassati
Segnavia: 

(10), AV1

Foto: 
Il col de Malatra dal rifugio
Difficoltà: 
E
Tempo Complessivo: 
5h00'
Dislivello: 
890 m
Distanza percorsa: 
14,82 km
Avvistamenti
Affollamento: 
Poca gente
Condizioni
Condizioni segnaletica: 
Difettosa all'inizio

Al parcheggio tra le indicazioni c'è quella del sentiero 10, ma poi le indicazioni per questo sentiero (che poi è un tratto dell'alta via n.1) scompaiono.
Fatti pochi metri si arriva al cartello di divieto di transito ed a un bivio.
Bisogna proseguire sull'interpoderale di destra.
Se si continua per il fondovalle (si trovano i segnali del col serena, n.9) poco male.
Si prosegue sino in fondo al vallone dove si trovo un gruppo di case, prima di raggiungerlo si devia a destra verso il torrente che si può attraversare su due tronchi o su un bel ponte un centinaio di metri più a monte.
Si raggiungono così i ruderi di un alpeggio alle spalle del quale si incontrano delle tracce che verso sinistra permettono di superare un ripido pendio erboso, limitato da un erto canalone dove scorre un torrente.
Poco sopra si incontra il sentiero segnato dell'alta via, poco prima di un ponte.