Rifugi incustoditi
Rifugio Schiazzera
Da Vervio si sale fino Alla località di Susen o se si ha un buon fuoristrada si può arrivare anche sotto il rifugio. A piedi ci vuole circa 1 ora e mezza, si può seguire la strada o il vecchio sentiero, l'ultimo pezzo è stato rifatto alcuni anni fà ed è molto in piedi. Si ha una ottima veduta delle prealpi e ci troviamo ai piedi del Massuccio. Questo rifugio è meta di molti escursionisti, viene usato dalla sez. del CAI di Sondrio quale base di appoggio per escursioni nella seconda domenica di settembre. E' gestito dai volontari dell'OMG, aperto nei weekend di settembre. Dal Rifugio in circa un'ora si arriva al Lago di Schiazzera, passando prima dal Lago di Fusino su di una vecchia mulattiera usata durante la prima guerra.
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Rifugio Garzonera
Introduzione
È un vecchio stabile dell’Alpe di Prato ristrutturato dalla SAT Ritom ed è posto in una meravigliosa conca al limite del bosco di larici e abeti, protetto dalle superbe vette del Poncione di Sambuco e Tremorgio e dai pizzi Massari e Sassello. Lo sguardo spazia verso il massiccio del Gottardo e la regione di Piora, ricordando all’escursionista di trovarsi sulla via delle genti, da sempre ricca di storia e leggenda. Grazie alla sua posizione geografica è raggiungibile anche con le pelli di foca fino a primavera. Durante la stagione estiva sono apprezzate le traversate verso le altre capanne della regione.
(tratto dal sito della SAT Ritom)
Il rifugio non è presidiato, occorre chiedere la chiave alla signora che lo gestisce. Dispone di cucina a gas e cucina economica a legna, 20 posti letto, e sala da pranzo, il tutto in un unico locale.
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Rifugio Vittorio Raffaele Leonesi
Bella salita in un ambiente stupendo. Raggiunta Ceresole Reale si prosegue sino alla fine del lago artificiale, quindi si svolta a sinistra e si raggiunge la sponda opposta del lago (dx orografica). La strada costeggia tutto il lago ma bisogna parcheggiare all'inizio essendo chiusa al traffico. Si percorre la strada asfaltata per circa 3 km. fino a giungere alla freccia segnavia che indica Rifugio Leonesi. Si sale a dx nel bosco per un bellissino sentiero che alterna tornanti a tratti pianeggianti. Si continua a salire nel bosco fino a circa 2000 m. quando si esce dal bosco e si raggiungono le baite del Trucco. Da lì a poco il sentiero diventa più faticoso, si sale dapprima in mezzo ad una pietraia e successivamente su morena. Superata la prima ripida morena, il terreno diventa più ripido ed impegnativo. Si cammina su ghiaia e sassi instabili sino a raggiungere lo sbocco del canalone nevoso che porta al Colle Perduto, ogni tanto rotola qualche sasso. Ora il sentiero corre tra la parete rocciosa a dx e la neve a sx, si prosegue e di li a poco si sale a dx su cengie detritiche in alcuni punti scivolose per la caduta di acqua sino a raggiungere il rifugio. Ottima la vista che si gode da quassù che ripaga ampiamente la lunga camminata. Per accendere la luce non usate l'interruttore generale, non funziona ma gli interruttori sui portalampada. Dal parcheggio al rifugio circa 5h. Bellissima salita in ambiente solitario, molto utili i bastoncini sia per la salita che per la discesa.
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Rifugio Santa Maria
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Capanna Carrel
Introduzione
Sala da pranzo con tre tavoli e relative panche. In totale un quarantina di posti letto in cuccette dotate di materasso, cuscino e coperte. Cucina con gas, pentolame e alcune scodelle.
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Rifugio Bobba
Introduzione
Si chiama Rifugio Giovanni Bobba ma in realtà si tratta di un bivacco non custodito, sempre aperto, posizionato sul poggio roccioso sul Truc Tremetta a 2771 m di altezza. Piazzato sul versante orientale dei Jumeaux offre uno stupendo panorama sul Cervino e la conca del Breuil a tutti coloro che ne fanno una meta giornaliera, mentre per gli alpinisti risulta sempre il miglior punto di appoggio per le non facili ascensioni sulle ardite vette delle Grandes Murailles.
Il rifugio non è custodito ed è costituito da una casetta in legno e lamiera attrezzata con due lettoni a castello (16 posti), tavolo, panche, ed un cucinino completo di bombola di gas. Il posto è decisamente panoramico: costituisce una sorta di belvedere su tutta la conca del Breuil, con una curiosa prospettiva sul Cervino, che da qui appare assai slanciato.
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