Silvia Quaglino
Monte Barbeston
salita dal sentiero (7b) sono poi scesa dal sentiero che porta a magazzino e da li a veulla. sentiero completamente sgombro da neve.
Colma di Mombarone
ancora molta neve nel valloncello che porta alla bocchetta del mombarone e sul sentiero. in particolare è obbligatorio pasare su alcuni nevai alla fine dell'ultimo pianoro. sentiero coperto dalla neve lungo l'ultimo tratto, ma essendo evidente il percorso nonchè le tacche rosso-bianche si può prevalentemente evitare di pestare neve.
al momento della mia gita scarso rigelo notturno tranne che nell'ultimo pezzo dal rifugio alla vetta.
Monte Colombo
salita dapprima verso il col de faveroy, sino a poco oltre l'alpe faveroy ( ultimi 200 mt. con neve marcia) mi sono fermata per l'innevamento ancora consistente e la neve non rigelata. ridiscesa fino a sotto la frazione di pesse ho ripreso il sentiero per il monte colombo (a quota 1271) arrivando in vetta senza toccare neve, fatto salvo un passo all'altezza dell'ultima baita prima della vetta. dislivello totale ca. 1900. sono presenti alcuni tronchi sul sentiero ( uno solo da aggirare ) , già presenti, peraltro , lo scorso anno. sentiero sempre segnalato ( sia quello per il colle faveroy che per il monte colombo). entrambi i sentieri hanno una pendenza decisamente forte.
Punta Leretta
partenza da coumarial ( bivio a dx. dopo fontainemore, salire per alcuni km. seguendo le indicazioni per ecomuseo del monte mars) dove vi è anche una pista di fondo. il primo tratto di gita si svolge lungo la pista di fondo ( vi è una parte dedicate alle ciaspole ed agli scialpinisti, che occorerrebbe rispettare!) poi si trovano delle paline rossse con il simbolo delle ciaspole. io ho tagliato prima della prime baite, dove vi è la diramazione per il rifugio coda, sfruttando la traccia di uno scialpinista prima di me. la gita così si è svolta prevalentemente nel bosco, incrociando solo una volta la pista(strada interpoderale) in prossimità delle baite leretta.
neve abbondantissima. scendendo ho tagliato nel bosco e , fuori da precedenti tracce di discesa , sono sprofondata oltre alla vita.
dalla cima consiglio di seguire le numerose tracce e proseguire ancora per circa un centinaio di mt. sino a raggiungere un'altra piccola punta.
dalla cima si vede , in lontananza, il monviso ed il cervino
Madonna del Cotolivier
partenza nei pressi del campeggio di Beaulard, anche se è possibile salire in auto fino a chateaux beaulard (castello), evitando la parte bassa della gita (la strada è sempre percorribile, al più con catene).
si segue inizialmente la strada che sale verso chateaux, quindi la si lascia seguendo il vallone sulla destra costeggiando il torrente sulla sinistra orografica; si percorre il tracciato di una mulattiera, inizialmente poco pendente quindi via via più ripida, fino ad arrivare agli ampi prati in vista del piccolo borgo di chateaux, che si supera lasciandolo sulla sinistra.
si raggiunge quindi il posteggio del paese, che si oltrepassa seguendo una strada in piano per qualche centinaio di metri fino ad oltrepassare un ponte; si lascia a questo punto la strada per salire nel bosco, inizialmente lungo il tracciato di una mulattiera e quindi senza un itinerario definito, tenendosi prevalentemente sulla sinistra.
si raggiunge così una cresta in parte delimitata da una staccionata, che si segue verso sinistra fino a raggiungere la cappellina della madonna del cotolivier.
itinerario tracciatissimo
Punta Percià
visti alcuni branchi di stambecchi femmine con cuccioli di quest'anno ed alcune marmotte.salita in 2,10 e scesa in 1,45. ho incontrato una persona che scendeva dalla vetta della percia mentre io salivo( con mio grande stupore in quanto normalmente io parto abbastanza presto) : ho scoperto essere il sindaco di valsavarenche che ha fatto la traversata fino a rhemes. sentiero sempre ottimo, un po' di attenzione alla caduta di pietre occorre prestarla nell'ultimo tratto che sale al colle, dove il sentiero passa sotto una parete/cresta rocciosa. le baite in corrispondenza del bivio per la testa di entrelor mi sono sembrate rovinate da una valanga/frana scesa da un canale posto un po' sopra le stesse.all'incirca in corrispondenza c'era anche la carcassa di un animale.
becca di viou
premesso che la difficoltà maggiore si incontra ad arrivare sino a blavy. ( è la 4° volta che vado sulla becca ma la stradina stretta che porta a blavy non invoglia di certo). inoltre la località blavy è segnalata solo a partire dall'ultimo bivio importante, prima occorre seguire le indicazioni per "la montage".
sentiero ottimamente segnato e buono. un po' acquoso sotto la penultima baita ( l'ultima ancora utilizzata). attenzione alle capre al colle di viou, che se non vengono allontanate, tendono a seguire. (cartello del padrone che invita a mandarle via).
ottima giornata, metereologicamente parlando. accompagnato mio marito ( che un incidente ha bloccato mentre si allenava per l'UTMB) per vedere se la situazione inizia a migliorare....
di animali proprio pochi, un piccolo cervo, un'aquila e neanche una marmotta.
Gran Paradiso
gita effettuata in giornata partendo da pont valsavarenche ( alle 7,35 ero in vetta). sentiero ottimo, in via di ulteriore sistemazione(lavori in corso). Neve compatta lungo tutto il percorso del ghiacciaio. neve a partire dal Rifugio Vittorio Emanuele II anche se la morena è pulita.ottima traccia di salita. molte persone sul percorso, prevalentemente tedeschi e francesi provenienti sia dal rif. vittorio emanuele che dal Rifugio Chabod.
Colle della Vecchia
sentiero molto ben segnato, impossibile perdersi. tanti,tanti tornanti.
si tocca due volte la neve. una prima volta un cono di valanga ha in parte ricoperto il sentiero ( una 30ina di metri), una seconda volta in prossimità della vetta dopo l'effige delle due fanciulle ed i nomi di finanziatori del sentiero, bisogna attraversare verso dx, quasi in piano.
lungo il sentiero ho incontrato silvia e massimo martini- diretti al rifugio della vecchia-che ho così potuto conoscere di persona dopo aver tante volte letto le loro relazioni.Buon lavoro per il libro sull'alta via nr.1
inaspettatamente (almeno per me)ancora neve anche sul versante piedicavallo.
Colle di Youla
sentiero sempre evidente e segnalato ove serve ( un po' da cercare nella parte in cui il vallone spiana sotto il colle de l'arp , dopo la sterrata). sentiero "umido" quando si raddrizza sotto il colle dell'arp(tornanti). brutta la vista dell'arrivo della funivia dello youla, posta un centinaio di metri sopra il colle de l'arp. stuprnda la vista del vallone di salita da balme di la thuile. presente ancora un piccolo nevaio da attravbersare appena prima del colle di youla.bellissimo il panorama da colle youla su bianco e val veny. presenti ancora molti nevai sul versante val veny la cui presenza mi ha sconsigliato di effettuare il giro ad anello che avrei voluto fare. sono pertanto salita e scesa dallo stesso itinerario. avvistate marmotte e pernici. la frana dal mont crammont continua a scaricare, ma senza pericoli oggettivi per chi sale lungo il sentiero.
