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| Piemonte / Pessinetto |
Autore:
Sito personale: www.canavese-vallilanzo.it

| Altitudine: | 590 m |
| Località: | Pessinetto |
| Telefono e Fax: | 0123.50.41.56 |
| Cell: | 349.83.73.075 |
| Sito internet: | www.santuariosantignazio.it |
| E-Mail: | info@santuariosantignazio.it |
| Accesso: |
Partenza a piedi dalla Torre Magnet di Lanzo Torinese (1h30') |
Il Santuario di Sant'Ignazio è il più grande e il più noto delle Valli di Lanzo, sia per la posizione spettacolare
sia per l'intensa vita religiosa che lo anima: in particolar modo i motivi paesaggistici ne fanno una delle mete
più frequentate dai turisti. Che si giunga dalla pianura o dal fondo valle, il santuario appare svettante da lontano,
arroccato alla rupe su cui è stato costruito: nelle limpide giornate d'inverno, quando il clima trasforma le Valli
in fiordi di nebbia, il tempio brilla inondato di sole e sembra davvero parte integrante del Monte Bastia. Grazie
alla posizione dominante, dal terrazzo sottostante la chiesa si può godere di una vista mozzafiato che abbraccia
la catena alpina e spazia su gran parte delle Valli.
Il Santuario di Sant'Ignazio, ancor oggi meta di ritiri ed esercizi spirituali, nacque dalla religiosità popolare
ma fu ben presto prediletto soprattutto dall'alto clero e dalla borghesia torinese, come testimoniano anche le ricche
collezioni di ex-voto in cui, per una volta, non prevalgono scene ingenue di vita contadina bensì immagini di una
società urbana e agiata, pur se vessata da ansie e malanni assai simili.
La cappella originaria risale al 1629 e la sua fondazione è legata alla fama che Sant'Ignazio da Loyola, fondatore
dei Gesuiti, acquistò nel territorio delle Valli di Lanzo, soprattutto grazie all'opera di Don Teppato, all'epoca
parroco di Mezzenile.
Nel 1727 i Gesuiti sostituirono la cappella con una chiesa più grande, in grado di contenere il sempre crescente
numero di devoti. Nel 1807, dopo alterne vicende, in seguito alla proposta dell'Arcivescovo di Torino Giacinto dellaTorre,
il santuario divenne anche casa per esercizi spirituali: accanto alla tradizionale funzione di luogo di devozione
popolare si aggiunse questa nuova, fruttuosa attività che ne fu la fortuna.
L'attuale edificio evidenzia le tre successive fasi di costruzione, più facilmente visibili nella casa per esercizi
spirituali. L'attribuzione del progetto non è ben chiara: si ipotizza che Giacomo Fontana, architetto e capomastro
che aveva lavorato per i Gesuiti a Cuneo, abbia fornito i disegni, mentre per quanto riguarda l'altare maggiore si
pensa abbia partecipato Bernardo Antonio Vittone.
La struttura si presenta con una pianta centrale a croce: la facciata, elegante nella sua semplicità, è stata recentemente
restaurata: notevoli il portale, su cui è scolpito lo stemma dei Gesuiti, e il sovrastante affresco raffigurante il miracolo
dell'apparizione di Sant'Ignazio.
Di particolare interesse, all'interno, i due confessionali barocchi che recavano inciso lo stemma dei Gesuiti sui
pannelli che sono stati rubati nel 1958.
La macchina processionale, complesso di statue lignee raffigurante l'apparizione di Sant'Ignazio e in origine posta
proprio sulla sommità del Monte Bastia, fuoriesce per alcuni metri dal pavimento: nel 1967, per lasciare maggior
spazio all'altare, tale porzione di roccia fu trasferita nella parte posteriore della chiesa, ma così facendo venne
meno l'effetto scenografico voluto dai progettisti, secondo i quali la luce delle finestre laterali doveva illuminare
la statua.
La festa del santuario si svolge il 31 luglio, con grande partecipazione di fedeli e visitatori.
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