Cenni storici
Autore: Sonia Furlan
Già prima che venisse edificato il castello, sul colle sopra Villeneuve esisteva un fortilizio romano, tanto che
sono riscontrabili testimonianze materiali quali lapidi con iscrizioni e mattoni riutilizzati per la costruzione
della cappella. Del resto gli stessi romani erano con ogni probabilità stati preceduti da popolazioni più antiche,
come si può dedurre da una stele antropomorfa di epoca protostorica rinvenuta in loco.
La cappella, l'elemento più antico del castello, è databile, in base a considerazioni tipo-morfologiche, alla seconda
metà del XI secolo, probabilmente tra 1050 e 1075.
Ottone di Bard nel secolo XI possedeva i feudi di Bard, Pont-Saint-Martin e Châtel-Argent; nel 1191 un Ugo
o Ugone di Bard presta omaggio al conte di Savoia ma il toponimo di Castrum Argenteum compare già nel 1176.
Nel 1242 due dei figli di Ugone di Bard, Anselmo ed Ugo II, che avevano ricevuto entrambi in eredità il castello
di Châtel-Argent e per questo erano in lite tra di loro rifiutarono di rendere omaggio al conte Amedeo IV,
che minacciò la confisca dei feudi dei due fratelli; dopo alcune trattative tuttavia Anselmo ed Ugo vendettero al
conte le loro proprietà e si ritirarono in Borgogna.
A questo punto, Amedeo IV infeudò del feudo di Châtel-Argent Marco ed Aimone, figli di Ugo II, che
lasciarono il nome di Bard a favore rispettivamente di Sarriod d'Introd e Sarriod de la Tour.
Nel 1279 Guglielmo Sarriod, fratello minore di Marco e Aimone, nel suo testamento lascia la sua parte del castello
di Châtel-Argent alla moglie Leonarda, che ci dimora con i figli Rodolfo, Guglielmo e Pietro. A questo punto
diviene difficoltoso seguire il corso delle successioni e delle vendite delle diverse porzioni di proprietà del castello,
in quanto l'omonimia tra il castello di Villeneuve e la castellania di Châtel-Argent, che si estendeva su Villeneuve
e su Saint-Pierre, ingenera confusioni nelle attribuzioni dei documenti.
Quello che è certo è che alla fine del XVI secolo Châtel-Argent ritorna ai Savoia, fino al 1605 quando Carlo
Emanuele I ne infeuda, come barone di Châtel-Argent, Pietro Leonardo Roncas marchese di Caselle.
Il castello viene abbandonato poco dopo il 1780, ed attualmente permane come rovina, ben visibile sopra l'abitato
di Villeneuve.
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