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| Valle d'Aosta / Aymavilles |
Autore: Sonia Furlan

Foto: Costantino Charrère
| Accesso: |
Il castello di Aymavilles, che sorge al centro del paese su un rilievo morenico, deve il suo aspetto
particolare alla compresenza di diversi stili, frutto del susseguirsi degli interventi che hanno, nel corso del
tempo, trasformato la primitiva e bellicosa torre quadrangolare nel vezzoso edificio che vediamo oggi: le quattro
torri circolari in pietra incorniciano un corpo centrale intonacato che ha perso le caratteristiche difensive
del castello a favore di logge, porticati e stucchi tipici di un elegante edificio residenziale.
Il castello si trova nel comune di Aymavilles, situato poco più a monte di Aosta lungo la strada nazionale del
Piccolo San Bernardo, dall'altra parte della Dora, lungo la strada che da Sarre conduce a Cogne.
Di proprietà della Regione Autonoma Valle d'Aosta, il castello non è internamente visitabile; per informazioni
ci si può rivolgere all' A.P.T. Cogne Gran Paradiso - Tel 0165.74040 - 0165.74056
Le prime notizie che possiamo ritrovare sul feudo e sul castello di Aymavilles risalgono al 1278, quando il
castello era costituito semplicemente da una torre quadrangolare circondata da una cinta muraria, secondo la
diffusa tipologia del castello recinto tipica dei primi castelli valdostani.
Della torre duecentesca esistono ancora oggi le grosse murature d'ambito, caratterizzate dall'essere fortemente
scarpate, ed un muro di spina che la divide, per tutta l'altezza, in due ambienti. È ipotesi generalmente
accettata che la torre fosse conclusa da torricelle sospese agli angoli e da una merlatura corrente. Internamente
la torre, coperta da un tetto in legno poggiante sulla merlatura, era divisa in sei livelli dei quali quello
interrato, che ospitava la cappella, la cucina e le cantine, era coperto da volte in pietra tuttora esistenti,
mentre i restanti erano separati tramite solai lignei.
Nel 1357 Aimone di Challant, infeudato tre anni prima del feudo di Aymavilles da parte di Amedeo VI, diede il
via ad opere di rinforzo difensivo della struttura, probabilmente ritenuta troppo vulnerabile soprattutto per
via dell'andamento pianeggiante del terreno circostante.
Vennero quindi realizzate le quattro torri angolari: queste hanno pianta circolare e sono disuguali tra loro per
diametro ed altezza; fu inoltre costruita una merlatura con i merli di tufo con feritoie a croce sorretti da un
triplo ordine di beccatelli in bardiglio, oltre ad una cinta muraria doppia dotata di fossato e ponte levatoio.
Questi interventi resero il castello di Aymavilles molto simile a quello di Ivrea, la cui costruzione venne
iniziata nel 1356 da Amedeo VII di Savoia, riprendendo a sua volta lo stile delle costruzioni feudali francesi
dell'epoca.
Le quattro torri angolari sono realizzate in blocchi di tufo e di travertino e sono caratterizzate dall'ampio
spessore della muratura; almeno due delle torri in origine contenevano delle scale in pietra di cui
effettivamente rimane qualche traccia. Nel contempo nella torre quadrangolare le finestre vennero incorniciate in
pietra e dotate di sedili, sempre in pietra, analogamente a quanto avviene nel castello di Fénis edificato dallo
stesso Aimone di Challant.
Le torri erano concluse da una copertura lignea di forma conica, come ipotizza il Nigra nel 1938, suffragato in
questa sua ipotesi di ricostruzione da un graffito murale presente nel castello di Sarriod de la Tour, databile
alla prima metà del XVI secolo. Questo graffito mostra il castello di Aymavilles con le torri appunto concluse
da un tetto conico e circondato da mura merlate dotate di torri angolari, di cui non è tuttavia rimasta traccia.
Nel 1450 Giacomo Francesco II conte di Challant realizzò un fabbricato semicircolare ad uso residenziale di
fronte alla torre di sud est, ma a parte questo intervento il castello non subisce alcuna modifica strutturale
per un periodo di circa tre secoli e mezzo.
Dobbiamo infatti arrivare al 1713 per trovare il barone Joseph Félix di Challant impegnato a trasformare il
castello di Aymavilles in residenza signorile, essendo ormai venute meno le esigenze difensive che
giustificavano la struttura fortificata; questi interventi ebbero termine nel 1728, come testimonia la data
incisa nell'intonaco del sottotetto.
Furono realizzate gallerie e logge a collegare tra loro le torri trecentesche, nascondendo così alla vista la
primitiva torre quadrangolare. Queste nuove strutture sono intonacate e ornate da decorazioni a stucco, secondo
lo stile barocco, e danno luogo ad un particolare contrasto con la muratura di tufo e travertino delle torri
angolari.
L'accesso al castello, sulla faccia esposta a sud est, è segnalato da una doppia scala che conduce ad un
loggiato, con funzione di portico, sormontato da un balcone.
La realizzazione delle gallerie nella parte centrale ebbe come conseguenza diretta la sopraelevazione del tetto,
e si rese poi necessario procedere a rialzare anche le torri, perché non venissero schiacciate. Il sopralzo fu
effettuato sfruttando i triplici beccatelli trecenteschi, ma la nuova merlatura venne realizzata in maniera poco
ortodossa e le torri, precedentemente concluse dal tetto conico, vennero lasciate senza copertura.
Inoltre, l'intervento di Joseph Félix comportò la demolizione del corpo semicircolare eretto nel 1450 da Giacomo
Francesco II e delle fortificazioni esterne, mentre il terreno circostante - circa otto ettari - venne
trasformato in giardino.
Nel 1882, allorché il castello di Aymavilles, dopo numerosi passaggi di proprietà, fu acquistato dal senatore
Bombrini, vennero rinvenute nelle soffitte del castello due tavole rappresentanti rispettivamente la Madonna e
l'Arcangelo Gabriele. Questa rappresentazione dell'Annunciazione appartiene al polittico che si trova nel
castello di Issogne, insieme ad altre due tavole simili raffiguranti l'una Renato di Challant e l'altra la
moglie Manzia Filiberta di Braganza con le figlie Filiberta ed Isabella di Challant. Attualmente le quattro
tavole si trovano nel castello di Issogne, ma il polittico rimane privo del pannello centrale raffigurante
probabilmente la Madonna in Trono.
Nel corso del 2000, sono stati eseguiti importanti interventi sul castello di Aymavilles; in particolare è stato
allestito un imponente ponteggio che ha consentito di eseguire le verifiche statiche e stratigrafiche necessarie
a stabilire le opere di consolidamento preliminari al restauro delle facciate. E' stato inoltre effettuato il
trasferimento degli arredi e delle suppellettili, con la realizzazione della disinfezione e dell'inventario dei
singoli pezzi della collezione, e nel contempo sono iniziate le indagini archeologiche, utili a comprendere
meglio le complesse fasi costruttive del maniero.
Il primo documento che testimonia l'esistenza del feudo e del castello di Aymavilles risale al 1278, anno in
cui Jacquemin di Aymavilles risulta comproprietario della omonima torre; l'edificio era infatti spezzettato in
numerose proprietà, come era usuale per i possedimenti feudali: tra i proprietari della torre di Aymavilles
figurava anche Gonteret di Courmayeur, comproprietario di una dodicesima parte di questo edificio.
Nel contempo il potere dei Savoia sulla valle andava sempre più aumentando e questo rese possibile da parte di
Amedeo V e Amedeo VI, che succedette al padre nel 1334, il riscatto e l'acquisizione delle varie frazioni del
feudo di Aymavilles.
Il 23 ottobre 1354 Amedeo VI di Savoia poté concedere il feudo di Aymavilles ad Aimone di Challant, primogenito
di Gottofredo II e già signore di Fénis, rinsaldando ancora di più il legame di fedeltà tra gli Challant e i
Savoia.
Le rimanenti porzioni del feudo ancora divise in altre proprietà furono acquistate nel 1357 da Amedeo VI che
poté conferire l'intera proprietà del feudo ad Aimone di Challant in data 24 febbraio 1357, e proprio in
quest'anno Aimone dette il via alle opere di fortificazione del castello.
Aimone di Challant ebbe sei figli maschi: Bonifacio, Amedeo, Francesco vescovo di Ginevra, Guglielmo vescovo di
Losanna, Antonio che divenne arcivescovo e cardinale, e Giacomo Francesco, che intraprese la carriera militare
e fu capitano dell'esercito savoiardo. Il testamento di Aimone di Challant, datato 25 aprile 1377, vede il
lascito del feudo di Fénis a Bonifacio, il primogenito e capostipite della famiglia Challant-Fénis; il feudo di
Aymavilles viene lasciato al secondogenito Amedeo, capostipite del ramo Challant-Aymavilles che si spegnerà nel
1565 con la morte di Renato di Challant.
Amedeo di Challant-Aymavilles ebbe un solo figlio maschio, Giacomo Francesco; nel castello è ancora presente una
targa in marmo che reca inciso lo stemma degli Challant e le iniziali di Giacomo Francesco, Y e FR, nello stile
dei caratteri gotici della fine del XV secolo. Purtroppo la terga, utilizzata come pietra da camino, risulta
danneggiata dal fuoco.
Al 1713 il castello è ancora in mano della famiglia Challant; nella fattispecie è proprietà di Joseph Félix, che
provvede agli interventi volti a trasformare la struttura militare in comoda residenza signorile.
A Joseph Félix succedette, circa alla metà del XVIII secolo, Carlo Ottavio di Challant, che però dovette
consegnare il castello al fratello Maurizio Filippo a seguito di un'accesa disputa che lo aveva visto soccombere;
ma prima di abbandonare il castello Carlo Ottavio lo spogliò di gran parte del mobilio e delle suppellettili.
Il nuovo proprietario Maurizio Filippo di Challant morì nel 1804 senza eredi maschi; il castello fu quindi
ereditato da una nipote, sposata Della Rocca, che lo abitò fino al 1857, quando venne ereditato da Carlo Renato
Faussone di Lovencito. Gli eredi di questo nel 1870 vendettero il castello al conte Clemente Asinari Verasis di
Castiglione da cui nel 1882 lo acquistò il senatore Bombrini.
Nel 1970 la famiglia Bombrini vendette il castello alla Regione Autonoma Valle d'Aosta, attuale proprietaria del
castello di Aymavilles.
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