Descrizione architettonica
Autore: Sonia Furlan
Quando nel 1408 Giovanni di Saint-Pierre viene investito di una parte del feudo e di metà del castello, questo
è descritto con queste parole:
"medietatem castri Sancti Petri Castri Argentei, in qua medietatem est una turris vocata antiturris una domus
sita iuxta primam portam dicti castri qui appellatur domus de porta, et una sala quae attingit secundam ianuam dicti
castri unam cum curte in medio eorundam cum eorum appendentiis et pertinentiis universi"
Da questa sommaria descrizione possiamo riconoscere, nel piccolo castello di Saint-Pierre, tutti gli elementi costitutivi
della primitiva tipologia del castello valdostano. Le ridotte dimensioni dello sperone roccioso hanno obbligato i
costruttori a comprimere i corpi di fabbrica attorno ad un piccolo cortile, ma gli elementi costitutivi del castello
ci sono tutti e li riconosciamo facilmente nelle parole latine della descrizione: innanzitutto troviamo, vicino alla
porta d'ingresso al castello, un'antitorre avente funzione residenziale, seguita da un secondo accesso e da una
sala, il tutto intervallato da una piccola corte interposta.
Dopo il 1603 Pietro Filiberto Roncas marchese di Caselle, proprietario del castello, promuove interventi di ampliamento
e di abbellimento del castello, di cui il de Tillier ci parla con questa entusiastica descrizione:
"une maison de delices, où tout ce qu'il y avoit de personnes de condition et de merite, tant étrangers que
du duché, etoint reçus et festoyés de son vivant, avec toute la courtoisie qu'on pouvoit attendre d'un seigneur
aussi riche et aussi genereux qu'il estoit. Les appartaments, les peintures et les meubles de cette maison, tout
y etoit magnifique e bien ordonne"
La dimora raffinata di un ricco e generoso signore, dunque, con appartamenti, dipinti e mobili magnifici, una vera
"casa di delizie" dove ogni ospite che fosse persona di una certa condizione e di buon merito, straniero o del ducato,
veniva accolto e festeggiato con cortesia dagli abitanti del castello.
È su questa struttura, rimaneggiata rispetto al primo impianto ma pur sempre coerente con la logica del castello,
ammirata da John Ruskin, che ne ha lasciato schizzi ed una descrizione, che si attua il restauro promosso da Emanuele
Bollati.
Questi, acquisito il castello nel 1873, incarica l'architetto Camillo Boggio di un intervento che stravolge il castello
nella sua essenza.
L'aspetto più evidente di questo restauro sono infatti le quattro torrette pensili di forma cilindrica disposte
sui quattro angoli del mastio. In effetti una soluzione di questo tipo è presente anche nel castello di Pilato a
Nus, ma qui a Saint-Pierre la posizione sopraelevata del castello, unita alla particolarità delle quattro torri
e alle profonde arcatelle pensili che sorreggono il camminatoio, ci fa davvero pensare, almeno per un istante, di
essere davanti al castello di Cenerentola o di Re Artù.
Sebbene questa trasformazione sia stata oggetto di aspre critiche in campo architettonico (per aver manomesso irrimediabilmente
l'esistente), bisogna riconoscere che il castello, forse proprio per il suo particolare aspetto fiabesco, ha incontrato il favore della
gente. Spesso è stato utilizzato come icona della Valle d'Aosta, anche perché l'insieme del castello con la chiesa sottostante, costituisce
uno scenario molto suggestivo.
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