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  Valle d'Aosta / Verrès  

Castello di Verrès

Autore: Sonia Furlan

Cenni storici

Sul luogo dove sorge il castello di Verrès esisteva una torre, di cui si parla nei documenti a partire dal 1287 in occasione di un atto feudale prestato da Rollet di Verrès al conte di Savoia. Ibleto di Challant la demolì nel 1390, quando iniziò la costruzione della rocca, come testimonia l'iscrizione, scolpita in caratteri gotici sopra la porta che dalla scala del cortile porta alle camere del primo piano:

M.CCC.LXXXX magnific. d inus. ebail. d nus. challandi. montioveti. etc. etc. ædificare. fecit. hoc. castrum. viventibus. egregiis. viris, francisco. de. challand. d nus. de Cossonens. et. castellioni. et. johe. de. challand. dno. de. cossona. ej. filiis.

Ibleto, morto il 10 Febbraio 1410, viene sepolto nella cappella che nel 1407 si fece costruire presso la chiesa dell'abbazia di Saint-Gilles, a Verrès; gli succedette il figlio François, e alla morte di questo nel 1442 i suoi possedimenti furono ereditati dalle figlie Catherine, vedova di Giovanni di Challant del ramo di Fénis, e Marguerite, vedova di Antonio di Montbel. La successione per linea femminile non era accettata dalla società dell'epoca, ma Catherine, che aveva acquistato dalla sorella la sua parte sui diritti di successione del padre, sfidò apertamente le consuetudini fino all'evento clou del ballo del 21 Maggio del 1450, ricordato annualmente dalla rievocazione storica del Carnevale.
Ludovico di Savoia pose termine alla questione infeudando dei contadi di Challant, Verrès e Issogne, nel 1456, Jacques di Challant; a lui seguì il figlio Louis, con la moglie Marguerite de La Chambre quindi, nel 1487, Giorgio di Challant, cugino di Louis, in qualità di tutore del giovane Filiberto di Challant.
Alla morte di Filiberto le proprietà della famiglia passano al conte René di Challant, maresciallo di Savoia e comandante generale della Val d'Aosta. René promosse, a partire dal 1536, lavori di ampliamento del castello consistenti nella realizzazione di muri bastionati a rinforzo degli angoli del castello e di una nuova cinta munita di ridotte e cannoniere, che inglobava i resti della torre del 1287. L'accesso tramite la nuova cinta avveniva da una porta, presso l'angolo nord occidentale del castello, munita di ponte levatoio e difesa da un piccolo burrone; fu inoltre realizzata un'altra cinta, accessibile da una posterla, che costeggia la sponda a ridosso dell'Evançon, e a ridosso di questa struttura furono edificate le prigioni e la piccionaia.
Tutto questo è ricordato dall'iscrizione che si trova sopra la porta con il ponte levatoio, in caratteri gotici, affiancata dagli stemmi di René di Challant e del suo matrimonio con Manzia di Braganza:

Arcem; p; exel; ebailum. de. Cahalland. edificatam. illu. Renatus. challandi. comes. de. beaufremont. viriaci. magni. amaville. et. collogniaci. baro. castellionis. sti. marcelli. yssognie. valangini, montis. alti. grane. veerrecit. usselli. c. d. ordinis miles. oc. marescallus. Sabaudiæ. int decoravit. forasque. structuris bellicis it. ano Xpi. m°. d°. XXXVI.

L'intervento di René, come ricorda l'iscrizione, non si limita alle sole funzioni difensive, ma riguarda anche le decorazioni e gli arredi del castello. Alla morte del conte nel 1565 venne redatto un inventario, pubblicato dall'abate Frutaz, che testimonia dell'esistenza di sei arazzi, particolarmente ricercati all'epoca, di mobili piatti scodelle, nonché di finimenti per cavalli, di oltre 40 armature, bombarde, picche archibugi, balestre e provviste di polvere da sparo e proiettili.
Alla morte di René la sua eredità passa alla figlia Isabella di Challant e al marito Giovanni Federico di Madruzzo. Ancora una volta la successione per linea femminile viene contestata dagli altri membri della famiglia: i cugini maschi di Isabelle vi si oppongono dando luogo ad un contenzioso che avrà termine solo nel 1696.
Un secolo più tardi, nel 1796, muore François Maurice, l'ultimo conte di Challant; quattro anni più tardi muore il figlioletto Jules-Hyacinthe di soli 7 anni, e la discendenza si esaurisce; alla morte di Gabriella di Canalis di Cumiana, vedova di François Maurice di Challant, avvenuta nel 1841, il castello passa al suo secondo marito, il conte Amédée-Louis Passerin d'Entrèves e di Courmayeur, e alla morte di questo ai suoi eredi.
Nel 1858 il castello è acquistato, insieme a quello di Issogne, da Alexandre Gaspard di Châtillon, che pochi anni dopo rivendette entrambi al barone Marius de Vautheleret, ingegnere francese impegnato nello studio del collegamento ferroviario tra Aosta ed Ivrea; ma questi fallisce e il 15 Giugno 1872 i castelli sono messi all'asta: Issogne è acquistato dal pittore torinese Vittorio Avondo, che si impegna nel restauro architettonico del castello e nel riallestimento degli interni con arredi originari o con copie appositamente commissionate, mentre Verrès diviene possesso della contessa Crotti di Castigliole.
In questi anni il castello di Verrès è abbandonato a se stesso e versa in gravi condizioni di degrado e dissesto: nel 1888 la volta di copertura di un ambiente del secondo piano, esposta alle intemperie per la mancanza del tetto, crolla e provoca il crollo della sottostante volta della cucina e la rovina di uno dei tre monumentali camini. A questa situazione di abbandono pone fine l'intervento di Alfredo d'Andrade che sollecita l'acquisto da parte della soprintendenza ai monumenti del Piemonte, che verrà perfezionato il 1894. I primi interventi riguardano la ricostruzione del tetto e il completamento della merlatura; seguirono poi gli interventi di sistemazione degli interni, con la ricostruzione dei solai lignei e delle volte crollate.
Dal 1949 un gruppo di verreziesi, propone annualmente, in occasione del Carnevale, una rievocazione storica del ballo di Caterina di Challant, e il castello ritorna per qualche giorno il fulcro delle giornate del paese.

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