La leggenda della buona signora di Oyace
La leggenda è ambientata nel castello di Oyace che una volta, dall'alto di uno strapiombo, dominava la
Valpelline.
La tradizione vuole che un tempo, dove oggi svetta una torre detta "Tornalla", sorgesse un'antica fortezza, abitata da
una signora molto speciale. La donna era sposata con un signorotto spietato e violento, che non si preoccupava delle
condizioni di miseria in cui vivevano i suoi sudditi. La sua sposa invece, tutti i giorni si recava nelle case della
povera gente, prestando loro soccorso e sfamandoli con le provviste del castello. Quando il marito lo venne a sapere si
arrabbiò molto e vietò alla donna l'accesso alle dispense. Quando ella si avvicinava alle porte chiuse dei granai,
queste si aprivano miracolosamente e le provviste che lei prendeva per i suoi poveretti si rigeneravano all'istante come
per magia. In questo modo il signore non si accorgeva di nulla e lei poteva continuare le sua opera di carità. Un giorno
però, mentre si recava al paese con del pane per i poveri, incontrò il marito che insospettito, volle vedere il
contenuto del cestino. Miracolosamente il pane apparve ai suoi occhi come delle splendide rose e l'uomo chiese alla sua
dama di appuntargliene una sul cappello. Una volta giunto al castello il signore si rese conto che quella che portava
sul capo era una pagnotta! Da quel giorno, sbigottito dal miracolo della moglie, l'uomo cambiò completamente la sua
vita. Divenne molto generoso e sostenne la donna nelle sue opere di carità, tanto da recarsi anche lui tra i poveri per
offrire personalmente il suo aiuto.
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