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  Cultura / Tradizione  

Un po' di storia

Rigotta
Rigotta (di Hérin Adriano) una delle partecipanti alle finali 2001

Ampie ricerche condotte soprattutto in ambiente svizzero vallesano hanno messo in evidenza come la passione per la bataille des reines risalga almeno alla metà del secolo XIX, anzi, all'epoca risulta essere talmente radicata da far insorgere i propugnatori del miglioramento qualitativo e razziale dell'allevamento bovino. Sembra infatti che la logica imperante fosse quella di privilegiare il numero dei capi, senza tenere conto di un'adeguata disponibilità di foraggio; in più la regina della mandria era fatta oggetto di cure speciali, a tutto discapito degli altri animali, che invece risultavano sottonutriti.
Non ci fu riforma o scienziato che la spuntasse in toto: l'allevamento svizzero migliorò i suoi standard, ma le razze autoctone non furono mai soppiantate e la passione per i combattimenti tra regine resta tuttora un caposaldo nella cultura agricola sui due versanti delle Alpi occidentali.
Per quanto riguarda la Valle d'Aosta la citazione d'obbligo è per il poeta dialettale Jean-Baptiste Cerlogne, autore, nel 1858, di una composizione passata nella storia della letteratura locale: La Bataille di vatse a Vertosan.
Possiamo dunque dire che siamo di fronte ad una tradizione forte di almeno 150 anni di storia, anche se l'entusiasmo che suscita l'avvenimento nel poeta ci fa supporre che non fosse affatto una novità, bensì una consuetudine già ben radicata nel costume locale.
Una rinnovata fiammata di passione si ebbe dopo la prima guerra mondiale; ma è solo dopo la caduta del fascismo, (che aveva cercato di sradicare la cultura tradizionale non italianofona), che la tradizione si afferma anche come rivendicazione di un costume atavico. E' infatti del 1947 la prima edizione "moderna" della Bataille, niente meno che nello stadio comunale di Aosta.
Dal 1958 si tiene il vero e proprio Concours Régional. Esiste una differenziazione delle bovine in primo, secondo e terzo peso (un po' come nel pugilato) e viene organizzata una rete di eliminatorie che alle vincitrici danno accesso alla finale regionale in programma ad Aosta nell'arena della Croix Noire, costruita espressamente, e che può ospitare fino a 5000 spettatori. Dirette televisive durante tutto l'arco di un pomeriggio, fino alle prime ombre della notte, testimoniano dell'importanza sul territorio di questo avvenimento, che ormai va ben al di là del semplice folclore.

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