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I castelli della Valle d'Aosta

Autore: Sonia Furlan


La Tour Pramotton

Chiunque attraversi la Valle d'Aosta, da Pont-Saint-Martin fin su oltre Aosta, non può che rimanere stupito dall'elevato numero di castelli e torri che, come vigili sentinelle, sono disposti principalmente lungo il corso della Dora Baltea, a segnare e controllare il territorio. Questa numerosa presenza ci testimonia l'intensa vita feudale, ed in effetti a volerli contare tutti, tra castelli torri e case forti superiamo facilmente le 100 unità.
Il castello, che deriva il suo nome dal latino castellum, a sua volta derivante da castrum, che richiama l'accampamento militare (castra), è sostanzialmente un edificio fortificato eretto con funzioni difensive e di controllo del territorio.
I primi castelli sono costituiti da semplici torri di avvistamento, richiuse su se stesse: la porta di accesso è infatti sopraelevata rispetto al suolo ed è raggiungibile tramite scale che potevano essere rimosse in caso di necessità; è il caso della Tour Pramotton a Vert, frazione di Donnas, e della Tornalla di Oyace, che presenta anche una cinta muraria.
Alla torre col trascorrere del tempo viene in effetti affiancata una cinta muraria ed uno o più edifici con funzione residenziale, e spesso anche una cappella. In molti casi, come a Châtel-Argent sopra Villeneuve, nel Castello di Graines a Brusson o nel Castello di Cly a Saint-Denis, la cappella risulta preesistente rispetto al vero e proprio castello, mentre nel Castello di Sarriod de la Tour a Saint-Pierre è posteriore alla torre primitiva e coeva ai corpi di fabbrica residenziali. Anche in quello di Sarriod de la Tour, come nel Castello di Nus, la primitiva torre cilindrica, caratterizzata dalla presenza del viret, diventa il perno su cui, col trascorrere del tempo ed il variare delle esigenze, si aggregano nuovi edifici con funzione residenziale, e così è avvenuto anche per il Castello di Sarre, divenuto poi dimora dei soggiorni di caccia di Vittorio Emanuele II.

Il piccolo Castello di Saint-Pierre è una sorta di "riassunto" della tipologia primitiva del castello valdostano, di cui presenta, in uno spazio ristretto, tutti gli elementi costitutivi; inoltre col suo aspetto fiabesco è anche, dobbiamo dirlo, un esempio di intervento di restauro discutibile, in quanto non rispettoso del carattere dell'edificio.


Il castello di Graines

Le variazioni sul tema del castello recinto primitivo, comunque, non mancano: ad Introd per esempio l'esigenza difensiva, unita al poco spazio disponibile all'interno della cinta, ha fatto si che, a ridosso di questa, si affollassero le costruzioni a carattere residenziale; viceversa, le mura difensive del Castello di Quart sono di vaste dimensioni, così come quelle del Castello di Saint-Germain a Montjovet, ma qui lo spazio più che dai nuclei residenziali, relegati in un angolo, è occupato da un massiccio bastione interno, costruito in epoca rinascimentale per migliorare la capacità difensiva del castello.
Vicino al castello di Saint-Germain, nello stesso comune di Montjovet si trova il castello di Chenal; anche questo edificio, di pianta trapezoidale, appartiene alla classica tipologia del castello recinto, ed ha la particolarità di essere stato utilizzato come "dépendance" a servizio di quello maggiore di Saint-Germain, assumendo probabilmente il ruolo di caserma.

Ad Aymavilles il processo di sviluppo è decisamente differente, ed infatti la torre originaria viene facilmente trasformata in una sorta di palazzotto tramite la semplice aggiunta di quattro torri angolari collegate da balconi e loggiati.
Oltre alle torri e al castello nella sua conformazione primitiva esistono anche altri tipi di fortificazioni, tra cui le case forti e il castello monoblocco; inoltre non si può dimenticare un edificio particolare: il Forte di Bard, che insieme all'omonimo borgo fortificato dominava l'antico asse viario della romana "strada delle Gallie".
Il Castello di Pilato è un esempio di casa forte che nel tempo non ha subito sostanziali modifiche, mentre la Tour d'Héréraz a Perloz è una struttura più complessa: si presenta attualmente come una chiesa, risultato della trasformazione, alla fine del XIX secolo, di una casa forte la cui torre è stata adibita a campanile.


Il castello di Fénis

Il Castello di Ussel, che risale al 1343, è il primo esempio di castello monoblocco (a corpo unico) in Valle d'Aosta; questa tipologia riunisce necessità difensive, ostentazione di potenza ed evoluzione verso condizioni di vita meno spartane. Il castello di Ussel si configura come un'architettura intermedia tra l'austero Castello di Verrès , un autentico cubo in muratura che appare totalmente chiuso su se stesso, e quello più articolato di Fénis, con i pregevoli affreschi del XV secolo. In effetti il castello di Fénis presenta già quelle caratteristiche di dimora signorile che trovano il loro culmine nel Castello di Issogne, più palazzo che castello propriamente detto.
Non mancano, infine, esempi contemporanei di revival dell'idea di castello: il Castello del Baron Gamba, edificato nel territorio del comune di Châtillon nel 1911, ne è un esempio, insieme a Castel Savoia, che Umberto I di Savoia regalò alla moglie, la regina Margherita, nel 1904.



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