I consigli di Inalto.com
L'ALPINISMO E' UNO SPORT RISCHIOSO
Diceva René Desmaison: " sans risque, il n'y a pas de véritable alpinisme? Du risque calculé, car le plaisir véritable est de dominer le danger et non le subir" (trad.: senza rischio non si ha del vero alpinismo ? Rischio calcolato, perché il vero piacere si ha nel dominare il pericolo e non nel subirlo).
Naturalmente per quanto riguarda l'escursionismo bisogna fare le debite proporzioni, ciò non toglie che anche la nostra gita di fine settimana possa trasformarsi, se mal condotta e pure sottovalutata, in un vero incubo.
I FATTORI DI RISCHIO
- La pressione atmosferica. Essa diminuisce con l'altitudine e con essa quella dell'ossigeno che arriva agli alveoli polmonari, inoltre questi ultimi si ritrovano sempre più saturi di vapore acqueo in ragione dell'aumento di quota, limitando così il loro funzionamento. La prima soglia critica si ha intorno ai 3000 metri, quando i soggetti predisposti cominciano ad accusare i primi sintomi di "Mal di Montagna" (vedi).
- Il freddo. In montagna fa freddo: la temperatura si abbassa in media di 0,6° ogni cento metri di quota. Naturalmente poi intervengono altri fattori ad alterare la media: vento, soleggiamento, umidità? Il vento, ad esempio, accelera l'evaporazione sia quella naturale attraverso la pelle, che quella dell'umidità accumulata nei vestiti, provocando un abbassamento della temperatura del corpo. Se ad essa aggiungiamo una forte umidità ambientale ed una temperatura dell'aria rigida, tale abbassamento potrebbe diventare veramente preoccupante, fino al rischio dell'ipotermia (di qui la necessità di avere con sé dei vestiti adatti alla circostanza).
- La neve. In alta montagna essa sostituisce sovente la pioggia, con il risultato positivo di diminuire la quantità di umidità che ci si ritrova addosso, specialmente se dei vestiti appropriati evitano che essa si fonda al contatto con il corpo e si insinui nei tessuti per poi ricominciare il processo descritto sopra. La tempesta di neve (vento fortissimo che sospinge i fiocchi di neve ridotti a mini-ghiaccioli) moltiplica la forza d'impatto di quest'ultima, accelerando la penetrazione dell'umidità attraverso i vestiti.
- I temporali ed il fulmine. I temporali in montagna sono ricorrenti. La miglior difesa contro di essi è la ritirata strategica prima che si scatenino. In caso contrario bisogna evitare le vette, le creste ed ogni protuberanza naturale; isolarsi il più possibile dal suolo sedendosi sul sacco o sulla corda e scostandosi dalle pareti almeno di un paio di metri. Allontanate da voi eventuali oggetti metallici (picozze, ramponi, bastoncini da sci, chiodi, moschettoni ecc?).
- La nebbia. E' un altro fenomeno ricorrente, ma che a quota medio-bassa non crea gravissimi problemi: basterà procedere con più cautela, facendo attenzione a non uscire dal sentiero. Non vergognamoci ad aspettare fermi una schiarita se dovessimo renderci conto di aver perso l'orientamento. Il discorso cambia se ci si trova su un ghiacciaio: in questo caso la questione diventa di lunga e complessa trattazione. Per questo noi consigliamo sempre di non avventurarsi nel vero e proprio alpinismo senza la compagnia di una guida professionista o senza aver acquisito una lunga esperienza in materia.
- Sole. Dopo tutta una serie di pericoli dovuti al maltempo, dobbiamo preoccuparci anche del troppo sole: l'intensità dei raggi solari aumenta con l'altitudine grazie alla limpidità dell'aria ed all'effetto di rifrazione della neve (UVA +12% ogni 1000 metri). Ormai i rischi dei vari raggi ultravioletti sono noti a tutti, quindi non ci resta che riparare la pelle con creme più protettive delle solite e non dimenticare mai gli occhiali da sole ed un berretto.
"È vietata la distribuzione di versioni contenenti modifiche sostanziali di questo documento senza l'autorizzazione esplicita del titolare del copyright".
© 2000-2008 Martini Multimedia