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| Montagna |
Sito personale http://www.valeriofolco.com

Valerio Folco - foto © Yerri Dodrill 2001
Classe 1966, di professione pilota di elicottero e Guida Alpina di Alta Montagna, proviene dalle fila del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di stanza a Courmayeur.
Ha esordito sulla montagna di casa, il Monte Bianco, dove nell'arco di 6 anni, a partire dal 1988, ha collezionato un centinaio di ascensioni di notevole difficoltà tecnica (ED e ABO), per poi passare attaccare vie di analogo livello
nelle Dolomiti ed in Svizzera.
Ma è proprio nel massiccio del Bianco, sul Grand Capucin (prima ripetizione di Flagrant Délire), che Valerio ha scoperto il fascino dell'arrampicata in artificiale e, come dichiara lui stesso, fu un amore a prima vista. Era il
1989, ma per vedere sbocciare definitivamente questo idillio bisognava attendere il 1995, con il primo contatto con la valle dello Yosemite, il leggendario parco americano, dove cè il monte mito di tutti gli arrampicatori: El Capitan.
In quell'arco di tempo spicca comunque la prima ripetizione italiana di Divine Providence, sul Pilier d'Angle del Monte Bianco.
Ogni anno successivo al 95 ha segnato un trofeo classificato A5, in particolare il 1998, con la solitaria su Winds of change, ed il 1999 con Reticent Wall, considerata la via più difficile del colosso californiano, e che
lui oggigiorno giudica giustamente come una delle sue più riuscite imprese.
Quell'anno doveva rivelarsi particolarmente fortunato per Valerio, dato che il film Big Stone, da lui ideato e prodotto, è stato premiato come migliore opera di autore italiano al celeberrimo festival della cinematografia di
montagna di Trento. Le riprese provenivano dalle sue imprese nello Yosemite ed in Valle d'Aosta.
Naturalmente non potevano mancare nel suo palmarès anche delle vie nuove,
sia in libera che in artificiale, aperte salendo dal basso: Captain Hook
al Pilastro Lomasti (200 m 8a e 7a obbligatorio) con la collaborazione determinante
nel 4° tiro di Alberto Gnerro; Straordinaria in Val Ferret (250m 7a
e 6c obbligatorio). Queste invece le vie nuove di artificiale: Madre Terra
al Pilastro Bertone (solitaria 6a+ A2); quindi in Valle dell'Orco Supersonic
al Sergent (5c A4), Sogno di Jack (6b A4) e Aerospike al Caporal
(6b A5), quest'ultimo primo A5 tutto italiano.
Nel 2001 il mondo degli appassionati ha potuto seguire via internet la sua salita lungo la via Tempest (VI 5.8 A4R), sempre su El Capitan, in compagnia di Tom McMillan e Bruce Bindner. Si è trattata della terza ripetizione assoluta lungo un muro di granito di 1000 m: per superarla ci sono voluti 20 tiri diluiti in 10 giorni, con 9 bivacchi in parete!
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