inalto

Jean-Christophe Lafaille

 

Jean-Christophe Lafaille
Jean-Christophe Lafaille

Biografia

La sua iniziazione alla montagna ha radici familiari, fatte di passeggiate, un po' di sci di fondo ed uscite a pesca. Il papà ed il nonno sono i responsabili, dato che erano dei veri appassionati dei week-end in quota. Era la fine degli anni 60.
A muovere le ali della fantasia del piccolo Jean-Christophe sono state le letture di avventure in montagna, ma anche i resoconti di grandi scalate, in Himalaya come sulle Alpi. Detto fatto ha iniziato ad arrampicare un po' tra i 6 ed i 7 anni, poi con sempre più impegno grazie alle attività sportive scolastiche, ed infine, dopo i 14 anni, come atleta in un gruppo sportivo.
Anche i suoi studi superiori sono stati orientati alla pratica ed al corretto svolgimento dell'attività sportiva. Ma il vero salto di qualità avviene con il servizio militare, svolto nel GMHM di Chamonix (Groupe Militaire de Haute Montagne).

Ha inizio il suo “periodo competitivo”, quando cioè si è dedicato con maggior vigore alle competizioni di arrampicata, senza trascurare la preparazione più generale in vista di un futuro mestiere di guida alpina. Tra il 1986 ed 1989 partecipa al circuito di Coppa del Mondo.

Nel 1990 si cambia: Jean-Christophe si dedica alle grandi classiche dell'alpinismo difficile, cominciando a far parlare di sé nell'ambiente: per intendersi è il periodo di Divine Providence e delle solitarie (la Bonatti al Grand Capucin, la sud del Fou e la Diretta degli americani ai Dru).

Il 1992 è invece un'annata terribile: parte alla scoperta dell'Himalaya assieme al suo amico Pierre Beghin. Il progetto è ambizioso: la sud dell'Annapurna. Ne tornerà sconfitto, ma soprattutto solo.

L'anno d'oro è il 1994, quando sperimenta nuove possibilità estreme, come le cascate di ghiaccio (apertura di Compères e di Nuit Blanche), poi si passa allo Yosemite dove compie una prima nazionale, ed infine allo Shishapangma, dove apre una nuova via. «Il resto, dopo il 1994, si è svolto attorno a queste due ultime scoperte, che mi spingono a sperimentare tutti gli aspetti dell'arrampicata, sotto ogni forma».

Ora vive vicino a Chamonix, con sua moglie Katia (che ne cura le pubbliche relazioni); ha due bambini, Marie e Tom, quest'ultimo nato esattamente 36 anni dopo il papà. Durante l'estate è professore all' ENSA (scuola di sci e alpinismo), lavoro che lo lascia libero di continuare le sue avventure ai limiti delle possibilità umane.

Dillo ad un amico! Invia un commento


"È vietata la distribuzione di versioni contenenti modifiche sostanziali di questo documento senza l'autorizzazione esplicita del titolare del copyright".

© 2000-2008 Martini Multimedia