![]() |
![]() |
![]() |
Autore: Stefano Gallo
Ultima modifica: 05.05.04
| Temi / Micologia |
morchelle
Con l’arrivo della primavera il risveglio della natura interessa la
flora , la fauna ma anche i funghi.
La stagione classica della raccolta dei funghi è l’autunno, ma
sono molte le specie che nascono in primavera e che possono possono dare grandi
soddisfazioni sia durante la raccolta … che nel piatto.
Andare per funghi in primavera presuppone una conoscenza di ambienti di crescita
diversi dalle classiche peccete dove si effettua la raccolta autunnale, gli
ambienti ideali per la raccolta di funghi primaverili sono il bosco misto
di latifoglie ed i prati.
La crescita fungina primaverile, molto più di quella autunnale, è
condizionata dalle condizioni meteorologiche, ritorni di freddo o siccità
prolungata possono a volte compromettere totalmente la nascita di queste poco
conosciute e ricercate specie.
Le descrizioni che seguono si limitano a fornire alcune notizie di carattere
generale e citano riferimenti alla realtà locale. Chi fosse interessato
all’identificazione precisa delle specie può avvalersi di manuali
pratici per il riconoscimento dei funghi o ricorrere a personale abilitato.
Le specie più ricercate di questo periodo sono le Spugnole, il Marzuolo
e il Fungo di San Giorgio.
Il primo ad apparire è il Marzuolo (Hygrophorus marzuolus),
che appare nelle zone temperate a partire dal mese nel mese di marzo, ma nelle
regioni alpine prolunga la sua stagione anche nei mesi successivi. E’
un fungo che non cresce ovunque ma è abbondante nelle stazioni di crescita
principalmente costituite abete bianco, rosso e pino silvestre, è un
fungo che sviluppa semre molto interrato ed a volte inizia la crescita al
riparo dell’ultima neve, cresce sempre in gruppi numerosi e spesso gli
esemplari sono concresciuti e attaccati assieme per il gambo.
E’ un fungo facile da riconoscere che non presenta difficoltà
di determinazione, sia per la stagione di crescita che per le sue caratteristiche
peculiari che lo rendono difficilmente confondibile con specie non commestibili
o tossiche.
Il marzuolo è in continua regressione, questa specie come moltre altre
è molto sensibile all’inquinamento ambientale e tende a diminuire
la sua presenza sul territorio.
Le Spugnole (genere Morchella) esistono in alcune specie,
tutte commestibili, ma dopo buona cottura in quanto contengono delle tossine
termolabili che vengono inattivate alle alte temperature, le Morchelle prediligono
i terreni sciolti e leggeri, organici, umidi ed ombrosi. L’habitat ideale
è costituito dalle rive dei fiumi e torrenti e dai prati adiacenti
il bosco. E’ un fungo che raramente nasce isolato, di solito è
sufficiente trovare un esemplare e soffermarsi con attenzione per raccogliere
diversi esemplari, è dotato di un elevato mimetismo ed è difficile
da scovare. Questo fungo è molto apprezzato in Valle d’Aosta
ma anche in Francia è ricercatissimo e commercializzate sia fresco
che secco con il nome morilles .
La raccolta di questo fungo deve essere fatta con attenzione, va pulito sul
posto e messo in un cesto rigido per evitare che le particelle di terra possano
insinuarsi negli alveoli del cappello imbrattandolo, la posa nel cestino consigliata
per tutti i tipi di funghi evita la rottura di questo fungo abbastanza fragile
e consente la dispersione delle spore nell’ambiente boschivo durante
la ricerca.
Le morchelle sono adatte a quasi tutte le preparazioni ma una ricetta molto
semplice e di sicuro effetto è la frittata di morchelle che si prepara
semplicemente effettuando da prima la cottura per almeno 30 minuti in olio
o burro ed aggiungendo le uova e sale a cottura ultimata mescolando per ottenere
una frittata dal sapore molto particolare.
Qulche confusione è possibile con specie simili da parte di inesperti,
i generi Mitrophora e Verpa non creano problemi in quanto
commestibili con le stesse raccomandazini di cottura mentre il genere Gyromitra
presenta specie dalla certa tossicità.
Ultimo di questa carrellata il Fungo di San Giorgio (Calocybe gambosa)
cresce in questo periodo (San Giorgio 24 aprile) in boschi e radure, tra i
rovi e nei prati, riconoscibile per il suo aroma farinoso molto intenso.
Nei prati cresce il lunghe striscie lineari o a zig zag o anche in cerchi,
in prossimità delle quali troviamo delle striscie senza vegetazione
e striscie con vegetazione più rigogliosa, viene infatti chiamato anche
Fungo della saetta o del fulmine in quanto la credenza popolare vuole
che questo fungo nasca dove è caduto un fulmine.
In realtà le zone dove la vegetazione è più intensa sono
le zone dove il micelio è attivo permettendo al vegetale un migliore
assorbimento delle sostanze nutritive del terreno, mentre le zone dove la
vegetazione sembra secca o bruciata sono le zone dove il fungo si è
siluppato negli anni precedenti.
Conosciuto in tutta Italia è ricercatissimo, in Valle d’Aosta
non è così apprezzato per il suo sapore farinoso che però
perde con la cottura, si consiglia il suo consumo trifolato o misto con altre
specie.
Dunque la primavera, per alcuni inaspettatamente, è una stagione fungina,
le raccolte primaverili possono dare grandi soddisfazioni per il palato e
servono per allenarci alle escursioni micologiche estive.
Alcune di queste specie saranno sicuramente presenti alla Mostra Micologica
Primaverile che l’Associazione Micologica Valdostana organizza domenica
18 maggio in piazza Chanoux ad Aosta, saranno presenti funghi provenienti
dalle Associazioni aderenti al CAMPAL (Coordinamento delle Associazioni Micologiche
del Piemonte Liguria e Valle d’Aosta).
I funghi raccolti nei giorni precedenti saranno classificati ed esposti dalle
ore 10.00 alle 21.00 e saranno presenti numerosi micologi per rispondere alle
numerosissime domande suscitate da questo incredibile, curioso ed affascinante
mondo dei funghi.
| Dillo ad un amico! |
"È vietata la distribuzione di versioni contenenti modifiche sostanziali di questo documento senza l'autorizzazione esplicita del titolare del copyright".
© 2000-2008 Martini Multimedia