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Autore: Stefano Gallo
Ultima modifica: 05.05.04
| Temi / Micologia |
I funghi questi meravigliosi organismi dalle svariate forme e colori, nelll’immaginario
collettivo crescono esclusivamente nei boschi, in realtà tutta la superficie
terrestre tranne gli oceani, le calotte polari ed i ghiacciai è colonizzata
dai funghi.
L’attenzione dei funghi da parte della cultura mediterranea è
di tipo prettamente gastronomico ed è rivolta quasi esclusivamente
ai funghi che hanno una ambiente di crescita silvicolo.
L’ambiente bosco è quindi il terreno di ricerca preferito dai
cercatori di funghi, nella nostra valle, le foreste occupano circa il 27%
della superficie totale, ma se escludiamo le zone sterili costituite da ghiacciai
e pietraie questa percentuale sale a circa il 45 % della superficie utile
alla crescita del bosco e conseguentemente alla crescita di funghi.
Naturalmente i boschi presenti in Valle presentano diverse caratteristiche
botaniche determinate principalmente dalla quota, dall’esposizione,
dal substrato ed anche dalle popolazioni che hanno interagito con il bosco
per millenni.
Questa eterogeneità orografica, climatica e botanica delle zone boschive
è fonte di una notevole biodiversità di specie fungine.
E’ in corso ormai da un lustro la raccolta dei dati relativi alle specie
presenti, il numero raggiunto è di circa 300 specie ma possiamo stimare
che il numero di specie presenti in Valle d’Aosta può raggiungere
e superare le 600 unità.
Un patrimonio notevole ancora sconosciuto è presente dunque nella nostra
regione, un patrimonio che deve essere tutelato ancor prima di essere conosciuto,
giorno per giorno si effettuano ritrovamenti interessantissimi, specie molto
rare sono presenti nei boschi valdostani.
Nonostante questa ricchezza biologica, in Valle d’Aosta non esiste una
cultura del fungo, in tutte le zone alpine i montanari, dall’alto della
loro saggezza, hanno sempre guardato con diffidenza questi abitanti del bosco,
conoscendone anche i pericoli di intossicazione.
Raramente i funghi venivano in passato consumati, persino nei periodi di carestia,
forse già allora le popolazioni montane avevano preso coscienza che
i funghi dal punto di vista alimentare non fornivano sufficiente apporto di
calorie ed elementi nutritivi.
Un altro aspetto che ha limitato il consumo di funghi nelle zone alpine risale
alla notte dei tempi, i funghi usati da streghe e fattucchiere per la preparazione
di pozioni magiche (probabilmente qualche fungo con effetti allucinogeni)
hanno creato i presupposti per la nascita di credenze popolari ancora oggi
in auge ma spesso fuorvianti e prive di fondamenta.
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