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Il maiale: dall'allevamento alla macellazione

La tradizione

L'allevamento dei maiali è molto praticato ad Arnad e rappresenta ormai una tradizione che va avanti da generazioni. Ancora oggi ogni famiglia possiede almeno un maiale e molte ne allevano di più per la festa del lardo che ogni anno richiama sempre più gente.
I maiali vengono alimentati con castagne crude o cotte (che abbondano nella zona data la massiccia presenza di castagneti), farina, crusca, patate ed anche con gli avanzi di casa.
Nel periodo invernale (orientativamente tra novembre e gennaio) si procede alla macellazione, che una volta era un rituale importantissimo, poiché costituiva un valido sostentamento ed un'occasione di festa e di consolidamento dei legami familiari e di amicizia.
Anche in altri comuni come Hone, Donnas o Issogne vige ancora questa pratica, ma è molto meno diffusa e sentita.
La cosa che traspare di più ancora oggi in tutte le fasi di lavorazione è la collaborazione. Queste antiche operazioni vengono fatte con lo stesso spirito di una volta, la gente si ritrova e si aiuta a vicenda.
Una volta: i bambini non andavano a scuola quando si macellava il maiale perché aiutavano gli adulti pulendo i cavoli, le interiora e portando da bere o da mangiare a chi lavorava.
Nell'arco di circa tre mesi tutti macellano i propri capi sotto la guida di un esperto soprannominato “macellaio” che aiuta gli altri e suggerisce loro le giuste dosi di ingredienti tramandate da generazione in generazione. In questo modo si ottiene un lardo (che tutti possono degustare alla fehta dou lard) ed in generale dei prodotti dal sapore omogeneo e caratteristico, pari a quelli che venivano realizzati diversi secoli fa.

Ill padrone di casa offriva a tutti coloro che partecipavano alla macellazione un pasto generalmente costituito da pezzi di muso e di collo fatti cuocere a mò di spezzatino, accompagnati da fagioli o cavoli e dall'immancabile polenta. Chi poteva preparava un menu diverso per il macellaio con carne bianca e formaggio fuso per evitare che quest'ultimo mangiasse sempre solo carne di maiale (egli infatti in quei mesi ogni giorno aiutava qualche famiglia).

Un tempo il maiale era preziosissimo (infatti tutte le sue parti vengono utilizzate senza che si butti via niente), perché garantiva il sostentamento della famiglia. Proprio l'esigenza di conservare il più a lungo possibile il mangiare ha fatto sì che nascessero degli ottimi prodotti apprezzati ancora oggi come il lardo o i vari tipi di salami.

La procedura

Dopo aver ucciso il maiale si deve eliminare la peluria, pertanto gli si rovescia addosso dell'acqua molto calda e partendo dalla testa si puliscono le zampe e poi il corpo. Questo perché all'inizio l'acqua è più calda e permette di pulire meglio la testa che è la zona più dura e difficile.
In seguito si effettua un primo taglio e si tolgono le interiora che verranno utilizzate per fare le Fresse o Htalet , mentre il sangue raccolto inizialmente servirà per fare gli santset o sanguinacci ed in seguito per fare il salame di patate o boudin (Salam di trefolle).

La vescica veniva immersa in acqua tiepida e battuta per ammorbidirla, poi si inseriva una cannula di sanbuco e si soffiava per farla gonfiare. Infine si metteva ad essicare ed una volta indurita diventava un ottimo pallone per i bambini che incitavano i grandi per farsi fare una palla più grande di quella degli altri.


Il taglio e la lavorazione

Dopo aver appeso le due metà dell'animale, la prima operazione da fare consiste nel separare la carne dal lardo; quest'ultimo deve essere lasciato intero, mentre la carne viene tagliata in vari pezzi. Mentre una persona si dedica a questa prima fase, gli altri cominciano a tagliare i pezzi di carne , a togliere la carne dall'osso ed a separare il grasso ancora presente sulla carne (che verrà usato per i salami di patate detti boudin o salam di trefolle). In seguito si procede ad una selezione: la carne più dura, di seconda scelta (come i muscoli) viene messa da parte assieme alla cotenna per fare i cotechini, (salam di cune) mentre quella di prima scelta viene usata per fare i salami di carne, (salam de la tser).
Perfino l'orecchio si tiene da parte poiché qualcuno lo fa cuocere tipo un cotechino; il gozzo viene messo sotto sale e si mangia subito al pari della pancetta che viene arrotolata e salata, mentre le ossa che una volta venivano utilizzate per il brodo, oggi si danno perlopiù ai cani.
Il grasso presente nella schiena del maiale viene squadrato per formare un grosso pezzo rettangolare
che, dopo essere stato privato di un tipo di grasso superficiale di seconda scelta, verrà tagliato in pezzi più piccoli. Questi, dopo opportune operazioni diventeranno lardo di Arnad.
Il lardo che avanza dalla squadratura, dopo essere stato privato della cotenna, diventerà un ingrediente dei salami di carne.
Ovviamente in base al tipo di prodotto che si intende ottenere si utilizzeranno diversi ingredienti, però in linea di massima si può dire che la carne va tritata e ad essa va aggiunto un “bagnetto” (bagnet) costituito da vino, rosmarino, aglio, salvia, alloro, tutti finemente tritati. La sua densità varia in base al prodotto finale. In base al peso del composto si calcola la giusta quantità di sale mescolato a diversi tipi di spezie che vanno accuratamente mescolate con la carne per ottenere un composto omogeneo.
Con l'ausilio di un'insaccatrice (una volta si faceva spingendo la pasta nel budello con i pollici) si mette il composto dentro i budelli che vanno lavati da tutte due le parti e rivoltati per portare all'esterno la parte più grassa. I salami che si ottengono vengono legati con un filo e poi bucherellati per togliere l'aria.

I Prodotti



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