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La Parrocchiale di San Michele
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Altitudine: |
1377 m |
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Abitanti: |
229 |
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Superficie comunale: |
30.62 kmq |
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Comunità Montana: |
Grand Combin |
Piccolo paese della media Valpelline, la cui esistenza in epoca romana è
certificata già da Strabone, che cita un Castrum Agaciae, da cui sarebbe derivato
il toponimo attuale. Il comune vanta una torre ottogonale duecentesca, detta
in patois locale la "Tornalla": si tratta probabilmente della ricostruzione
di una precedente fortificazione ad opera dei signori di Quart, dopo che quelli
di Oyace furono privati dei titoli a causa della loro insubordinazione ed
il loro castello raso al suolo.
Nella parte alta del territorio comunale ci sono due colli, quello di Crète
Sèche e il Collon, che fino al secolo scorso erano assai frequentati. Mettono
in comunicazione la Valpelline rispettivamente con le svizzere Val di Bagnes
e Val d'Hérens.
Tra le curiosità storiche possiamo ricordare come nel 1630, anno della terribile
peste, i valligiani abbiano installato un cancello nei pressi del villaggio
di Bouioz, chiudendo di fatto l'accesso alla parte alta della Valpelline con
una sorta di cordone sanitario al contrario. Il risultato fu che il contagio
non raggiunse i loro villaggi.
Lo storico ed alpinista valdostano Joseph-Marie Henry, a lungo parroco di
Valpelline, ci tramanda la notizia che ad Oyace non esisteva un cimitero e
che i defunti dovevano essere inumati otto chilometri più a valle, a Valpelline.
Ovviamente nei mesi invernali la cosa risultava praticamente impossibile,
così i cadaveri venivano conservati nella neve fino a quando non fosse possibile
trasportarli al camposanto.
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